El Pais punta sul digitale
e sulla relazione con il lettore

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9 maggio, 2012 da  

Proseguiamo l’analisi di alcune delle principali testate giornalistiche del vecchio continente, dopo l’analisi della settimana scorsa del Sole24Ore, il contributo di grande valore fornito dalla pubblicazione dello studio del Reuters Institute for Journalism e la case study del francese Le Monde, parliamo quest’oggi di El Pais.

Il quotidiano spagnolo ha compiuto proprio in questi giorni 36 anni di vita, e probabilmente non è stato il più felice dei compleanni stretto tra crollo delle vendite in edicola e riorganizzazioni interne.

 Crisi, come noto comune a tutta la carta stampata, alla quale il quotidiano sta cercando di dare una risposta con una forte accelerazione nell’area digitale e, soprattutto, spingendo con sempre maggior forza sulla relazione con il lettore.

 Da un lato si incentiva l’edizione digitale con una promozione per ottenere un tablet a soli 119€ tesa a spingere l’edizione digitale per questo tipo di device del quotidiano. Infatti in abbinata, come avviene anche per altri giornali, viene offerto un mese di accesso gratuito a tutte le pubblicazione del gruppo Prisa, l’impresa editoriale che controlla il quotidiano in questione, sulla piattaforma che raggruppa diverse testate ed editori in Spagna.

Dall’altro lato, con la recente revisione del sito del quotidiano, spiegata ed approfondita da Javier Moreno, Direttore del quotidiano, fondata su tre pilastri, su tre aree concettuali:

– Area Tecnologica: Con un nuovo CMS, un nuovo sistema di gestione dei contenuti, ma soprattutto con la centralità di Eskup, la rete sociale attiva da tempo che riunisce per interessi le diverse communities di utenti del quotidiano.

– Ristrutturazione dell’organizzazione dell’informazione: Basata sulle etichette, sulle tag.

– Riorganizzazione del modello di lavoro interno.

In  tale ambito fondamentale l’idea di evoluzione da media a rete sociale che la rilevanza data ad Eskup sottintende e che personalmente, se posso ricordarlo, avevo avuto modo di raccomandare come uno dei key pillars sui quali lavorare evidenziandone il ruolo fondamentale per il recupero di una relazione con le persone e, di riflesso, base indispensabile ad un recupero dei ricavi.

El Pais, fedele al claim che viene riportato sia per l’edizione cartacea che in quella online, “el periodico global en español” (il quotidiano globale in spagnolo), per quanto riguarda il recupero dei ricavi punta certamente ad una strategia di grandi volumi di traffico grazie, anche, alla facilitazione di espansione in tutta l’America Latina rappresentata dall’utilizzo dello stesso idioma.

Strategia che, secondo gli ultimi dati disponibili, a livello quantitativo starebbe funzionando con il giornale leader assoluto a livello mondiale con 14,1 milioni di lettori dei quali ben 5,9 milioni, pari ad oltre il 40% del totale provengono da Sud America e Stati Uniti. Dati che collocano El Pais tra i primi 14 quotidiani nel mondo per audience che, secondo quanto dichiarato, mira ad entrare nella top ten.

Il bilancio diffuso evidenzia che l’area digitale nel 2011 è cresciuta del 25,3% rispetto all’anno precedente ma non è stata sufficiente a coprire il calo degli investimenti pubblicitari che rappresentano il 22,8% del totale dei ricavi del gruppo Prisa e che si sono ridotti nell’anno dell’8%.

Se certamente l’area digitale è in grado di dare un contributo al recupero contributivo del giornale, sin ora, così come per il Mail Online, si tratta di una goccia nell’oceano che complessivamente fornisce un apporto modesto. Per El Pais la strada appare in salita ancora per lungo tempo.

Pier Luca Santoro

Pier Luca Santoro è esperto di marketing, comunicazione & sales intelligence. Dal 1998 ha operato come consulente per progetti di posizionamento strategico, organizzazione, comunicazione & formazione per aziende pubbliche e private. Sperimentatore e creativo ha sviluppato un’esperienza significativa nell’ambito dell’edutainment (education + entertainment) con particolare riferimento ai mass communication games. Dal 2008 si trasforma (anche) in Giornalaio sperimentando direttamente le logiche dell’editoria italiana di cui parla quotidianamente sul suo blog.

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