Digital Storytelling: è ancora “effetto Snow Fall”

24 settembre 2014 • Digitale • by

Il suo, di Online News Association’s Award, Snow Fall lo ha vinto l’anno scorso. In quell’occasione l’ormai emblematico reportage del New York Times sulla valanga che il 19 febbraio 2012 ha travolto un gruppo di sciatori uccidendone tre si è portato a casa il premio per Best Feature (Large). Tanto per rinfrescarci la memoria, Snow Fall ha vinto anche il Pulitzer, il medesimo anno. L’edizione 2014 degli Online Journalism Awards, tuttavia, vedrà il progetto del New York Times celebrare un altro trionfo: quello di essere riuscito a conquistare praticamente ogni redazione degli States (e anche molte al di fuori) ed essere diventato un trend.

Di Snow Fall si è detto tutto: che è costato troppo, che era il futuro del giornalismo e anche che non era il futuro del giornalismo, che al New York Times potevano anche sperarci, ma non sarebbe stato questo tipo di progetti a cambiare il destino della Dama Grigia. Ci hanno spiegato come è stato fatto e anche che “tutti segretamente odiano Snow Fall”. “Snowfall”, invece, è diventato un termine per definire questo tipo di reportage digitali.

Schermata 2014-09-23 alle 20.45.00Non è passata ancora abbastanza acqua sotto i ponti per valutare tutte le previsioni fatte lo scorso anno; di certo c’è che i progetti finalisti agli Online Journalism Awards di questo anno possono quasi tutti essere considerati “progetti à la Snow Fall” o “Multimedia Packages” come li chiamiamo qui alla UC Berkeley School Of Journlism: reportage in cui parti diverse della storia sono raccontate attraverso diversi elementi (testo, video, audio, data, animazioni) più o meno perfettamente integrati tra loro. Progetti alla Snow Fall insomma. Alcuni hanno preso un suo aspetto, come lo “scrollitelling”,  la creazione di una topic page, le animazioni o il web documentary tanto per citarne alcuni, e lo hanno portato a un livello successivo.

Per esempio, il National Film Board canadese ha preso il web documentary e l’interattività e ha costruito un reportage a puntate sotto forma di videogioco con “FortMcMoney”  (l’NFB-interactive è uno dei “laboratori” migliori, sul loro sito ci sono i tutti  i progetti da esplorare, sia per il loro valore intrinseco sia come fonte di ispirazione). In “Newtown, one year after”, invece, Mother Jones sfrutta al meglio la possibilità di impiegare media diversi con scopi diversi.

Ci sono poi altri progetti finalisti che invece propogono un’evoluzione generale del modello Snow Fall: nuove soluzioni per la combinazione di scrollitelling, divisione in capitoli ed elementi visivi sono espresse in “Segregation Now” di ProPublica o in “Planet Money Makes a T-Shirt” di NPR (altro progetto diventato ormai un caso da manuale).

Le redazioni tuttavia non sono le sole a essere state contaminate: oltre a quelle più alle prese con sperimentazioni, come è giusto che sia, ci sono anche le università e le scuole di giornalismo. Ci si lavora come intere classi, per mimare quello che sarà il lavoro di redazione (nelle speranze di studenti e professori) al di fuori della scuola: è il caso della CUNY con “Dense City” o della Kennesaw State University con “Back Home”, o come il celebrato “Powering a Nation” della University of South Carolina.

Ci si lavora, però, anche in progetti di singoli che sono quelli più azzardati, che portano all’estremo le possibilità del mezzo prescelto, come “Fearless”, un documentario interattivo sui rischi che corrono quotidianamente le ragazze indiane che fanno le pendolari di Avni Nijhawan,  girato in gran parte con i Google Glass o come l’articolato scrollitelling “Return to Elwa” (Full disclosure: la sottoscritta conosce personalmente gli autori di questi due progetti, sono ex colleghi della scuola di giornalismo di Berkeley).

A dirla tutta, poi, la rivoluzione era già cominciata subito dopo il rilascio di Snow Fall: anche gli avversari su cui ha trionfato sono packages che nel reportage della valanga hanno trovato, in un modo o nell’altro, ispirazione, spunto o anche solo il coraggio di tentare questa strada: Firestorm (The Guardian), His Saving Grace (Chicago Tribune), Mumbai Madness – Traffic in a Megacity,( Deutsche Welle). Quella di quest’anno è il normale proseguimento del processo iniziato alla fine del 2012.

I vincitori del 2014 saranno annunciati solo il 27 settembre, poi la sperimentazione continuerà e il prossimo anno ancora nuove evoluzioni saranno presentate, probabilmente ricche di data visualization e infografiche, alcune anche “mobile first”. Da un certo punto di vista, poco importa chi vincerà quest’anno, il prossimo o anche il successivo ancora: Snow Fall ha già vinto. Di nuovo.

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