ProPublica venderà dati

5 marzo 2014 • Digitale • by

ProPublica ha aperto il suo negozio online. Lo shop venderà un solo tipo di beni: dati. Il sito di giornalismo investigativo ha infatti proprio nel data journalism uno dei suoi punti di forza che ne hanno fatto una delle fonti di informazione più apprezzate nello scenario del giornalismo contemporaneo. Pur essendo un’entità non profit finanziata da diverse fondazioni, come altre testate, anche ProPublica è però alla ricerca di nuove fonti di ricavo che possano sostenerne le attività.

Per questa ragione, ProPublica metterà a disposizioni alcuni dei suoi dataset a pagamento, mentre altri, quelli ottenuti tramite Foia o “open” sin dall’origine, saranno invece disponibili gratuitamente, nel medesimo store online. Con questa scelta, il sito vuole tener fede alla sua missione di diffondere il giornalismo investigativo – già confermata dall’adozione delle licenze Creative Commons per i suoi articoli – ma, allo stesso tempo, provare una nuova strada nella ricerca di un business model che funzioni.

Presentando la nuova iniziativa, ProPublica ha sottolineato i grandi investimenti in termini di tempo e risorse che molti dei dataset pubblicati dal sito richiedono per essere realizzati. Il nuovo Data Store nasce proprio dall’idea di far valere questi sforzi anche da un punto di vista monetario, generando possibili introiti da un settore, quello del giornalismo investigativo, che tradizionalmente non coincide con la via maestra per la monetizzazione.

Il Presidente di ProPublica, Richard Tofel, ha commentato al Nieman Lab il lancio del Data Store puntando sulla natura divulgativa del progetto, il quale punta principalmente a rendere più facilmente disponibili ai lettori i dati che il sito ottiene, raccoglie e su cui lavora. La parte a pagamento, infatti, sarà minoritaria e, come ha dichiarato proprio il coordinatore di ProPublica, il sito non ha ancora un piano preciso né obiettivi finanziari da raggiungere con la vendita dei suoi dati. “Ci vorrà un po’ di tempo”, ha dichiarato a questo proposito Tofel, “prima di capire se questa sarà una fonte di introiti significativa per noi”.

La natura del progetto è quindi, al momento puramente sperimentale: “ma un modo per capire se esiste un mercato, è provarci“, ha dichiarato sempre al Nieman Lab Scott Klein che, per ProPublica, si occupa della creazione delle app. Al momento, il Data Store di ProPublica offre 11 diversi dataset, 4 dei quali a pagamento. Per questi ultimi, vengono offerti alcuni sample. I prezzi partono dai 200 dollari per i singoli giornalisti ai 10mila per le istituzioni accademiche.

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