Il futuro digitale dell’Italia

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9 ottobre, 2012 da  

Si è concluso domenica 7 ottobre l’Internet Festival a Pisa, città scelta non casualmente poiché sede dell’Istituto di Informatica e Telematica e del CNR, che svolge attività di ricerca scientifica e tecnologica nel settore di Internet e che gestisce il Registro di tutti i domini con suffisso .it (il primo venne registrato 25 anni fa, ora siamo a quota 2,5 milioni. Una quattro giorni con gli interventi di 400 relatori, impegnati in oltre 150 appuntamenti – di cui 107 incontri, 40 laboratori, 4 mostre – dislocati in 22 location dedicati alla Rete ed al suo impatto. Manifestazione che ha avuto, tra l’altro, un’impronta fortemente giornalistica, anche se non prevalente.

Tre le aree tematiche trattate:

Internet for Citizens: sezione dedicata al tema della democrazia digitale, delle nuove forme di sviluppo e aggregazione urbana e della rappresentanza politica mediate dalla Rete.

Internet for Makers: focalizzata sul tema delle imprese e dell’economia secondo i nuovi paradigmi introdotti dalla Rete. Si parlerà di crowfounding, di coworking, delle aziende digitali che ‘ce l’hanno fatta’ e delle start up che si affacciano alla Rete.

Internet for Tellers: area del Festival dedicata alla Rete come veicolo di espressione nei paesi dove diritti e libertà subiscono limitazioni e censure e guerre o catastrofi sono spesso all’ordine del giorno. Proprio questa ovviamente l’area con la maggior partecipazione di giornalisti ed esperti di media e comunicazione.

I format scelti per gli incontri sono stati fortemente orientati alla partecipazione. Una prima tipologia è rappresentata dai “keynote speech”: incontri e convegni con esperti, docenti e scienziati di fama internazionale su aspetti e problematiche legate al mondo della Rete. I T-Tour, laboratori per studenti delle scuole elementari, medie inferiori e superiori su argomenti che vanno dalla programmazione e problem solving, alla creazione di app, dalla progettazione di ebook, alla sicurezza in Internet. Infine, gli IF Event: eventi di carattere divulgativo-culturale-scientifico pensati per un target eterogeneo e con modalità differenti di interazione.

Oltre ai relatori e alla platea dei presenti, infatti, il coinvolgimento della platea virtuale, come sempre più spesso avviene, è stato uno degli aspetti caratteristici dell’Internet Festival.

Secondo quanto riportato, oltre 65 mila persone si sono connesse sui canali ufficiali Youtube, Facebook, Twitter, dirette in streaming e sito della edizione 2012 di Internet Festival, 30 mila sono stati gli utenti unici del sito dell’evento di cui 6 mila dall’estero. 11.770 i fan della pagina Facebook.  Il Festival è stato tra le prime 5 manifestazioni più twittate in Italia (nei quattro giorni dell’evento), raggiungendo il primo posto tra il trending topic già nella giornata di apertura del festival.

Manifestazione che, al di là di possibili, forse necessarie, migliorie con i tanti eventi in contemporanea che mi è dispiaciuto non riuscire a seguire e qualche lacuna, paradossalmente, sul lato tecnologico, è sicuramente di grande stimolo e di grande utilità in una nazione quale l’Italia che, come ha ricordato anche Carlo D’Asaro Biondo, presidente di Google per l’area Seemea (Europa Sud e Est, Medio Oriente e Africa) nel suo intervento al festival, affermando che: “Il web è considerato il settore industriale più importante in tutti i paesi occidentali, tranne che in Italia. E’ necessario incrementarlo perché è il servizio al servizio degli altri settori, quello che li fa crescere”

Ritardo nello sviluppo evidenziato pochi giorni prima dell’inizio della 4 giorni pisana da La Voce che ha ripreso i dati del Web Index, indice che esprime il grado di sviluppo di Internet e i suoi riflessi sull’economia e sulla vita politica e sociale di un campione di sessanta paesi sviluppati e in via di sviluppo, che mostra tutta l’arretratezza del nostro Paese 23esimo nella classifica generale e, ancora una volta, fanalino di coda in Europa.

Non resta che sperare che il decreto sviluppo approvato in questi giorni dal Governo, contenente alcune misure per lo sviluppo digitale dell’Italia, non resti lettera morta e sia una base da cui partire per valorizzare adeguatamente la Rete nel nostro Paese.

Pier Luca Santoro

Pier Luca Santoro è esperto di marketing, comunicazione & sales intelligence. Dal 1998 ha operato come consulente per progetti di posizionamento strategico, organizzazione, comunicazione & formazione per aziende pubbliche e private. Sperimentatore e creativo ha sviluppato un’esperienza significativa nell’ambito dell’edutainment (education + entertainment) con particolare riferimento ai mass communication games. Dal 2008 si trasforma (anche) in Giornalaio sperimentando direttamente le logiche dell’editoria italiana di cui parla quotidianamente sul suo blog.

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