Archivio per la categoria PR e Spin

Le idi di marzo: politica e giornalismo al cinema

*Difficile, difficilissimo fare un film sulla comunicazione negli anni ’10 del 2000. Complesso lo scenario da rappresentare, ineffabili le dinamiche che lo caratterizzano, scarsi i modi di trasferire in immagini un universo che è virale per sua stessa definizione, dominato da byte e Url dove persino la carta inizia a essere quasi anacronistica.

Le idi di marzo, l’ultimo film di George Clooney da regista, parla della campagna elettorale di un candidato alle primarie democratiche negli Usa ma contrariamente a molte altre pellicole politiche non vuole essere un biopic di finzione incentrato su un personaggio carismatico che, infine, diventa Presidente. Questo film ha come protagonista la comunicazione politica e un addetto stampa – Steven, interpretato da un magistrale Ryan Gosling reduce dalla spietata bellezza di Drive – e riesce nell’intento non scontato di rendere il discorso credibile e trascinante, coniugando un terreno specialistico e, ammettiamolo, un po’ nerd, con la costruzione di un film godibile e visivamente potente, che potrà piacere agli appassionati di politica, comunicazione e giornali come al grande pubblico di Clooney.

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Una performance eccezionale

Un esempio mostra chiaramente i risultati che oggi è possibile ottenere grazie alle pubbliche relazioni, in tedesco moderno, Corporate Communications.

Il maggiore distributore mondiale di componenti high-tech per l’automobile, il gruppo Robert Bosch, recentemente ha festeggiato il suo 125 anniversario. Invece di stampare in un libro la storia dell’impresa la direzione dell’ufficio comunicazione ha preferito proporre un caleidoscopio di 125 fotografie scattate contemporanamente in 125 luoghi del mondo. Il volume fotografico è stato stampato in 450.000 esemplari, in 19 lingue diverse ed è  stato distribuito in 62 paesi in ben 653 luoghi. 285.000 collaboratori hanno ricevuto il libro in regalo dai loro superiori. Inoltre 165 000 ulteriori volumi sono stati donati a clienti e partners d’affari.

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I media raccontano tutto tranne il vero potere? Il paradosso della globalizzazione e il ruolo sconosciuto delle nuove èlites

È il titolo della serata pubblica in programma lunedì 30 maggio 2011, ore 18.30, presso l’Aula Magna dell’Università della Svizzera italiana. Interverranno Janine Wedel politologa della George Mason University (Usa) e autrice del saggio “Elite ombra: così gli intermediari dei nuovi poteri minano la democrazia, i governi e il libero mercato nel mondo“ premiato dalla critica dell’Huffington Post e Piero Ostellino editorialista de Il Corriere della Sera e saggista. Modera la serata Marcello Foa giornalista e co-fondatore dell’Osservatorio europeo di giornalismo che ha recensito il libro della Wedel per Il Giornale (Articolo).

Si tratta della  seconda di sette conferenze pubbliche del ciclo“Decadenza o rinascita? Il giornalismo a un bivio”, organizzato dall’Osservatorio europeo di giornalismo dell’Università della Svizzera italiana in collaborazione con l’Associazione Società Civile della Svizzera italiana (ASCSI) e con Wegelin & Co. Banchieri Privati

I media aiutano davvero il pubblico a capire cosa ci sia dietro una notizia? Riescono a raccontare, senza cadere nel cospirazionismo, quali siano e come operino  i nuovi poteri nell’era deIla globalizzazione? O bisogna ritenere che la maggior parte dei giornalisti sia mainstream e gregaria, rassicurante ma poco incisiva?

Sono queste alcune delle domande a cui la Wedel e Ostellino daranno risposta.

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Il potere manipolatorio delle immagini nei quotidiani: un caso comasco

Ha fatto molto discutere “l’oscuramento” di Hillary Clinton, e di un’altra funzionaria della Casa Bianca, dalle foto nella “Situation Room”- scattate in occasione del blitz che ha portato alla morte di Osama Bin Laden - da parte del quotidiano israeliano ultraortodosso Der Tzitung. Fedele alla regola della testata di non pubblicare mai foto di donne per non distrarre i propri lettori, il quotidiano con sede a New York ha deliberatamente manipolato una foto diffusa a livello globale e destinata a rimanere nei libri di storia.

Il potere delle immagini che accompagnano gli articoli di giornale può essere molto forte: una foto colpisce prima e più efficacemente delle parole, lo sanno bene i pubblicitari. Una foto può essere una notizia ancora prima che la notizia venga effettivamente data. Una foto, in definitiva, può mostrare una verità insindacabile, può essere una prova o può mostrare un falso, una manipolazione, una colossale opera di spin. Le prime foto del cadavere di Bin Laden erano dei falsi; le foto vere molto probabilmente, non le vedremo mai, a meno che non finiscano su Wikileaks. Oppure può essere veritiera o falsa in parte. Prosegui la lettura »

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Rivolte in Egitto e in Libia, com’è facile manipolare la stampa…

Il Giornale, 24.02.2011

Il Riformista intervista uno dei leader della rivolta in Egitto. Bel colpo, ma mancano le domande che contano. E lo scoop diventa, involontariamente, un esempio di come sia facile manipolare la stampa internazionale

Nei giorni scorsi ho sostenuto che le rivolte in Egitto e in Tunisia sono state ispirate e indirizzate da Washington. La mia, più che una tesi, è una constatazione.  La stampa inglese e americana ha pubblicato, in ordine sparso, dei documenti, dai quali emerge il ruolo svolto dal governo americano, in particolare nei moti anti Mubarak. Si è scoperto che nell’autunno 2008 oppositori e blogger si sono riuniti al Dipartimento di Stato per promuovere un’Alleanza democratica allo scopo di rovesciare il regime di Mubarak proprio… nel 2011 e uno dei movimenti più attivi era quello del 6 aprile.

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