Per una definizione di data journalism

4 marzo 2015 • Cultura Professionale, Più recenti • by

Photo credits: Flickr CC / rh2hox

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In Germania è stato da poco pubblicato il primo studio nazionale sul data journalism: i risultati mostrano come il settore sia ancora piccolo, ma certamente di grande potenzialità.

La ricerca, in particolare, ha riscontrato come i data journalist tedeschi sentano molto di più il loro ruolo di watchdog della società e, analizzando invece l’organizzazione del loro lavoro, emerge come la pratica del giornalismo dei dati sia nella maggior parte dei casi appannaggio di piccoli team e sia rivolta principalmente all’economia e alla politica.

Inoltre, contrariamente ai giornalisti “tradizionali”, i data journalist tedeschi non si percepiscono come gatekeeper delle notizie. Ecco un sommario dei maggiori risultati della nostra ricerca.

Definizione di data journalism
Il termine “data journalism”, pur riferendosi a una delle aree più ferventi del giornalismo contemporaneo, non ha ancora una definizione pienamente strutturata. Secondo i nostri risultati tedeschi, il cuore della pratica è la collezione, l’analisi e la preparazione di informazione digitale con l’intento della pubblicazione giornalistica.

In sostanza, è possibile definire il giornalismo dei dati come 1) una forma di investigazione che mira a sviluppare storie a partire dai dati; 2) una forma speciale di interpretazione di materiale di ricerca, basata su pratiche statistiche; 3) una forma specifica di presentazione dei dati che vuole rendere graficamente visibili i messaggi, spesso con l’ausilio di un’applicazione Web. Inoltre, alle volte – e questo è il quarto punto che abbiamo riscontrato – la pubblicazione dei dati grezzi e delle loro fonti in termini di open data è riconosciuta come una componente fondamentale del data journalism.

Differenze con il giornalismo tradizionale
Il nostro studio ha trovato differenze significative con il giornalismo tradizionale, compresa l’importanza attribuita alla visualizzazione, il tasso più basso di selezione giornalistica e una maggiore trasparenza nell’esposizione dei risultati delle indagini. Nel caso delle applicazioni interattive, inoltre, la selezione e l’interpretazione dei dati viene spesso lasciata ai lettori che, da soli, possono interrogare l’applicazione e sviluppare un proprio mindset sui fatti, cliccando, ad esempio, sulle mappe. In questo senso, il data journalist è meno gatekeeper di un giornalista tradizionalmente inteso.

Infine, un altro punto di distanza è dato dalla pubblicazione dei risultati di ricerca, i dataset originali, aspetto che caratterizza esclusivamente il giornalismo fatto con i dati. Il background dei data journalist, inoltre, necessita anche di un forte senso dei numeri e di una certa competenza con i metodi delle scienze sociali e della statistica.

Percezione di sé e del proprio ruolo
Il monitoraggio e il controllo della politica, dell’economia e della società è una preoccupazione più esplicita per i data journalist tedeschi, rispetto ai loro connazionali che fanno giornalismo “canonico”. I data journalist, in sostanza, vedono se stessi in modo fortemente inclinato verso la funzione di watchdog, rispetto ad altre attività giornalistiche come quella d’intrattenimento.

Modalità di lavoro
I data journalist tedeschi che abbiamo analizzato per il nostro studio, complessivamente, lavorano da soli. In generale, possiamo dire che il data journalist è svolto solitamente da piccoli gruppi di due o tre persone al massimo. Di norma, infatti, ci sono tre profili professionali che si inseriscono sotto il cappello del giornalismo dei dati e che si possono individuare in modo chiaro: il giornalista, il programmatore e il grafico/designer.

I “clienti” del data journalism
I data journalist che abbiamo intervistato descrivono il data journalism come un servizio che, in Germania, è principalmente richiesto dai giornali nazionali (in particolare, Stern, Der Spiegel, SZ e taz) o viene pubblicato sui blog dei singoli autori. Le televisioni e le radio, dal canto loro, lavorano con il data journalism solo in casi eccezionali.

Prospettive
Quasi tutti i partecipanti al nostro studio prospettano una crescita sensibile nei progetti di questo settore nei prossimi 5 anni. Una ragione chiara è data dal fatto che, grazie al movimento open data, sempre più dati sono disponibili. Gli strumenti per fare data journalism, raccogliere, preparare e analizzare i dati, inoltre, continuano a migliorare e a diventare più facili da usare. Inoltre, il data journalism inizia a essere insegnato in diversi seminari e corsi e, di conseguenza, l’applicazione di queste competenze si fa progressivamente più capillare. Infine, bisogna notare che questo genere di skills offrono ai giornalisti più giovani e ai freelance una nicchia cui inserirsi, in un mercato sempre più competitivo.

Dati e caratteristiche del campione
Chi ha risposto alle domande del sondaggio, quando è stato inoltrato, aveva tra i 25 e i 49 anni. La media dell’età è di 35.6 anni, di cinque anni più bassa di quella generica dei giornalisti tedeschi. Tutti i partecipanti sono andati all’università e l’80% si è laureato. Le materie più frequenti sono scienze sociali o informatica e circa un terzo del totale ha studiato giornalismo o scienze della comunicazione, almeno come minor.

Più di due terzi del totale ha lavorato per qualche tempo come giornalista “tradizionale”, un dato più alto di quanto riscontrato da studi sui giornalisti tedeschi nel complesso. Inoltre, circa un terzo dei partecipanti – 12 su 35 – ha un contratto di lavoro a tempo indeterminato, gli altri, invece, lavorano come freelance. Interessante notare, però, come solo una minima fetta dei partecipanti ha usato il termine “data journalist” per descrivere il proprio status professionale e solo una persona ha un’affiliation espressamente dedicata al data journalism, “Head of Data Journalism” presso Die Zeit.

Metodologia
Per raccogliere i dati abbiamo svolto interviste con dei professionisti del data journalism in Germania, identificando 35 persone che si definivano come tali. Secondo i ricercatori, questi erano quasi tutti i data journalist attivi in Germania quando è stato svolta la ricerca (14/01/2013 – 10/03/2013). Le interviste si sono svolte per lo più via telefono.

Lo studio è stato pubblicato nel numero 4/2014 del journal accademico tedesco Publizistik ed è disponibile qui.

Articolo tradotto dall’originale inglese

 

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