Online Journalism Awards

13 giugno 2013 • Digitale • by

L’Online News Association è una organizzazione internazionale senza scopo di lucro per i giornalisti digitali, con l’obiettivo di collegare giornalismo, tecnologia e innovazione. Nel mondo in rapida evoluzione del giornalismo, ONA si pone come un catalizzatore per l’innovazione nella narrazione attraverso tutte le piattaforme, una risorsa per i giornalisti in cerca di una guida e di crescita, e un modello  di “best practices” attraverso la formazione, l’assegnazione di premi,  la sensibilizzazione della comunità.

Dal 2000 ONA ha istituito gli Online Journalism Awards per premiare l’eccellenza giornalistica in campo digitale. Quest’anno la scadenza per la presentazione dei lavori da porre in concorso è fissata, salvo proroga al 21 giugno 2013. Ne abbiamo parlato con Mario Tedeschini Lalli* che è membro del Consiglio direttivo (Board) dell’ONA dal 2012 e presiede il suo Comitato internazionale. 

Online News Association è una grande organizzazione internazionale nordamericana con al centro lo sviluppo ed il sostegno per il giornalismo digitale: quali le principali attività svolte ed i settori di competenza? Tra questi esiste anche una attenzione alle tematiche etiche e di accountability?

“ONA è una grande organizzazione internazionale, non solo americana – anche se la maggioranza degli iscritti in questo momento è statunitense e canadese. E’ nata nel 1999 per offrire al nascente settore del giornalismo online un luogo dove discutere del lavoro e delle questioni che il digitale stava cominciando ad aprire: best practices, strumenti, discussioni di quadro, ecc. Lo strumento principale è la Conferenza annuale, che quest’anno si terrà ad Atlanta dal 17 al 19 ottobre . Ci sono poi attività “locali” di approfondimento, discussione e networking, ONAWashington, ONALA, ONAToronto, ma anche ONAItalia, ONASpain ecc. L’associazione organizza anche gli ONA Camps, per la formazione di giornalisti in diverse località degli Stati Uniti. 
Ovviamente in questi temi le questioni etiche sono anch’esse al centro della discussione, ma direi come una specie di filo rosso che attraversa tutto il dibattito: si tratta infatti di questioni e principi che nel dibattito giornalistico americano sono molto più antichi e comuni di quanto non siano da noi”. 

Online Journalism Awards: come nascono, e quale obiettivo principale?

“Sono nati nel 2000 per individuare e premiare l’eccellenza giornalistica in campo digitale. Fino allo scorso anno i siti in lingua non inglese erano valutati in due categorie speciali, quasi dei ghetti linguistici: da questa edizione qualunque sito e qualunque progetto in qualunque lingua può concorrere in tutte le categorie. Speriamo che questo renda gli OJA sempre più lo specchio di quanto di buono si produce nel giornalismo digitale di tutto il mondo. 
La giuria selezionerà durante l’estate tre finalisti per ogni categoria e i vincitori saranno annunciati nel corso della serata finale della Conferenza annuale ad Atlanta, il 19 ottobre. 
E’ bene notare che per alcune categorie sono previsti anche premi in denaro, per oltre 37.000 dollari”. 

Sono riservati ai soli iscritti ONA?

“Assolutamente no. Gli iscritti ONA, però, hanno uno sconto sulla quota di iscrizione al premio”.

Come funzionano: per categorie di argomenti pittosto che per aree geografiche.?

“I siti o i progetti specifici possono candidarsi per una o più delle categorie presenti, senza alcuna distinzione di area geografica. Le categorie sono:

  1. Breaking News
  2. Planned News/Events
  3. Explanatory Reporting
  4. Topical Reporting
  5. Online Commentary
  6. Feature
  7. Student Projects
  8. Gannett Foundation Award for Technical Innovation in the Service of Digital Journalism
  9. Gannett Foundation Award for Innovative Investigative Journalism
  10. Gannett Foundation Award for Watchdog Journalism
  11. Knight Award for Public Service
  12. General Excellence in Online Journalism

All’interno delle diverse categorie ci sono diversi premi a seconda delle “dimensioni” del sito in questione: piccolo, medio o grande, in questo modo – per esempio – il lavoro di un sito individuale o di una piccola organizzazione giornalistica non sarà paragonato al lavoro del New York Times o di Le Monde”.

Quali prossimi obiettivi per ONA?

“Ci stiamo concentrando molto sui rapporti internazionali e sulla possibilità di stabilire delle partnership al livello internazionale, perché l’organizzazione sia in grado di accogliere e riflettere la ricchezza e la complessità del giornalismo online di tutto il mondo. (ONAitalia, per esempio, ha da anni una collaborazione con il Festival Internazionale del Giornalismo di Perugia.)
Stiamo inoltre accelerando nel campo della formazione e abbiamo appena ricevuto un grant per la costruzione di una piattaforma dove raccogliere e condividere strumenti e moduli di formazione per giornalisti digitali”.

*Mario Tedeschini Lalli è vicedirettore Innovazione e Sviluppo del Gruppo Editoriale l’Espresso. Per molti anni giornalista impegnato nelle agenzie di stampa e nei quotidiani, dal 1997 è passato al giornalismo digitale. E’ stato responsabile delle redazioni di Repubblica.it, di CNNitalia.it e Kataweb.it. Ha creato e guidato un gruppo di sperimentazione multimediale e da dieci anni tiene il blog “Giornalismo d’altri”, che si occupa di giornalismo internazionale. Insegna Giornalismo digitale all’IFG di Urbino e Storia del Giornalismo a RomaTre. E’ membro del Consiglio direttivo (Board) dell’ONA dal 2012 e presiede il suo Comitato internazionale. 

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