Nuovi strumenti per il giornalista investigativo digitale

27 aprile 2015 • Cultura Professionale, Più recenti • by

https://investigativedashboard.org/

https://investigativedashboard.org/

 

Considerati i tagli massicci nelle redazioni giornalistiche su scala globale, verrebbe naturale credere che il giornalismo investigativo si stia progressivamente indebolendo. Quello d’inchiesta, infatti, è un tipo di reporting tra i più costosi e che richiedono più tempo e risorse. Eppure, alcuni nuovi strumenti online stanno progressivamente permettendo ai giornalisti di portare alla luce, diffondere e visualizzare dati in modi più veloci e meno dispendiosi, facilitando la pubblicazione di inchieste e reportage investigativi.

Nuove piattaforme come Investigative Dashboard, lanciata dall’Organized Crime and Corruption Reporting Project (OCCRP) di Sarajevo, offrono infatti arnesi digitali per quei giornalisti che vogliono rivelare legami illeciti oltre i loro confini nazionali. Investigative Dashboard, ad esempio, cataloga documenti aziendali nazione per nazione, connettendo posti geograficamente lontani e apparentemente sconnessi come Panama e la Svizzera o i Balcani e l’Egitto. Inoltre, connette giornalisti con ricercatori che lavorano nello stesso campo e che possono aiutarsi a vicenda a ottenere informazioni da registri e database locali. La piattaforma è già stata utilizzata in centinaia di servizi e articoli e per coprire temi che variano dal rintracciare affari di signori della droga nei Balcani alla scoperta dei beni di Hosni Mubarak.

Ideata da Paul Radu, direttore dell’OCCRP, e da Justin Arenstein dell’African Network of Centres for Investigative Reporting (ANCIR), Investigative Dashboard è stata pensata come una biblioteca virtuale per la ricerca giornalistica: “speriamo di poterla mantenere sempre gratuita per i giornalisti freelance, media non-profit e partner dell’OCCRP”, ha dichiarato Drew Sullivan, caporedattore dell’OCCRP.

L’OCCRP, fondato nel 2006, è stato tra i primi progetti di giornalismo d’inchiesta collaborativo e transnazionale lanciati da un’organizzazione non-profit. Di recente, gli è stato conferito un premio speciale all’European Press Prize ed è stato descritto come una “forza benevola” all’interno del giornalismo investigativo. L’OCCRP era partito stringendo delle collaborazioni con organizzazioni investigative nei Balcani, come ad esempio il Centre for Investigative Reporting in Bosnia e Erzegovina e il Romanian Centre for Investigative Journalism. Recentemente, invece, il consorzio OCCRP si è espanso ulteriormente per includere vari altri centri simili in tutto il mondo, come l’Arab Reporters for Investigative Journalism, l’International Centre for Journalists/Connectas, e il già citato ANCIR. Il consorzio è stato ideatore di diverse indagini importanti, come quella che hanno portato alla luce il crimine organizzato che stava dietro ad aziende di sicurezza private nell’Europa meridionale e dell’Est.

Anche altri open database sono in grado di facilitare indagini transnazionali. Un buon esempio è OpenSpending, che rintraccia la spesa pubblica in 73 paesi. Negli Stati Uniti, invece, OpenSecrets.org è particolarmente utile per trovare informazioni riguardo ai contributi alle campagne federali e ai dati sul lobbying. OpenInterests.EU, invece, rivela chi ha interessi finanziari e politici in 28 istituzioni dell’Unione europea, attraverso un motore di ricerca in continua crescita. Il suo equivalente Americano è invece LittleSis. OpenCorporates, dal canto suo, traccia e archivia dati aziendali da tutto il mondo.

Immagazzinare e macinare dati
Una delle più grandi sfide per i giornalisti d’inchiesta è farsi strada tra valanghe di documenti per trovare informazioni rilevanti. DocumentCloud non solo permette di archiviare grandi quantità di scritti, ma consente di apportare facilmente delle note, ognuna con la sua propria URL per una rapida condivisione. Tutto resta privato finché l’utente non è pronto a pubblicare. Tabula, usato da testate come ProPublica, semplifica invece il processo di estrazione e registrazione di tabelle da file PdF. Import.io e ScraperWiki, come suggeriscono già i loro nomi, sono invece strumenti utili per racimolare dati da siti Web.

Presentare dati
Il servizio gratuito Overview è in grado di leggere, analizzare e ricercare migliaia di documenti simultaneamente. Questo strumento open source, sviluppato dalla Knight Foundation e dall’Associated Press, rende più facile anche visualizzare e progettare l’informazione.  Recentemente, inoltre, Google ha lanciato il servizio gratuito Fusion Tables, che consente ai reporter non solo di organizzare i dati di cui dispongono in tabelle e grafici, ma anche di fonderli con altre serie di informazioni, convertirli in mappe, condividerli in un blog, inviarli come link a colleghi e persino salvarli come file KML da visualizzare in Google Earth. Anche Silk permette ai giornalisti di creare facilmente tabelle, liste, gruppi, grafici e mappe a partire dai dati.

Scoprire chi indaga sui giornalisti
In Germania, paese ultrasensibile al tema della privacy, i giornalisti possono ora scoprire se le autorità hanno indagato sul loro conto. Il sito Frag den Dienst li aiuta inoltre ad automatizzare lettere da inviare alle autorità. Il servizio diffonde un messaggio sia politico che pragmatico, scrivono gli ideatori del team Netzwerk Recherche sul suo sito Web: “Monitorare giornalisti d’inchiesta attraverso servizi di intelligence e controllare i loro informatori e i loro contratti è inaccettabile”.

Articolo tradotto dall’originale inglese da Georgia Ertz

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