Il Mondo non si è Fermato mai un Momento

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23 aprile, 2012 da  

Continuiamo ad esaminare sperimentazioni e modelli di proposta ai lettori da parte di alcune delle principali testate giornalistiche del vecchio continente, dopo l’analisi della settimana scorsa del Sole24Ore ed il contributo di grande valore fornito dalla pubblicazione dello studio del Reuters Institute for Journalism,  è oggi la volta di un giornale generalista di grande tradizione, il francese Le Monde.

Come per la maggioranza dei giornali in questo periodo, per il quotidiano transalpino è un momento di transizione ed evoluzione.

Le Monde ha recentemente inaugurato la propria partecipazione alla versione francese dell’Huffington Post, attraverso la società del banchiere Matthieu Pigasse, socio del giornale insieme a Pierre Bergé e Xavier Nie, del quale detiene una quota del 30%. Iniziativa che sembra aver avuto una buona partenza anche se non mancano le polemiche sui vantaggi ottenuti grazie al fatto di essere sorto sulle ceneri di LePost e sulla bassa capacità di attrazione che paiono avere gli articoli prodotti dai blogger d’oltralpe che attraggono solamente l’8% del totale delle visite mensili.

Poco dopo il lancio della prima versione non in lingua inglese dell’HuffPost, ha visto la luce il rinnovamento del sito web del quotidiano francese. Edizione online che nel mese di marzo ha raccolto oltre 67 milioni di utenti unici nel mese dei quali, secondo i dati disponibili, quasi un quarto proveniente da fuori la Francia posizionandosi come il primo quotidiano generalista, alle spalle solamente dello sportivo L’Equipe, per lettori e pagine viste.

Si tratta di un rinnovamento del sito web basato fondamentalmente su un approccio maggiormente visivo dell’informazione, con molte più immagini e video, e, in particolare con la predisposizione di un’ interfaccia più adatta alla partecipazione delle persone per favorire un processo più sociale, o almeno social, dell’informazione. E’ in particolare “Live” (vd immagine) la caratteristica probabilmente più interessante della revisione effettuata; una finestrella in stile chat che permette ai lettori di fare domande in tempo reale ai giornalisti di Le Monde.

Un sito che con tutte le altre testate digitali del gruppo ha aumentato del 21% l’audience su internet e del 65% quella su tablet e smartphone. L’edizione online del giornale non è protetta, chiusa da alcun paywall ma vengono offerti diversi pacchetti di abbonamento mensile, sia solo per la versione digitale che in abbinamento con quella tradizionale cartacea, che tende a fornire alcune opzioni premium a soli 0,50€ al giorno per l’edizione digitale.

In occasione delle elezioni presidenziali, delle quali si è avuto ieri il primo turno, il giornale sta sperimentando l’integrazione tra le redazioni della carta stampata e quella dedicata al Web. Una sperimentazione dedicata esclusivamente alla copertura di questo evento specifico e che dovrebbe cessare una volta terminato secondo quanto dichiara Alexis Delcambre, capo della redazione di Le Monde.fr, il quale afferma che solo dopo aver esaminato con attenzione i risultati del test verrà presa una decisione sullo sviluppo organizzativo futuro.

Una fusione prevista nel piano strategico di rilancio approvato nel 2010, dopo che nel decennio precedente Le Monde aveva perso un quarto della propria diffusione, arrivando a vendere poco più di 320mila copie ed un crollo degli investimenti pubblicitari con tassi di decremento a due cifre per l’edizione cartacea che avevano generato di riflesso un indebitamento dal peso insostenibile.  Piano strategico che pare abbia già dato i primi risultati per l’esercizio 2011, riportando il bilancio in positivo e dimostrando concretamente che è possibile ristrutturare, risanare anche i giornali di carta.

Per il giornale della sinistra liberale e riformista francese sembra che la strada intrapresa sia quella giusta, che possa essere un modello di benchmarking per le iniziative editoriali italiane è la domanda che resta aperta.

La prossima settimana analizzeremo un’altra testata internazionale cercando di arrivare nel tempo, attraverso l’analisi di diversi case studies, ad offrire un panorama completo su i diversi modelli di business e le distinte soluzioni che vengono adottate

Pier Luca Santoro

Pier Luca Santoro è esperto di marketing, comunicazione & sales intelligence. Dal 1998 ha operato come consulente per progetti di posizionamento strategico, organizzazione, comunicazione & formazione per aziende pubbliche e private. Sperimentatore e creativo ha sviluppato un’esperienza significativa nell’ambito dell’edutainment (education + entertainment) con particolare riferimento ai mass communication games. Dal 2008 si trasforma (anche) in Giornalaio sperimentando direttamente le logiche dell’editoria italiana di cui parla quotidianamente sul suo blog.

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