Alla Neue Zürcher Zeitung inizia una nuova era

18 giugno 2012 • Digitale, Editoria • by

Corriere del Ticino, 15.06.2012

Il mondo del giornalismo sta cambiando, anzi è già cam­biato. Negli Stati Uniti, lo ab­biamo già sentito dire così tante volte, in Europa e ora anche in Svizzera. Le Alpi non hanno fermato il vento dell’innovazione digitale e uno dei giornali svizzeri più prestigiosi, la Neue Zürcher Zeitung, da qualche tem­po è corso ai ripari, ha dismesso i pan­ni vecchi e tradizionali per indossarne di più nuovi e moderni. Nel 2009 il pri­mo timido passo, il restyling grafico del­l’edizione cartacea che, comunque, ai tempi, comportava il cambiamento più significativo messo in atto dal 1946, an­no in cui la NZZ passò dai caratteri go­tici all’Antiqua. E se quattro anni fa si parlò di un’operazione solo cosmetica, proba­bilmente insufficiente ad arrestare le perdite in atto in termini di pubblicità e di lettori, oggi il gruppo NZZ osa dav­vero e compie un rilancio digitale strut­turale in grande stile.

 A partire da un sito web completamen­te nuovo e lontano da quello preceden­te, disegnato dall’agenzia tedesca Mei­ré e Meiré, da un nuovo webpaper, in aggiunta al già esistente e-paper, che offre una fruizione più snella, rapida ed intuitiva dell’edizione cartacea quo­tidiana con feature e caratteristiche multimediali e interattive, da contenu­ti digitali disponibili e accessibili su tut­te le piattaforme mobili e dalla conver­genza delle redazioni cartacee e onli­ne. Un’operazione quest’ultima che se­condo il direttore Markus Spillmann, non significa assolutamente duplicare o triplicare il lavoro del singolo giorna­lista che non scrive più per un solo mez­zo, ma mettere a disposizione dell’on­line competenza, qualità e professiona­lità. Tutto questo ad un costo, perché come dice Spillmann «L’informazione qualificata deve avere un prezzo». Se infatti in un primo momento chi non è abbonato potrà registrarsi e usufrui­re gratuitamente delle varie offerte on­line, a partire dall’autunno del 2012 dovrà fare i conti con il paywall, un si­stema a pagamento sullo stile del New York Times per i contenuti digitali. A quel punto solo 20-25 articoli al mese saranno gratuiti, superato questo nu­mero si dovrà sottoscrivere un abbona­mento. Chi invece è già abbonato, og­gi sono circa 9.000, potrà usufruire gra­tuitamente delle nuove offerte.

Ma la nuova strategia digitale della NZZ non si rivolge solo al lettorato ma anche e soprattutto alla pubblicità ga­rantendo agli inserzionisti vetrine di­gitali competenti, professionali e qua­lificate dove poter esporre i propri mar­chi e prodotti, un più ampio ventaglio di lettori interessati da raggiungere e soprattutto nuovi e moderni formati digitali nei quali poter tradurre e co­municare i propri messaggi.

Spillmann ci tiene a sottolineare come tutta questa operazione mantenga fe­de ai pilastri che da sempre caratteriz­zano la produzione giornalistica del­la NZZ e anzi crei un valore aggiunto: qualità, competenza, professionalità e credibilità.

E pensare che solo qualche anno fa c’era chi sosteneva che la qualità dell’infor­mazione fosse una prerogativa esclusi­va dei quotidiani cartacei. La tecnolo­gia oggi corre così veloce e offre così tan­te soluzioni che davvero questo non è più un argomento. Guardiamo avanti e pensiamo a come tradurre e declina­re la qualità dell’informazione ai vari mezzi di comunicazione e supporti che abbiamo a disposizione. Guardiamo al mercato dell’editoria libraria: colossi come la Britannica Waterstones o la statunitense Barnes e Nobles negli ul­timi anni hanno visto drasticamente calare i loro guadagni, hanno dovuto ridurre il numero dei loro negozi, e han­no dovuto convincersi che il futuro è negli e-reader. Tanto che oggi i nook e i kindle si trovano proprio nelle loro li­brerie, secondo l’antico proverbio «Se non puoi combatterli fatteli amici».

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