Il giornalista della carta stampata non esiste più

10 maggio 2012 • Digitale, Editoria • by

Non esiste una killer application, una soluzione miracolosa che possa dare vita a una rinascita del giornalismo. Il giornalismo, sempre e comunque, sarà declinato attraverso una pluralità di canali di comunicazione. La carta, il web, l’iPad, lo smartphone rappresentano le attuali modalità di distribuzione dei contenuti. In futuro se ne aggiungeranno di nuove, come sempre è accaduto. Per gli editori le opportunità e la relativa complessità risiedono nel mettere in atto una logica informativa integrata, differenziando la proposta in base al mezzo utilizzato, con l’obiettivo di ottimizzarne le singole potenzialità e offrire un’esperienza di lettura coerente con le aspettative di un pubblico più vasto e più variegato rispetto al passato.

Il passaggio e la transizione a un mondo digitale hanno comportato una ridefinizione del ruolo stesso della carta stampata. Quest’ultima, nonostante più e più volte sia stata data per spacciata, continuerà a esercitare una funzione importante: non sarà il contenitore primario e strategico delle notizie, questo ruolo verrà assorbito progressivamente dal web, ma sarà il luogo dove troveranno spazio approfondimenti e servizi di più ampio respiro rispetto a quanto riversato sul web. Insomma, verrà ribaltata la gerarchia dell’informazione, assecondando una tipologia di informazione coerente con le diverse piattaforme di distribuzione, soprattutto in merito alla scansione temporale con cui ciascun mezzo permette di erogare le notizie.

Abbiamo usato il verbo al futuro, ma quanto descritto è già stato declinato al presente. Certo è un fenomeno che non si è ancora pienamente espresso. E’ un “work in progress” ed è il percorso intrapreso dai grandi editori che hanno in essere un sistema informativo di tipo ibrido, che coniuga passato e presente, carta e web, tablet e smartphone.

“Il giornale sarà in prospettiva più snello, in relazione alla progressiva migrazione delle notizie sul web. Chiuderà la prima edizione molto prima. Sarà pensato molto prima”, afferma il direttore del Corriere della Sera Ferruccio de Bortoli. E nello stesso tempo si dice convinto che il giornalista della carta stampata non esiste più: “non ha più senso dire: scrivo per la carta, per il web o per l’iPad. Si scrive per tutto il sistema Corriere”.

Cambiano quindi i contenitori dell’informazione e i contenuti diventano, dove possibile, multimediali. Una stessa notizia può innescare un’esperienza di lettura diversa in base al canale prescelto e il lettore decide cosa e come leggere. Ma proprio in virtù di questa trasformazione diventa sempre più importante che, così come non esistono, o meglio, non dovrebbero esistere, barriere tra giornalismo della carta stampata e web, anche il consumatore dovrebbe essere messo nella condizione di fruire dell’uno o dell’altro servizio nel modo più semplice possibile, ovvero avere a disposizione una proposta commerciale trasversale alle diverse piattaforme e disporre dell’uno o dell’altro prodotto a seconda delle necessità.

Così come è stato documentato da più ricerche che hanno investigato sull’uso dei diversi media digitali, è molto più probabile che il lettore, già oggi, e ancor più in una prospettiva futura, voglia fruire dei contenuti utilizzando la tecnologia a lui più consona nei diversi momenti della giornata. L’acquisizione di informazione, non avviene per singole dosi, come avveniva per il giornale tradizionale, ma è sempre più diluita nell’arco delle 24 ore. E’ quindi importante accompagnare il lettore nel corso della sua giornata proponendo un servizio informativo integrato, fruibile nel migliore dei modi, sia in merito alla tecnologia sia da un punto di vista di offerta commerciale.

Insomma un’informazione che potrebbe essere parafrasata con lo slogan “anything, anytime, anyplace, any device”.

 

 

 

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  • A mio giudizio in questo momento, la carta viene abbandonata poiché, non fornendo alcun valore aggiunto rispetto all’informazione gratuita online (siti, fbook, twitter), tradisce il concetto di “value for money”. La carta quindi è diventato uno dei tanti medium/canali di comunicazione dei brand informativi ed è l’unico di questi rimasto a pagamento o comunque rispetto alle versioni tablet/pdf è quello più costoso (sia in termini di soldi che in termini di tempo per la consultazione).
    In questo momento quindi la carta ha un’opportunità unica: reinventare sé stessa (altro che giornale più snello, a cosa servono 80 pagine, ma anche 40???) e la propria distribuzione.

  • Non mi sembra che la carta venga abbandonata. E ci mancherebbe, da dove arrivrebbero i soldi che cosentono di fare investimenti su internet e quant’altro? E’ sempre più costosa di internet, ma con una redditività molto più alta. Certo poiché tutto cambia occorre rimodulare tutto, la carta deve cambiare… un’occasione e un’opportunità, appunto…

  • Lo slogan Any* lo usai anch’io spesso durante #ijf12 🙂

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