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Archivio per la categoria Cultura Professionale
Il sito rumeno dell’EJO si presenta e ci parla dei media nel suo Paese
Scritto da Alina Vasiliu in Cultura Professionale, Etica e Qualità il 14 dicembre 2011
Il 1989 è un anno di svolta per i mass media della Romania: ogni singolo aspetto della società viene trasformato e le istituzioni mediatiche comuniste scompaiono per lasciare il posto a quelle democratiche. Quasi tutti i media cambiano il proprio nome, sostituendo le vecchie etichette comuniste demagogiche e aggiungendo la parola “libero” nei titoli delle testate, ad esempio: Gioventù Libera (quotidiano nazionale), Televisione Rumena libera (televisione pubblica), Vita Libera (quotidiano di Galati), Pensiero Libero (quotidiano in Costanza) e il quotidiano La Scintilla diventa La Verità. L’unica testata che non ha necessitato di un cambio di nome è stata România Liberă (“Romania Libera”), sebbene si tratti di un epiteto che ha acquisito un significato ben diverso a partire da questa data.
Sfortunatamente, nonostante il cambio di nome, nella maggior parte dei casi lo staff è rimasto sempre lo stesso. Giornalisti pre-revoluzionari, obbligati a scrivere ciò che veniva impartito per timore della censura, sono diventati post-revoluzionari e sufficientemente aggressivi da compensare la docilità impostagli in passato. Durante il breve passaggio verso il governo democratico i giornalisti si sono sentiti liberi di violare qualsiasi tipo di regola e di scrivere di ogni su chiunque senza il pericolo di alcuna sanzione.
Carta deontologica e precariato al centro della convention fiorentina
Scritto da Vittorio Pasteris in Cultura Professionale, Giornalismi il 10 ottobre 2011
Due giorni passati al cinema Odeon di Firenze a parlare dei problemi gravi del giornalismo italiano soprattuto di quello precario. Molte discussioni anche fortemente accese. Una denuncia forte e vibrante contro le pratiche di editori e colleghi. La presa di coscienza che in Italia ci sono delle nuove generazioni di giornalisti che lottano e non molleranno per un giornalismo vero e diverso. Il primo sciopero dei collaboratori delle redazioni dell’Unità. La fotografia di un “vecchio giornalismo” e dei relativi editori ancora arroccati. Una Carta di Firenze redatta in bozza, discussa, poi rivista e ora al vaglio del Consiglio dell’Ordine. Queste le immagini più nitide rimaste nella memoria della due giorni a Firenze per parlare di “Giornalismi e Giornalisti, Libera stampa liberi tutti”.
“Twittate o sarete licenziati”
Scritto da Natascha Fioretti in Cultura Professionale, Nuovi Media e Web 2.0 il 26 settembre 2011
Corriere del Ticino, 23.09.2011
Queste le parole di Peter Horrocks un anno fa (nel frattempo i followers di twitter della BBC da 0,6 milioni sono passati a 1,8 milioni) ai suoi giornalisti per esprimere il cambiamento culturale in atto nel mondo del giornalismo. Un’espressione forte per far intendere che un giornalista oggi non è completo, non è in grado di leggere gli eventi nella loro complessità e nella velocità con la quale accadono se non ha familiarità con i social media e le loro dinamiche.
“Si, la rete è sicuramente l’alternativa”- Intervista a Massimo Fini
Scritto da Philip Di Salvo in Cultura Professionale, Giornalismi il 13 settembre 2011
Nella cornice della rassegna letteraria Parolario, dove ha presentato il suo libro “Mullah Omar”, abbiamo chiesto a Massimo Fini che cosa ne pensa dello stato di salute del giornalismo in Italia.
Lo scorso aprile una giornalista di Libero, una deputata PDL e alcuni rappresentanti di associazioni hanno annunciato di intraprendere le vie legali contro la sua biografia sul leader dei talebani, Mullah Omar. Nel 2003 il suo programma tv Cyrano per il servizio pubblico viene improvvisamente bloccato per “veto politico aziendale”, come verrà poi serenamente ammesso dai vertici Rai. Massimo Fini è una delle firme e delle menti più spigolose del giornalismo italiano. Apertamente antisistemico, polemicamente non allineato e strenuo antimodernista in quarant’anni di carriera Fini ha preso parte ad alcune fondamentali esperienze della stampa italiana. Oggi Scrive per Il Fatto Quotidiano, Il Gazzettino e La Voce del Ribelle, mensile in abbonamento da lui ideato. Come saggista ha scritto Il vizio oscuro dell’Occidente, Sudditi e Il conformista.
Le ricerche scientifiche sull’informazione tra teoria e realtà
Scritto da Natascha Fioretti in Cultura Professionale, Giornalismo sui Media il 9 maggio 2011
Corriere del Ticino, 03.05.2011
Da qualche giorno sulle pagine dei più importanti giornali svizzeri si svolge un acceso dibattito sulla necessità, l’utilità e soprattutto l’attendibilità degli studi e delle ricerche scientifiche applicati al mondo dei media e dell’informazione. Ad innescarlo è stata la ricerca commissionata dal Bacom, Ufficio federale delle comunicazioni, assegnata a cinque team provenienti da diversi centri di ricerca svizzeri. Titolo: «Il futuro dei media in Svizzera». Scopo: indagare le basi economiche sulle quali poggiano le imprese mediatiche svizzere, le conseguenze della concentrazione mediatica sulla pluralità d’opinione, le opportunità future dei diversi media così come le conseguenze del web su stampa, radio e Tv, in particolare sulle pratiche giornalistiche e le norme che regolano la professione, così come degli sviluppi economici nell’ambito del panorama mediatico svizzero.
Budget totale messo a disposizione per il progetto: 385.900 franchi.
Risultato finale dello studio: la tiratura dei quotidiani è in costante diminuzione mentre aumentano invece pubblicità e utenti nei media elettronici; confermato il postulato secondo il quale i media svizzeri sono poco qualitativi e anzi c’è una tendenza a peggiorare; necessità di introdurre sovvenzioni statali dirette per salvare quei media indispensabili per la salvaguardia della democrazia. Non stupisce che chi sul campo fa informazione tutti i giorni si sia sentito punto nel vivo e non ci stia a prendere lezioni dall’accademico di turno che non ha idea di quello che succede nel mondo reale.
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