Le redazioni digitali devono ripensare i loro staff

3 giugno 2014 • Cultura Professionale • by

Il crescente consumo di notizie su piattaforme digitali sta costringendo le organizzazioni mediatiche a ripensare i propri cicli di produzione delle notizie e le composizioni dei propri staff. La maggior parte dei giornalisti, come tutti gli altri impiegati, preferisce ancora un ritmo di lavoro canonico mattino-pomeriggio, perché è in linea con la vita sociale e familiare e lascia la possibilità di fruire delle offerte culturale che le comunità hanno da offrire. Questa preferenza ha fatto sì che gli afternoon paper rimanessero lo standard negli Usa almeno fino al 2000, anno dopo il quale questo modello è stato superato per la prima volta.

Anche prima di quel tempo, comunque, sia i cicli di produzione delle news che le composizioni delle redazioni avevano tenuto i giornalisti in ufficio durante il giorno, con il numero di persone negli uffici che diminuiva progressivamente quando i morning paper andavano a dormire, verso mezzanotte. La maggior parte delle redazioni a quell’ora avrebbe spento le luci, mentre solo una piccola parte di grandi testate avrebbe mantenuto alcuni reporter e fotografi al lavoro durante la notte, per dedicarsi a ipotetiche notizie su crimini o incendi.

La composizione degli staff giornalistici è cambiata poco dall’inizio dell’era digitale. Oggi, la maggior parte delle redazioni completa e carica le notizie per il proprio sito prima di mezzanotte o imposta le pubblicazioni elettroniche per l’orario in cui l’edizione cartacea viene consegnata alle edicole. Tentativi di aggiornare le notizie durante la notte sui servizi digitali sono fatti esclusivamente per le storie maggiori e più importanti.

Questa impostazione sta creando dei problemi di fornitura di notizie, perché uno dei dei maggiori picchi di utilizzo dei siti online e delle app mobile, per la maggior parte delle testate, avviene proprio tra le 6 e le 8 del mattino. Questo significa che le news sono rafferme quando vengono consumate, qualcosa che poco ha a che vedere con l’immediatezza che i media digitali dicono di fornire.

Questa sfida sta conducendo le maggiori testate giornalistiche a ripensare il quando e il come organizzano gli staff delle loro redazioni e il modo in cui fornire le notizie sulle piattaforme digitali. Ora, ad esempio, vengono utilizzate le migliori metriche disponibili per misurare tutte le audience per capire quando i lettori fruiscono i contenuti e su quali piattaforme, in modo da rivedere il tempo di pubblicazione dei propri contenuti e su quali piattaforme farlo. Lo scopo è quello di coordinare i picchi di consumo con la pubblicazione, in modo da mantenere il materiale fresco su qualsiasi supporto esso venga consumato.

Perseguire questa strategia sarà certamente più semplice per alcune organizzazioni che altre. Il Guardian, ad esempio, ha redazioni a New York, Londra e Sydney e le sue operazioni digitali possono essere coperte a qualsiasi orario per seguire le possibili breaking news internazionali, ruotando gli staff all’attivo seguendo i movimenti del globo in modo da non dover mantenere troppe persone in redazione durante la notte in tutti i suoi uffici. Questo modus operandi segue quanto fatto già prima da alcune agenzie di stampa internazionali e grandi broadcaster.

Per i giornali locali, fornire notizie fresche ai lettori del mattino richiederà invece maggiori sforzi di copertura notturna o cooperazione con altre testate o agenzie, in modo da creare strumenti di aggiornamento automatico delle loro piattaforme digitali per le news internazionali o le maggiori notizie nazionali. Ben pochi giornali medi o piccoli avranno giornalisti di turno durante la notte, ma potrebbero essere interessati a servizi di aggiornamento automatico per i loro prodotti digitali, attingendo ai contenuti di agenzie di stampa fidate.

I cambiamenti nelle ore di lavoro preoccuperanno certamente i sindacati dei giornalisti dove il lavoro notturno sarà richiesto e il focus della questione si concentrerà sul modo in cui lo staff della notte sarà selezionato e sulle retribuzioni aggiuntive necessarie per quelle ore di lavoro. Nonostante ciò, le preoccupazioni degli editori digitali per tenere i propri contenuti freschi, rispondere alla crescente domanda di immediatezza – specialmente da parte di quei lettori che pagano per l’accesso digitale – e la crescente importanza degli introiti da abbonamento digitale, stanno imponendo ai manager il ripensamento dei modi e dei tempi in cui le news sono prodotte. E questo non farà altro che alterare ancora di più il modo in cui gli staff verranno costituiti dalle testate giornalistiche.

Questo articolo è stato pubblicato originariamente sul blog di Robert G. Picard

Photo credits: Andrew Phelps / Flickr CC

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