Come salvaguardare le infrastrutture di comunicazione

24 febbraio 2011 • Digitale • by

Gli ultimi avvenimenti in Africa e Medio Oriente dimostrano come le reti di comunicazione siano un fattore decisivo nel sostenere movimenti di protesta di massa. Internet, telefonia cellulare, le infrastrutture di comunicazione sono ormai oggetto di interventi censori in tutti quei paesi dove si mette in discussione lo status quo politico. La capacità di rovesciare un regime dipende anche dalla capacità di sviluppare un’opposizione avvalendosi della rete come metodo di propagazione delle notizie. Difendere e rendere inviolabili le infrastrutture di comunicazione è perciò un obiettivo cruciale per mettere in atto delle politiche di sostegno alle popolazioni che vivono in regimi autoritari e repressivi.

In tutti quei paesi dove negli ultimi anni sono accadute delle sollevazioni popolari si sono ripetuti interventi che limitavano o addirittura azzeravano la possibilità di comunicare. Tentativi, perché si è sempre trovato il modo di aggirare i blackout e, consentire, seppure in modo precario, che la propagazione dell’informazione non fosse completamente cortocircuitata. Oggi, però, l’intenzione è creare una vera e propria task force internazionale che permetta di agire in modo più organizzato e non più casuale. Rendere invulnerabile la rete, mettere in atto tutte quelle tecniche indispensabili per contrastare l’oscuramento delle comunicazioni è oggi al centro di un ampio dibattito, reso ancor più attuale da quanto accaduto in queste ultime settimane.

L’Amministrazione americana sta pianificando e finanziando programmi per consentire di aggirare i provvedimenti liberticidi che i singoli Stati attuano nei confronti di internet. Conoscenze che l’Amministrazione vuole condividere con le organizzazioni che si occupano di difesa dei diritti civili (vedi ruolo della Global Network Initiative i cui membri sono società ICT come Google, Microsoft e Yahoo! e organizzazioni come Human Rights Watch). Una politica, vedi articolo Bloomberg, che tende, quindi, a risolvere gli ostacoli che si possono frapporre a una libera informazione e contrastare tutti quegli interventi di carattere censorio che vengono messi in atto per reprimere il dissenso. Tuttavia le nuove iniziative del Governo Usa alimentano una serie di critiche poiché c’è chi sostiene che la libertà di internet non è pienamente garantita nel momento in cui in gioco vi sono interessi nazionali, vedi la vicenda Wikileaks, come argomenta Democracynow. Ma al di là di questa vicenda, la questione più delicata sollevata dalle iniziative messe in moto dagli americani riguarda la gestione sovranazionale dei servizi di comunicazione, un aspetto che tende a diventare sempre più rilevante.

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