Il Guardian contesta il metodo Murdoch

5 febbraio 2010 • Digitale • by

L’editor del Guardian, Alan Rusbridger, spiega per quali motivi è controproducente introdurre delle limitazioni di accesso a notizie e informazioni. Le relazioni aperte e la condivisione in rete dei contenuti sono linfa vitale per il futuro del giornalismo

Nel corso della presentazione dei risultati finanziari del secondo trimestre fiscale di News Corp., terminato il 31 dicembre, Rupert Murdoch ha ribadito la volontà di introdurre il sistema a pagamento per la fruizione di contenuti online ai giornali del Gruppo che attualmente hanno ancora in essere un accesso gratuito. Il modello del WSJ è il modello da seguire, ha ribadito Murdoch, convinto che anche per i giornali valga lo stessa logica che interessa altri canali di comunicazione come TV satellitare e TV via cavo.

Alla domanda di un giornalista del Guardian che chiedeva dettagli sul tipo di sistema che prevede di utilizzare – abbonamento o a consumo – Murdoch ha affermato di stare ancora valutando varie possibili alternative, sebbene il progetto sia in avanzata fase di negoziazione: “nulla è ancora deciso, ma vi saranno aggiornamenti importanti nei prossimi due mesi”. Quindi, pensa che la strategia del free content non possa funzionare? ha chiesto il giornalista. Yeah, ha risposto sbrigativamente Murdoch liquidando il tutto con un definitivo “next question please”.

L’inglese The Guardian è uno dei più convinti assertori del modello free e manifesta una posizione diametralmente opposta a quella di News Corp. La filosofia del giornale britannico è stata ben espressa in un intervento pubblico del suo editor, Alan Rusbridger, intervento che è stato trascritto e messo a disposizione sul sito del Guardian. E’ un documento interessante, che fa riflettere. Rusbridger, pur non nascondendo le difficoltà che attraversa la stampa, si dice ottimista sul futuro del giornalismo.

“Non esiste – dice Rusbridger- un modello certo che consenta agli editori di assicurare un avvenire privo di rischi e coerente con l’evoluzione del mercato, ma sono del parere che la negazione di un accesso libero sia in contraddizione con l’idea stessa di giornalismo. La costruzione di un futuro digitale è intrinsecamente dipendente dalle dinamiche che possono attuarsi in un contesto libero da ogni vincolo o restrizioni”.

Ecco alcune delle considerazioni più interessanti di Rusbridger riprese dal documento:

1 – “If you erect a universal pay wall around your content then it follows you are turning away from a world of openly shared content. Again, there may be sound business reasons for doing this, but editorially it is about the most fundamental statement anyone could make about how newspapers see themselves in relation to the newly-shaped world.”

2 – “Reporters and commentators who were digital sceptics even a couple of years ago now realise they are part of, and linked to, a worldwide conversation. An art critic will be picked up and referenced in Berlin; a defence correspondent in Moscow; an environment writer in Copenhagen. Tell them their work was about to disappear from that conversation without the production of a credit card, and they would not be overjoyed unless they knew it was the only answer in business terms”.

3 – “The trasnformation tha we going through it’s not just a digital trend. It’s a trend about how people are expressing themselves, about how societies will choose to organise themselves, about a new democracy of ideas and information, about changing notions of authority, about the releasing of individual creativity, about an ability to hear previously unheard voices; about respecting, including and harnessing the views of others. About resisting the people who want to close down free speech.”

In sintesi:

  • Da un punto di vista giornalistico la possibilità di accedere a notizie e informazioni libere da ogni restrizione crea il terreno di coltura ideale per una più ampia diffusione delle idee e consente di condividere relazioni sempre più estese. L’idea stessa di giornalismo come oggi si sta affermando è conseguenza del nuovo paradigma della comunicazione
  • La ricerca di un modello di business a pagamento può avere senso da un punto di vista economico, ma compromette la capacità dei giornali di influenzare un sempre più ampio numero di lettori ed è controproducente in termini giornalistici.

P.S. Questa stessa discussione non sarebbe stata possibile in presenza di un sistema a pagamento generalizzato. Le informazioni e opinioni sono state raccolte attraverso un sistema di condivisione delle informazioni che ha permesso di accedere a contenuti su diversi media, tra questi Seekingalpha e guardian.co.uk

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