La notizia è del WSJ, la discussione è su Huffington

22 ottobre 2009 • Digitale • by

Osservatorio europeo di giornalismo, 22.10.2009

Ci sono modi diversi di fare su internet. Semplificando possiamo distinguere in informazione creata partendo da un background di giornalismo tradizionale, per definizione il quotidiano, e un’informazione generata ex novo partendo da un’impostazione culturale che trae ispirazione dalla logica della rete. Tutte le testate storiche hanno fondato il loro approccio all’online con uno schema mentale che riproduce in massima parte l’impaginazione dei giornali tradizionali.
L’Huffington Post è tra coloro che hanno portato una novità nel modo di organizzare le notizie sul web ed è diventato un punto di riferimento e un modello per tutti. Nato nel 2005 l’audience del blog aggregatore di notizie di Arianna Huffington ha superato quello del sito del Washington Post.  Nell’ultimo anno è cresciuto del 26%, raggiungendo in settembre 9,4 milioni di utenti unici, mentre il Washington Post è sceso del 29%, a 9,2 milioni (vedi dati diffusi da Nielsen e pubblicati da Editor & Publisher). Un modello vincente, dunque, in grado di competere con i numeri della grande stampa nazionale.

Il caso dell’Huffington fa riflettere su molti aspetti del modo di fare informazione, soprattutto l’idea che le notizie non devono necessariamente essere fatte in casa propria, vincolate alla singola testata, ma possano essere frutto di un modo intelligente, giornalistico, di aggregazione di notizie da molteplici fonti, in uno stile fortemente caratterizzato da un’impronta multimediale e da un ingrediente insostituibile: i blog.

L’idea di dare vita a un citizen journalism, dare voce a persone  che hanno tutta l’esperienza per poteredire qualcosa di interessante, è un’ipotesi applaudita e sostenuta da personaggi del calibro di Jeff Jarvis , guru del nuovo ecosistema dell’informazione, studioso degli aggregatori che cercano di trasformare, come dice non senza ironia, Massimo Gaggi, giornalista del Corriere, un cespuglio di blog in un prodotto giornalistico con una struttura comparabile con quelle dei media tradizionali.

Lo stile Huffington merita di essere osservato attentamente. L’homepage, per esempio, apre ogni giorno con titolazione e immagine a tutta pagina. Il tema cui fa riferimento può essere confezionato internamente, provenire da un qualche blog, oppure essere un link a un articolo di un qualsiasi altro giornale. Nella giornata di oggi l’Huffington apriva con un servizio del Wall Street Journal sullo stato del mercato immobiliare. Il click sul titolo o sull’immagine portava direttamente all’articolo del WSJ. La differenza sostanziale era che l’Huffing ton aveva totalizzato a fine giornata oltre 3 mila commenti mentre sul WSJ i commenti erano solo 16. Coloro che hanno letto l’articolo hanno preferito commentare l’argomento sul sito dell’Huffington. La capacità e l’abilità di quest’ultimo è quindi stata quella di creare una comunità che partecipa attivamente al dibattito su notizie che possono risiedere altrove: la notizia è del WSJ, la discussione è su Huffington.

Per riuscire a trovare nuovi elementi che portino a comprendere meglio un certo argomento incoraggia i lettori a inviare informazioni ed è stato istituito L’Huffingotn Post Investigative Fund’s citizen journalism project tramite il quale il blog-journal invia appelli come quelli qui sotto  descritti.

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