L’informazione ansiogena dei TG italiani

22 febbraio 2010 • Cultura Professionale • by

Lo studio di Demos rivela come i fatti di cronaca nera abbiano una copertura mediatica di gran lunga superiore al numero effettivo di reati commessi

Il rapporto sulla Sicurezza in Italia, realizzato da Demos con il contributo dell’Osservatorio di Pavia, analizza la copertura mediatica dei telegiornali Rai e Mediaset in relazione al numero di fatti criminosi commessi nel periodo 2005-2009. Ciò che appare più evidente è l’ossessione, tutta italiana, di puntare sulla cronaca nera come tema portante dell’informazione, amplificandone la dimensione e sottraendo spazio ad altri argomenti.

Se si analizza l’andamento del numero di crimini commessi, vedi grafico,  ci si rende conto che esiste una ingiustificata sovraesposizione delle notizie associate a questo genere di eventi.

La linea blu, quella in basso, esprime l’andamento dei reati in Italia dall’inizio del 2005 alla fine del 2009. Quella gialla, in mezzo, è la cosiddetta linea della paura, ovvero la percezione  della criminalità nella popolazione. Quella rossa, in alto, indica le notizie sulla criminalità date dalle televisioni (pubbliche e private). Come si può notare la percezione della paura ha un andamento fortemente dipendente dall’esposzione mediatica mentre è scarsamente legata al numero  effettivo di reati

In sintesi:

  • I telegiornali italiani si rivelano essere caratterizzati da un eccesso di informazione ansiogena.
  • Le notizie sono di gran lunga superiori all’effettivo numero di fatti delittuosi.
  • Non esiste alcuna correlazione tra l’andamento dei reati denunciati e il numero di notizie sulla criminalità
  • Esiste, invece, una forte correlazione tra il numero di notizie di reati e la percezione della criminalità.

Rispetto a quet’ultimo punto, in particolare, è da da segnalare, come rilevato dal blog di Alessandro Gilioli, giornalista de L’espresso, che il picco della quantità di notizie si sia registrato in concomitanza delle elezioni politiche del 2008, periodo nel quale il numero dei reati è andato invece diminuendo. Una orchestrazione mediatica, secondo alcuni, tesa ad alimentare tra i cittadini un clima di paura ingiustificato.

L’eccesso di spazio informativo dedicato alla cronaca nera è una specificità tutta italiana. Dal rapporto si evince infatti che nel confronto tra i principali telegiornali pubblici e privati europei –  italiani, francesi, tedeschi inglesi e spagnoli – la quantità di notizie relative alla criminalità in Italia è superiore a quella degli altri paesi  europei, soprattutto nelle reti pubbliche (vedi grafico). Il Tg1 ha il doppio di notizie del Tg spagnolo e venti volte in più rispetto al telegiornale tedesco.

Altra particolarità italiana è la modalità di rappresentazione del crimine. In Italia i casi criminali hanno una copertura giornalistica che prosegue nei giorni e in alcuni casi anche negli anni (il delitto di Garlasco o quello di Perugia) mentre negli altri paesi europei importanti eventi di cronaca nera occupano nei telegiornali il periodo coincidente con l’evento criminoso. La serialità dell’evento criminoso – si afferma nello studio – è quindi un tratto tipicamente italiano che contribuisce alla creazione di un caso criminale con evoluzioni, colpi di scena, interviste a protagonisti e comprimari che ne fanno appunto un serial appassionante.

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