Illeggibilità Quotidiane

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3 dicembre, 2012 da  

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I giornali, il giornalismo, hanno un grave problema: i temi di maggior rilevanza per la società, per la democrazia e la vita pubblica, soffrono di un deficit di leggibilità e chiarezza.  E’ quanto emerge da uno studio condotto dall’ University of Bristol e dalla School of Journalism della Cardiff University. I ricercatori, utilizzando dei speciali algoritmi di intelligenza artificiale, hanno esaminato 2,5 milioni di articoli di ben 498 diverse fonti d’informazione online in lingua inglese (USA & Regno Unito) per un arco temporale di dieci mesi analizzando 15 principali aree di informazione,  argomenti. Sono stati anche paragonati i 15 principali quotidiani di Stati Uniti e Gran Bretagna tra i quali, ad esempio The Sun e The Daily Mail o The Guardian ed il The Washington Post. Per validare i risultati è stato utilizzato come benchmark CBBC-Newsround, programma per bambini realizzato dalla BBC, e istruito il software di IA sulla base dei contenuti di The New York Times e Reuters. I risultati, che sono accorpati sia per quanto riguarda le testate online che quelle nella versione tradizionale cartacea, seppure in parte apparentemente scontati, dicono molto su agenda setting, gender gap e qualità dello stile giornalistico.

L’analisi dei ricercatori infatti, che si basa fondamentalmente sulla comprensibilità linguistica dell’informazione e sulla soggettività (emozionale) del linguaggio utilizzato, conferma come i quotidiani “popolari”, i tabloid, utilizzino un linguaggio di più facile lettura rispetto a i giornali “seri”, non scandalistici.

Se questo è un elemento che  tutto sommato era facile ipotizzare, intuire, lo studio evidenzia, o forse per meglio dire conferma, come i giornali perpetuino la differenza di genere tra uomo e donna, con il sesso maschile a dominare la scena, proiettando così sulla società un’immagine  se non maschilista certamente parziale che perpetua gli stereotipi esistenti.

Soprattutto, emerge come i temi di maggior spessore, di maggior valore in termini di contributo alla formazione di conoscenza e consapevolezza che un’informazione di qualità, un buon giornalismo, dovrebbe fornire, quali politica, ambiente, ma anche dinamiche dei prezzi al consumo e business, informazione economica, siano le categorie che presentano il minor livello di leggibilità, di comprensione, da parte del lettore.

Soggetività e leggibilità per argomento

Tutta l’area delle notizie “hard” è dunque meno leggibile e comprensibile rispetto a quella soft di temi quali la moda. Questo rappresenta un grosso limite e perciò un problema per il ruolo di giornali e giornalisti ancor più, se possibile, in un’epoca qual’è quella attuale di generale lettura rapida e deficit di attenzione, di coinvolgimento, da parte delle fonti d’informazione.

Da un lato aiuta a spiegare la scarsa comprensione di temi che coinvolgono l’intera umanità quali il cambio climatico, evidenziando la distonia, la distanza tra gli argomenti che interessano il lettore, le persone, che collocano tra i primi tre per interesse il tema dell’ambiente, con un agenda setting mediatico che se non manipola sicuramente allontana. Dall’altro lato chiariscono come la disaffezione crescente verso la politica sia anche da attribuire ai media ed al linguaggio che viene utilizzato sul tema dagli stessi.

La missione dei giornalisti è rendere comprensibile ed avvicinare i lettori all’informazione senza rinunciare alla profondità, anzi, aumentando però al tempo stesso la comprensione e riducendo il più possibile il rumore di fondo che assopisce l’intelligenza ed il giudizio del pubblico.

Le conclusioni dello studio esortano a migliorare lo stile, la chiarezza ed i contenuti dell’informazione.

Come diceva Walter Lippmann ” la qualità delle notizie nella società moderna è un indice della sua organizzazione sociale”. Le illeggibilità quotidiane che i ricercatori documentano sono evidenza, chiaro indicatore, del fallimento del giornalismo in tal senso, a cui porre rimedio per continuare a parlare di futuro dei giornali e, appunto, del giornalismo, quali che siano, saranno il format ed il contenitore.

Pier Luca Santoro

Pier Luca Santoro è esperto di marketing, comunicazione & sales intelligence. Dal 1998 ha operato come consulente per progetti di posizionamento strategico, organizzazione, comunicazione & formazione per aziende pubbliche e private. Sperimentatore e creativo ha sviluppato un’esperienza significativa nell’ambito dell’edutainment (education + entertainment) con particolare riferimento ai mass communication games. Dal 2008 si trasforma (anche) in Giornalaio sperimentando direttamente le logiche dell’editoria italiana di cui parla quotidianamente sul suo blog.

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