La band dei pensionati di Journal21.ch

4 ottobre 2010 • Digitale • by

Corriere del Ticino, 01.10.2010

Ottanta è il numero di gior­nalisti che l’ex conduttore e direttore del notiziario svizzero “Tagesschau”, Heiner Hug, ha riunito intorno a www.journal21.ch per fondare un nuo­vo portale di informazione online. La cosa in sé potrebbe anche passare inos­servata, se non fosse che i membri del gruppo si sentono tutti più giovani di quello che sono. Evocando il cantan­te tedesco Udo Lindenberg si fanno chiamare “la band dei pensionati”, ma se davvero parteciperanno tutti al progetto si tratterà piuttosto di una ve­ra e propria orchestra, con eccellenti solisti. Dall’inizio di settembre, dunque, i gior­nalisti pensionati propongono quello che per molti altri media non ha più importanza: un “valore aggiunto” al giornalismo di tutti i giorni, fatto di approfondimenti commenti, opinioni e contestualizzazione degli eventi. Tut­to questo per il puro piacere di farlo, senza nessun compenso.

Dato che il team deve ancora collau­darsi, così come lo stesso portale, è pre­sto per fare bilanci o tessere lodi. Di certo non sarà facile coordinare un co­sì ampio pool di volontari, che difficil­mente opereranno come una “vera” redazione in caccia di fatti 24 ore ore su 24. D’altra parte, considerando le loro storie, è verosimile che siano in grado di fornire interessanti e accura­ti punti di vista. Il sito è semplice e li­neare, pochi i colori a differenza di molte altre testate online.

C’è anche da dire che l’idea potrebbe es­sere un po’ prematura. Il sito entrerà tra le nostre letture abituali? Ci vorrà infat­ti ancora del tempo prima che diventi un’abitudine per gran parte di noi quel­la di sedersi comodamente in poltrona o al tavolo della colazione per consuma­re le notizie in formato digitale, dunque su un Kindle o un iPad, anziché sfoglian­do il caro vecchio giornale. E – come l’esperienza insegna – i testi lunghi non invogliano la lettura sul video.

In Austria e in Germania ci si inizia a chiedere se questo tipo di concorrenza professionale e gratuita possa danneg­giare i media più affermati. In Ameri­ca sono già diversi i siti fondati e ge­stiti da giornalisti prematuramente an­dati in pensione. Spesso in diretta con­correnza con le loro ex testate o case editrici, colpevoli forse di non aver sa­puto approfittare di questo potenzia­le. Gran parte di loro sono ancora trop­po impegnate ad ottimizzare i loro pro­dotti cartacei invece di posizionarsi adeguatamente sul web ed avere una possibilità in più di sopravvivere.

È anche possibile che la “banda di pen­sionati” di Hug appartenga anche al­l’ultima generazione di giornalisti che può permettersi di gestire le entrate e le aspettative legate all’età pensiona­bile con tanta disinvoltura. E di con­cedersi il lusso di offrire gratuitamen­te un prodotto giornalistico di quali­tà. Non è senza ironia il fatto che sia propria Hug a lanciare questa inizia­tiva. Di recente ha fatto parlare di sé con il suo libro dal titolo “Televisione senza spettatori”, nel quale si prende gioco dell’età media del telespettatore del notiziario svizzero “Tagesschau”. Età che a suo dire corrisponde a 59,2 anni e che lo porta a definire il pub­blico del notiziario “il più grande club di anziani del Paese”. Restiamo dun­que a vedere se l’orchestra di pensio­nati di Hug, al contrario del notizia­rio che un tempo dirigeva, riuscirà a coinvolgere e ad entusiasmare anche le generazioni più giovani che si aggi­rano nella rete.

P.s. Nel panorama elvetico segnaliamo anche un’altra nuova iniziativa gior­nalistica digitale: nella Svizzera tede­sca è nato il nuovo magazine femmi­nile – “non solo per donne”www.clack.ch. Anche qui tra i collabo­ratori si contano diversi giornalisti pro­fessionisti.

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