Arriva Etalia, il primo giornale molecolare

30 aprile 2012 • Digitale • by

Il panorama digitale italiano dell’informazione langue da tempo di brillanti intuizioni e di progetti editoriali freschi e innovativi.  La situazione potrebbe presto cambiare: c’è un nuovo progetto all’orizzonte, una piattaforma digitale presentata al Festival del giornalismo di Perugia 2012  che potrebbe nel prossimo futuro fare la differenza e dare una shakerata al mercato.

Si tratta di Etalia, un nuovo ecosistema informativo, un po’ motore di ricerca, un po’ aggregatore di notizie, un po’ piattaforma di pubblicazione aperta a tutti, un po’ social network, un po’ content curation e un po’ fonte di entrata e di guadagno per chi i contenuti li produce, per chi li condivide e per chi li ospita.

Se oggi, infatti, siamo abituati ai grandi attori digitali come facebook, google o anche famosi blog di informazione come l’Huffington Post, per citarne alcuni, che sono diventati ricchi grazie al principio della condivisione e ripubblicazione dei contenuti e dunque in gran parte grazie all’attività dei propri utenti, Etalia ha deciso di partire dalla formula inversa secondo la quale il fornitore del contenuto è colui che ha diritto ad una quota maggioritaria del guadagno, sempre. In valori numerici, secondo quanto presentato al Festival di Perugia 2012, nel caso della condivisione del ricavo derivante dalla pubblicità ad esempio, all’editore va il 75% e a Etalia il 25%. Ma ci sono delle piccole percentuali di guadagno previste anche per gli utenti che favoriranno la diffusione del contenuto e dunque la generazione di un ricavo. Il progetto dunque si propone di monetizzare lo sforzo di chi usa la piattaforma.

Per il panorama dell’informazione online che è ancora alla ricerca di un modello di business sostenibile potrebbe rivelarsi un’operazione interessante. Certo, al di là del modello di business, bisogna anche ben comprendere come funzionerà di fatto la piattaforma che ha aspettative ambiziose: offrire a tutti, singoli utenti appassionati, blogger, giornalisti indipendenti o editori l’utilizzo gratuito di una tecnologia avanzata che permette di leggere e condividere le notizie provenienti da una molteplicità di fonti, creare i propri giornali personalizzati ma anche pubblicare articoli e contenuti multimediali gestendo una vera e propria redazione virtuale per fondare nuove testate digitali. Tutto questo come dicevamo, monetizzando l’attività di chi usa la piattaforma.

Da un punto di vista puramente tecnologico il progetto davvero sembra essere all’avanguardia e ancora di più sembra poter rispondere alle richieste e alle esigenze di un mercato editoriale e dell’informazione oggi così fortemente in crisi.

Da un punto di vista giornalistico invece, della qualità e dell’etica dell’informazione in particolare, bisognerà vedere all’atto pratico come funzionerà davvero Etalia una volta online. Come fa, infatti, una piattaforma tecnologica a decidere, definire e selezionare quali sono i contenuti di qualità che devono emergere da una ricerca mirata lanciata dall’utente? La qualità giornalistica dei contenuti è semplicemente definibile attraverso degli algoritmi e una semantica intelligente che nell’indicizzazione dei contenuti, tiene conto di correlazioni, sentiment e geolocalizzazione?

E poi, quando si parla di ecosistema informativo sociale sorge un dubbio: lodevole l’idea di monetizzare l’energia e l’attività di chi utilizza Etalia, ma il fatto di voler fare guadagnare non solo l’autore del contenuto, ma anche chi condivide quel contenuto e lo rende visibile, non va ad inquinare il concetto stesso  di condivisione sociale dei contenuti? Insomma un conto è condividere un articolo perché ne apprezzo il contenuto, la visione, l’idea, l’autore che lo ha scritto, un conto è se lo condivido e lo diffondo perché ho un ritorno economico.

L’ultima grande incognita rimangono i grandi editori: se, infatti, da un lato la piattaforma potrebbe davvero coinvolgere ed entusiasmare i singoli utenti, i giovanissimi, professionisti della comunicazione, blogger, giornalisti e piccole testate che in Etalia troverebbero un’ecosistema informativo innovativo, gratuito, fatto su misura per loro, dall’altro bisogna vedere se riuscirà a fare lo stesso con i grandi editori che fino ad oggi non si sono mostrati particolarmente aperti, disponibili e lungimiranti verso nuove soluzioni. Per loro, ma non solo, Etalia prevede anche la vendita dei contenuti, che sia il singolo articolo o l’intero giornale, dalla quale il 90% del ricavo va a chi pubblica il contenuto, il 10% alla piattaforma. E permette inoltre la personalizzazione della propria interfaccia e l’ottimizzazione dell’infrastruttura da parte di terzi.

Pubblicità, editori, semplici utenti, giovanissimi, giornalisti, professionisti della comunicazione, blogger e informazione: se tutti questi ingredienti ci saranno in una giusta ed equilibrata miscela che prende forma secondo i concetti chiave di interazione, condivisione, sociabilità e remunerazione il progetto di Etalia che fin’ora ha raccolto investitori per 2,2 milioni di euro potrebbe essere vincente e fare la differenza. Sul mercato italiano, che secondo la società ha un potenziale di 8.4 milioni di utenti unici e 16 milioni di utilizzatori internet,  ma anche internazionale visto che la piattaforma sarà multilingue.

Etalia sarà online tra qualche settimana, stiamo a vedere.

 

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