Il futuro delle agenzie di stampa

10 ottobre 2013 • Cultura Professionale • by

In Germania il settore dei media è in difficoltà. L’11 aprile del 2013 la dapd Nachrichtenagentur, seconda tra le maggiori agenzie di stampa tedesche, ha cessato le sue attività. Questa chiusura solleva nuovi quesiti sul futuro nel settore delle ‘news’. Le agenzie di stampa sono ancora necessarie? Oppure le loro funzioni possono essere espletate dai blog e dai social media? Le news agency possono essere ancora considerate la struttura portante sulla quale si fonda il news reporting? Ma soprattutto, sono in grado di adattarsi ai nuovi bisogni delle redazioni? Un nuovo studio, parte di un progetto di dottorato svolto presso la Technical University di Dortmund sotto la supervisione del professore Klaus Meier, ora alla Catholic University di Eichstätt, ha cercato di rispondere ad alcune di queste domande.

L’autrice ha intervistato numerosi professionisti tra cui accademici, caporedattori, membri di consigli di amministrazione e di redazioni di agenzie di stampa, giornali, testate online, emittenti radio e canali televisivi circa le prospettive e le sfide che le agenzie di stampa dovranno affrontare i prossimi dieci anni. La prima parte dell’inchiesta ha avuto luogo nell’estate del 2011 e ha incluso 111 partecipanti. La seconda parte si è invece svolta durante l’autunno e si è rivolta a 74 membri dei consigli di amministrazione dei mezzi di informazione che avevano preso parte alla prima parte della ricerca.

Agenzie di stampa come gatekeeper:
Dallo studio risulta che, almeno in Germania, le agenzie di stampa rimarranno un punto di riferimento per l’industria dei media: il 75% degli intervistati è infatti convinto che anche in futuro le news agency continueranno a rivestire un ruolo importante e giustificano questa loro previsione affermando che le agenzie di stampa giocano un ruolo di ‘gatekeeper’, preselezionando le notizie, operando già una prima importante valutazione sull’attendibilità del materiale a disposizione.

Questo punto di vista è largamente condiviso tra coloro che lavorano nei media tradizionali. Un membro del consiglio di amministrazione di un importante giornale ha infatti affermato che “solo un’agenzia di stampa può raccogliere, strutturare e fornire, in tempo utile, stralci di testi che noi possiamo usare senza dover operare ulteriori verifiche. Le news agency sono in grado di offrire anche contenuti multimediali. Il personale nelle redazioni è stato talmente ridotto che le newsroom hanno disperatamente bisogno di materiale già preconfezionato dalle agenzie di stampa”.

La spina dorsale del reporting:
I giornalisti che lavorano nelle redazioni delle news online sono però di avviso contrario. Secondo questa categoria, l’importanza delle agenzie di stampa diminuirà in futuro. Costoro affermano che l’interesse dei lettori si sta spostando verso argomenti di carattere regionale e locale. Per questo motivo, in Rete, aumenterà la richiesta di contenuti specifici, piuttosto che di materiale di carattere generalista prodotto dalle agenzie di stampa. Comunque anche i giornalisti digitali giudicano positivamente le news agency e le ritengono anzi la “spina dorsale”, una rete di salvataggio e una fonte attendibile del giornalismo nel processo di creazione della notizia. Specialmente i giornalisti della radio e delle televisioni ritengono che le agenzie di stampa siano un fattore correttivo e un’importante fonte di idee per le loro storie.

Secondo il direttore di un’emittente televisiva di informazione, infatti, “i social media e le altre fonti online sono dei temibili concorrenti per le agenzie di stampa, perché forniscono in tempo reale alla redazione del telegiornale impressioni e testimonianze dal vivo del loro stesso pubblico”. Anche per questa categoria di intervistati, le agenzie di stampa rimangono la base di riferimento  su cui misurare l’affidabilità di una notizia.

Deutsche Presse-Agentur, dpa: l’agenzia preferita dalle redazioni:
Sino alla scomparsa della dapd Nachrichtenagentur, il mercato tedesco delle agenzie di stampa era uno tra i più competitivi a livello mondiale; esso offriva infatti due agenzie full service e altrettante complimentary, molti paesi, al contrario hanno una sola agenzia di stampa. La maggioranza dei partecipanti allo studio – in particolare professionisti della radio, dei giornali e delle redazioni online – pensavano che la Dpa, la principale agenzia full service, sarebbe rimasta anche in futuro la preferita dei media, ma un quarto di loro ha affermanto che, nel lungo periodo, la Dpa sarebbe diventata meno determinante. Prima che la Dpa crollasse, gli intervistati erano tutti più o meno ottimisti. I giornalisti e i manager radiotelevisivi erano generalmente più positivi dei loro colleghi della carta stampata e di quelli delle redazioni online.

