Google +, i giornalisti e la trasparenza

17 novembre 2011 • Digitale • by

I giornalisti che connetteranno i loro articoli con il proprio profilo Google vedranno la loro pagina sul social network linkata insieme ai loro scritti su Google News. Questo l’annuncio dei vertici di Mountain View, decisi a rendere sempre più stretta la connessione tra tutte le piattaforme attive per chi ha un account Google, anche solo per una casella di posta Gmail. Ogni articolo sarà così accompagnato da un link diretto alla presenza online del suo autore, alla sua foto e al numero di persone che lo “seguono” in una cerchia su Google+. I lettori interessati potranno stringere amicizia con il giornalista, consultarne il profilo e interagire con lui. Secondo i vertici di Google riconoscere “la paternità è un buon modo per identificare ed evidenziare i contenuti di qualità”.

Chi viene in cerca di contenuto, una volta riconosciutone l’autore, vuole sapere di più su di lui, leggerne altri articoli, mettersi in contatto –  ha spiegato il Product Manager Sagar Kamdar . Dal punto di vista del giornalismo di qualità, inoltre, quanta più trasparenza è offerta al pubblico sulla genesi del contenuto, tanto più i lettori avranno la percezione di fruire un prodotto di altro livello e affidabile.

Commentando la notizia, il Nieman Lab ha fatto notare come l’utilizzo di Google News potrebbe cambiare qualora i profili linkati sull’aggregatore di informazione dovessero lievitare: un sito di informazione pieno di immagini giornalistiche attiene a un discorso, mentre un portale di questo tipo riempito di immagini di giornalisti a detta del centro studi americano potrebbe influenzare addirittura le motivazioni di fruizione delle notizie: non più un prodotto freddo, bensì un prodotto realizzato da un qualcuno personalizzato e immediatamente riconoscibile. Un qualcuno che frequenta la nostra stessa cerchia sociale virtuale e che dista solo un click. “Sapere di più a riguardo delle facce dietro le notizie” è la formula che ha adottato lo stesso Google presentando il nuovo servizio: si va verso una sempre più stretta correlazione tra titoli e nomi con un conseguente aumento di peso specifico dei secondi?

Ed è importante far notare anche come in realtà tutta l’operazione sia una strategia di marketing interna a Google. A essere promossi, da una prospettiva multipiattaforma, sono prodotti della stessa azienda. La connessione tra autori di notizie e fruitori avviene perché a essere connessi sono prodotti – soprattutto Google+ – in cerca di più traffico. Altri contenuti come siti personali, blog o profili su altri network non verranno messi in evidenza su Google News. Sempre secondo il Nieman Lab, l’intento del motore di ricerca sarebbe quello di fare di Google+ la spina dorsale della rete, usando i giornalisti come pedine.

Un altro osservatore, Alexander Howard, ha fatto notare come l’unione tra Google News e Google + abbia delle conseguenze pesanti sulla fruizione del giornalismo online.

E  le media company dovranno decidere se aggregarsi o restare fuori dalla mischia. Ma a quale prezzo?

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