Perché le redazioni cercano l’innovazione

10 ottobre 2017 • Digitale, Più recenti, Ricerca sui media • by

Le Monde sta sperimentando molto con Snapchat

Le organizzazioni di news tradizionali investono nei nuovi progetti digitali principalmente per due ragioni: per raggiungere i propri obiettivi finanziari a breve termine, come aumentare i loro profitti, ma anche per migliorare la reputazione a lungo termine dell’organizzazione dimostrando innovazione e flessibilità. Questo è quanto emerge da una nuova ricerca.

“Developing Digital News Projects in Private Sector Media” si concentra sulle motivazioni editoriali, commerciali e organizzative che portano a investire in progetti di innovazione digitale nelle redazioni. Lo studio rivela come le organizzazioni mediatiche tradizionali, spesso viste come conservatrici, siano disposte invece ad assumersi dei rischi calcolati per abbracciare un approccio intraprendente e sperimentale alle notizie e all’innovazione.

Annika Sehl, Rasmus Kleis Nielsen e io, gli autori del report, abbiamo analizzato come 12 grandi testate ed emittenti commerciali in sei Paesi europei stanno sviluppando nuovi prodotti e abbiamo intervistato 41 senior manager e redattori in Finlandia, Francia, Germania, Italia, Polonia e Regno Unito.

La ricerca rileva che, nell’investire in nuovi progetti, le organizzazioni mediatiche commerciali spesso cercano una combinazione di benefici diretti e indiretti: alcuni progetti, infatti, hanno come scopo principale quello di raggiungere degli obiettivi finanziari ben precisi, come quanto fatto dal quotidiano finlandese Helsingin Sanomat con i contenuti premium, pensati per portare al giornale più abbonamenti digitali.

Altri progetti si concentrano piuttosto su obiettivi meno immediati, come mostrare la flessibilità di un’organizzazione e la sua volontà di abbracciare i nuovi sviluppi tecnologici. Questo è il caso, per esempio, delle sperimentazioni con la realtà virtuale e i video a 360 gradi intraprese dalla Suddeutsche Zeitung in Germania.

I progetti sono stati sviluppati dal quotidiano tedesco per testare nuove forme di storytelling e rafforzare l’immagine dell’organizzazione, piuttosto che per generare ulteriore e immediato profitto.

Nella maggior parte dei casi, tuttavia, le maggiori organizzazioni mediatiche del settore privato europeo lavorano di norma in parallelo su molteplici progetti: da alcuni si aspettano dei benefici finanziri diretti, mentre altri sono più concentrati sul migliorare la qualità del loro giornalismo e sul promuovere l’innovazione.

I benefici diretti più ricercati:

  • Raggiungere un nuovo pubblico (di solito utile a monetizzare con la pubblicità online, ma a volte visto come un mezzo per aumentare gli abbonamenti)
  • Servire meglio il pubblico esistente (per rafforzare la fedeltà e l’engagement e, laddove è rilevante, per mantenere gli abbonati)
  • Spingere la crescita degli abbonamenti online (una parte sempre più importante del modello di business digitale dei giornali)

I benefici indiretti più ricercati:

  • Costruirsi un’immagine da innovatori/essere i primi arrivati su una nuova piattaforma
  • Sperimentare con nuove forme di storytelling
  • Promuovere il cambiamento organizzativo e culturale per facilitare l’adattamento e l’innovazione

Eva Messerschmidt, Vicepresidente delle vendite e dei prodotti digitali delle tedesca n-tv, spiega ad esempio come l’emittente si approcci normalmente all’innovazione e alla questione della monetizzazione nel proprio processo di sviluppo digitale: “abbiamo una cosiddetta strategia a due pilastri per il nostro sviluppo digitale. Nel primo pilastro lavoriamo sui nostri prodotti fondamentali, che sono importanti per generare ricavi. L’altro pilastro riguarda più il design per il futuro, l’essere dei pionieri, l’occupare nuove posizioni e il lavorare su nuovi trend, con la speranza che alcuni dei prodotti sviluppati nell’ambito di questo approccio possano eventualmente migrare nel primo pilastro. […] Alcuni progetti hanno successo perché monetizzano bene, altri perché permettono di occupare una certa posizione prima che ci arrivi la concorrenza”.

Innovare per amore dell’innovazione?
Anche se lo sviluppo finanziario è un obiettivo centrale in molti progetti, i benefici indiretti spesso sono visti come parimente importanti, a volte anche di più. Il quotidiano francese Le Monde, ad esempio, ha creato il team Snapchat Discover per distribuire le notizie sull’app di messaggistica amata dai millenials, in primo luogo per raggiungere nuovi lettori. Questa mossa è stata vista però anche come un’opportunità per dimostrare (sia all’interno che all’esterno) che lo storico giornale francese sta sperimentando nuovi formati, sviluppando un approccio giornalistico più visual e, più in generale, tenendosi al passo con un ecosistema mediatico in evoluzione.

I singoli progetti, come quello di Le Monde, possono anche essere usati per promuovere una cultura organizzativa che renda possibile continuare ad adattarsi e a innovarsi. Innovare per amore dell’innovazione può sembrare energia sprecata (e a volte lo è), ma se aiuta i media tradizionali a sviluppare modelli organizzativi più flessibili, allora potrebbe essere proprio ciò di cui essi hanno più bisogno. In uno scenario incerto e in rapida trasformazione, l’adattamento può essere un mezzo per raggiungere un fine, ma anche essere un fine esso stesso.

Articolo tradotto dall’originale inglese da Giulia Quarta. Il Reuters Istitute for the Study of Journalism è partner dell’Ejo nel Regno Unito

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