Non sopravvalutate l’audience digitale

8 settembre 2011 • Digitale • by

In Italia, nonostante sempre più persone siano connesse a internet, il numero complessivo di utenti che effettivamente utilizza le risorse del web è di 12 milioni di persone. In base alle rilevazioni Audiweb, riferite allo scorso mese di luglio, è questa la cifra che corrisponde al numero di soggetti che si intrattiene su internet per più di un’ora al giorno. Il web è diventato un ingrediente quotidiano nella dieta mediatica e informativa degli italiani così come avviene per radio e TV? Solo parzialmente, considerato il rapporto con la popolazione globale. Che 26 milioni persone si colleghino almeno una volta al mese, come riferito da Audiweb, è un fenomeno del tutto trascurabile: possono essere accreditati come utenti internet a tutto tondo persone che evidenziano una media di consumo così bassa? Evidentemente no, hanno un valore strettamente statistico.

La scomposizione dell’audience per fascia di età rivela inoltre che la percentuale maggiore del pubblico si concentra tra coloro che hanno tra i 35 e i 54 anni (47% sul totale). Ma il dato più sorprendente, che sfata uno dei tanti luoghi comuni associati a internet, è che la percentuale nella fascia di età tra i 55 e i 74 anni è superiore a quella compresa tra i 18 e i 24 anni (14,2% contro 10,7%). Ciò significa che la popolazione più anziana si intrattiene su internet in misura superiore a quanto fanno le persone più giovani. Incredibile, ma vero.

12 milioni è, dunque, la percentuale che determina i flussi di traffico reale verso i siti di informazione online. Ne consegue che le prospettive di crescita globali in termini di visitatori possono essere suscettibili di minime progressioni anno su anno, stiamo parlando di utenti effettivi, ovvero di coloro che dedicano una parte importante del loro tempo a internet.

La tradizionale connessione via computer è arrivata a un punto di saturazione e l’accelerazione potrà essere determinata soltanto da una più ampia disponibilità del broadband e da un diverso atteggiamento culturale dell’utente medio. Ecco, quindi, che i dati Audiweb dimostrano quanto sia ancora lungo il percorso che possa trasformare internet in un bene comune, di tutti. Soprattutto, fare in modo che i collegamenti di cui si dispone consentano di godere di un collegamento che permetta di vivere una reale esperienza di rete.

Essere online è un’abitudine di tanti, ma non di molti: per mancanza di accesso, di cultura, di educazione, sottolinea Patrick Smith, inglese e osservatore del mondo dei media. Smith, nonostante in termini di percentuale di popolazione connessa a Internet risieda in un’area geografica privilegiata rispetto all’Italia, rileva che nel suo Paese una significativa porzione della società (23% delle famiglie) non accede alle risorse online e che, come accade in altri Paesi, le news online, rappresentino soltanto uno dei tanti servizi proposti, inferiore, per esempio, a categorie quali servizi bancari, social networking e viaggi. Importante è però un dato: l’accesso a internet si sta progressivamente trasferendo dal computer a dispositivi mobili. Questi ultimi secondo l’indagine promossa da ONS, cui accenna Smith, costituiscono ormai il 45% degli accessi. Sono i giovani, in particolare a trainare questo fenomeno: secondo l’indagine citata dall’osservatore inglese la percentuale delle persone che quest’anno accedono a internet via mobile è del 71%.

Un aspetto, quest’ultimo, che deve necessariamente essere tenuto presente per quanto riguarda la pianificazione degli investimenti editoriali che, in prospettiva, devono cercare di sfruttare al massimo le opportunità che risiedono nella tendenziale e progressiva abitudine nel privilegiare i dispositivi mobili in alternativa al tradizionale personal computer.

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