Le due agenzie complimentary Afp e Reuters non erano invece uscite bene dal sondaggio; la maggioranza degli intervistati, aveva infatti previsto che in futuro sarebbero diventate sempre meno utili. Circa il 63% di coloro che hanno risposto prevedeva che la Afp sarebbe diventata meno importante, mentre il 55% pensava che, a perdere la sfida tra le due news agency, sarebbe stata la Reuters.

La guerra delle agenzie stampa:
Nel 2010, quando l’agenzia di stampa Deutscher Depeschendienst (Ddp) si è fusa in un’unica società con la sussidiaria tedesca dell’americana Associated Press (Ap) per diventare la Dapd Nachrichtenagentur, un’agenzia full service, il mercato delle news agency ha incontrato un cambiamento radicale. Al posto di una sola agenzia full service e quattro complimentary, lo scenario tedesco è passato ad avere 2 agenzie full service e 2  agenzie complimentary direttamente in concorrenza sul mercato. Era così di fatto iniziata “la guerra delle agenzie”, che ha provocato numerose cause legali e tensioni inerenti al personale. La guerra si è conclusa solo  quando, nell’ottobre del 2012, la Dapd Nachrichtenagentur ha inoltrato in tribunale la dichiarazione di fallimento.

I partecipanti allo studio avevano ipotizzato un’ulteriore riduzione in questo settore di mercato nei dieci anni seguenti. Il 65% aveva risposto che le tre agenzie si sarebbero ridotte, uno su cinque addirittura prevedeva che sul mercato tedesco ne sarebbero rimaste solo due. La chiusura della Dapd ha dato loro ragione.

I portali per la clientela e la qualità del giornalismo:
La Dpa e la Dapd avevano già sviluppato nuovi servizi, come i portali per la clientela e altri strumenti simili ad una pagina Web di news, dove i clienti potevano vedere a prima vista le storie più importanti. Al contempo, i clienti potevano guardare quale tipo di testi, di immagini e di video l’agenzia di stampa offriva sui diversi argomenti che apparivano sul sito dell’agenzia. Quasi il 90% degli intervistati ha dichiarato che i portali per la clientela miglioravano la qualità del prodotto. In particolare i giornalisti della carta stampata prevedevano un miglioramento qualitativo dei contenuti, poiché sarebbe stato molto più facile per i loro richiedere direttamente alle agenzie storie e contenuti specifici.

Le agenzie avrebbero prodotto la maggior parte dei contenuti di propria iniziativa, ma gli intervistati pensavano che il 20% di tutti i contenuti offerti sarebbero stati basati su richieste specifiche di clienti singoli, così da trasformare le news agency ancor di più in un servizio su richiesta.

Alla ricerca di nuovi sistemi di finanziamento:
Ai partecipanti allo studio è stato anche chiesto un parere sugli sviluppi economici e finanziari futuri. Tutti gli intervistati erano concordi nel dire che non si sarebbe affermato un modello unico, ma che al contrario diversi modelli di finanziamento avrebbero coesistito. La maggioranza di loro pensava che il miglior modo di amministrare un’agenzia stampa fosse quello della struttura a cooperativa o di impresa privata. Gli intervistati non pensavano che una news agency avrebbe potuto prosperare come azienda quotata in borsa, ma pensavano che il finanziamento attraverso donazioni di enti o fondazioni no-profit sarebbe potuto essere un’opzione facilmente praticabile. Solo uno su dieci era dell’opinione che il finanziamento attraverso sovvenzioni statali sarebbe stato appropriato.

Inoltre circa il 52% di tutti i partecipanti era dell’idea che le agenzie di stampa avrebbero aumentato il loro fatturato grazie a investimenti sussidiari e interessi, oltre agli introiti derivati dal loro core-business.

Le agenzie come fornitori di servizi multimediali:
Dalla studio è scaturito che le agenzie di stampa diventeranno anche fornitori di servizi multimediali con contenuti che verranno prodotti e offerti in molti formati differenti, accessibili anche dai mobile device come tablet e smartphone.

Circa il 90% di tutti gli intervistati ha previsto un incremento di notizie insolite di cronaca nera e simili. L’80% di loro si è detto convinto che gli articoli sulla vita delle star e sugli stili di vita sarebbero aumentati di numero ma che le notizie di politica, economia e sport avrebbero continuato a rivestire un ruolo di primo piano. Più di metà degli intervistati ritiene che i temi culturali e artistici avrebbero perso importanza, solo il 32% non erano dello stesso avviso. Tra dieci intervistati ben nove sono convinti che i social media e i blog sarebbero diventati fonti importanti di notizie extra per la copertura mediatica.

Per approfondire: “Agenzie di stampa, sempre più media digitali”

Schulten-Jaspers, Yasmin (2013): Zukunft der Nach­richtenagenturen. Situation, Ent­wicklungen, Prognose. Baden-Baden: Nomos Verlagsgesellschaft.

Articolo pubblicato originalmente su: Message – Internationale Zeitschrift für Journalistik Nr. 3 / 2013 e tradotto dall’originale tedesco da Alessandra Filippi

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