4 startup che sperimentano con le news in Danimarca

20 aprile 2016 • Digitale, Più recenti • by

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La homepage di POV (Point of View) International

In Danimarca sono state lanciate di recente alcune startup molto interessanti che si dedicano al giornalismo di qualità con un atteggiamento innovativo: Zetland, Føljeton, Korrespondenterne e POV (Point of View) International. Tutte e quattro si inseriscono in segmenti diversi del mercato, ma sono accomunate dall’approccio economico: tutte, infatti, hanno un modello di business che non prevede la pubblicità.

Digitale e in profondità
Le persone che gestiscono queste startup hanno grande esperienza pregressa nel mondo dei media e alle spalle una carriera in testate danesi di primo piano. In un’intervista con la rivista dei giornalisti danesi, i fondatori di Føljeton hanno descritto la loro vision come “digitale e in profondità”, incentrata attorno a un approccio che mira a combinare la qualità del giornalismo tradizionalmente intesa con un taglio più a là Vice. Føljeton segue diversi macro-argomenti “in serie” e in parallelo: alcune tematiche posso essere coperte solo per pochi giorni, mentre altre possono proseguire molto più a lungo. Ogni giorno, a mezzogiorno, ai lettori vengono forniti almeno cinque articoli principali. La piattaforma di Føljeton è molto peculiare e pubblica solo contenuti pensati per essere letti sugli smartphone. Føljeton vuole monetizzare puntando sugli abbonamenti (7 euro mensili), ma la piattaforma ha anche raccolto 600mila euro dal Ministero della cultura danese, che sostiene le startup mediatiche. Ora, per raggiungere il suo break-even, a Føljeton servono almeno 8500 abbonati paganti.

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Zetland

Zetland, invece, fondata nel 2012, è la più vecchia tra queste startup. Sin dall’inizio, ha sempre puntato a pubblicare pezzi longform che esplorano la società danese da diversi punti di vista. Il suo modello di business ha introdotto i “single” – articoli di non-fiction più lunghi di un articolo normale, ma comunque più brevi di un libro – nel mercato mainstream danese. Zetland pubblica un contenuto di questo tipo ogni mese, di solito al costo di 5 euro. La startup, che ha ricevuto a sua volta sostegno finanziario dallo Stato, spera anche di attrarre lettori con un modello di membership. Oltre all’accesso al suo giornalismo, infatti, Zetland organizza anche alcuni eventi a Copenhagen. La risposta è stata positiva e il sito è stato ridisegnato di recente.

Portare in Danimarca le storie estere
POV (Point of View) International si descrive invece come una piattaforma per autori di talento con una prospettiva internazionale e molte delle sue firme scrivono anche per testate di primissimo piano. L’accesso ai suoi contenuti è libero, ma chiunque può donare direttamente ai singoli giornalisti tramite i pagamenti in mobilità. Korrespondenterne, infine, è una testata in fase di lancio che si concentrerà sugli affari internazionali. Dopo una campagna di crowdfunding che non è riuscita a raggiungere l’obiettivo che si era prefissata, la testata ora si affida a un mix di donazioni e abbonamenti. L’impostazione e il tratto distintivo, nel loro caso, è un’offerta variegata con contenuti provenienti da diverse parti del mondo e senza un obbligato “punto di vista danese”. Il team di Korrespondenterne vuole sfidare apertamente l’assunto per il quale le persone sarebbero interessate agli esteri solo quando c’è un gancio nazionale.

L’emergere di queste startup ambiziose è un bel segnale per il mercato di un paese di appena 5,7 milioni di persone. Resta ora da capire se queste testate e i loro business model possano davvero trovare la strada del successo.

Articolo tradotto dall’originale inglese

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