Le notifiche push sono morte. Lunga vita alle notifiche push

21 novembre 2017 • Digitale, Più recenti • by

Jason Prine / Flickr CC

Le notifiche inviate a un dispositivo mobile da un’app vanno bene, ma le notifiche senza le app sono ancora meglio. Questo ora è possibile su:

1) Smartphone Android, ma non sugli iPhone;
2) Siti web – in questo caso si parla di “web push”, configurate dal proprio browser (Chrome, Firefox), che possono apparire sull’angolo in alto a destra di un Mac o in basso a destra di un Pc.
3) App di messaggistica istantanea come Facebook Messenger.

Qual è il futuro delle notifiche?
“La messaggistica istantanea è il futuro delle notifiche”, ha detto Jerome Stioui, Ceo della compagnia Accengage, che ha recentemente organizzato il Push Notification Summit a Parigi. E per una buona ragione: il numero degli utenti di app di messaggistica istantanea – quattro miliardi nel mondo – supera già quello degli utenti dei social network. “Fino a pochissimo tempo fa Facebook Messenger era riservato agli scambi fra individui”, ha detto Stioui alla conferenza. Ma dagli inizi del 2016 anche i brand mediatici e non solo hanno potuto utilizzare questo canale per raggiungere i loro pubblici.

Più notifiche e meno email
Un’opportunità piuttosto inaspettata proviene dal fatto che Facebook Messenger sui dispositivi mobile è il canale di comunicazione preferito per i giovani francesi fra i 15 e i 24 anni, mentre più di 14 milioni di persone nel complesso usano l’app di Mark Zucerberg in Francia. A uscire ridimensionate in questo scenario sono invece le email: stando ai dati di Adobe, spendiamo meno tempo di prima con la posta elettronica (in Francia 5,1 ore al giorno contro le 6,5 dello scorso anno).

La “sveglia zombie”
Attivare le notifiche nella messaggistica istantanea e sui browser può produrre migliori risultati in termini di engagement rispetto a rincorrere gli utenti che aprono le applicazioni solo di rado. Un utente su cinque, infatti, apre un’applicazione solo una volta, e circa il 40% la apre invece meno di tre volte, nonostante le notifiche in entrata. Le notifiche inviate a utenti poco attivi sono quindi un futile tentativo di “svegliare degli zombie”, ha detto alla conferenza Thibaut Desjonquères, Mobile Marketing Manager di Air France. Archiviare le notifiche è poi un altro problema: come conservare le notifiche in un luogo dove gli utenti possano consultarle a loro piacimento? “Spesso perdiamo delle notifiche se non ci clicchiamo sopra immediatamente, e non sapremo mai dove andarle a recuperare”, ha detto Desjonquères a Parigi. Da qui la creazione di speciali software di messaggistica su siti web e sul mobile dove è possibile archiviare le notifiche.

Consenso degli utenti: il Sacro Graal
Convincere gli utenti a fare opt-in – ovvero a dare il consenso per ricevere le notifiche – è lo scopo primario dei produttori di app  e per questa ragione sono state largamente testate diverse strategie per ottenere il massimo grado di adesione degli utenti. “Bisogna inviare la richiesta al momento giusto, e quale sia questo momento dipende dalle abitudini di ciascun individuo”, ha spiegato a questo proposito un partecipante al Summit. “Quello che funziona è personalizzare il messaggio col nome dell’utente destinatario”, ha detto un altro. “Anche se qualcuno lo nega, bisogna farsi sentire regolarmente”, ha consigliato infine Rachel Bouvier, di showroomprive.com. Dopo sette giorni che si inviano notifiche senza ottenere alcuna reazione, Showroomprive offre un voucher come ricompensa ai suoi utenti. Stando ai dati 2017 di Accengage, il tasso medio di opt-in sulle applicazioni in Francia è del 42% sui dispositivi Apple, del 100% su Android, dove il consenso è dato in automatico, del 16% sul web e del 35% su Facebook Messenger.

20 milioni di notifiche inviate ogni mese da M6
Una volta ottenuto il consenso dall’utente è poi necessario gestire la “pressione” esercitata su di esso evitando di spedire troppe o troppe poche notifiche, ha detto al Summit Pierre Dubail, Crm manager di M6, un canale televisivo francese privato. “A M6 inviamo 20 milioni di notifiche al mese a 3,9 milioni di utenti (su 18 milioni di iscritti), che hanno aderito tramite il sito 6play, dove la registrazione è obbligatoria per guardare i video”, ha detto Dubail. “Ogni giorno vengono creati quasi 16mila nuovi account da parte di utenti con un’età media di 34 anni, nonostante gli spettatori televisivi abbiano in media 52 anni”, ha aggiunto Dubail, che ha anche ricordato che molti degli utenti di M6 in origine sono arrivati al sito attratti dalla possibilità di rivedere una serie di successo del canale, “Love is in the Meadow”. Tuttavia, una volta terminato il programma, è difficile farli tornare. “Stiamo cercando di coinvolgerli nuovamente proprio tramite le notifiche”, ha detto.

Gli ingredienti di una buona notifica
Notifiche, ok, ma quali? Come scriverle? Secondo Thibaut Desjonquères di Air France la ricetta della notifica perfetta è la seguente per tutti i settori, media inclusi:

1) Uno slogan accattivante
2) Un testo personalizzato, preferibilmente col nome di battesimo dell’utente
3) Poche parole in MAIUSCOLO
4) Emoticon, Facebook Messanger ne ha di nuove
5) Una scadenza, un conto alla rovescia – questo viene definito “marketing stress” – per esempio “ti restano poche ore per vedere questo programma”

Tuttavia, non è così semplice servire questa ricetta a tutti i pasti. In comunicazione di rado gli slogan sono accattivanti e le emoticon non si prestano certo a tutte le posizioni editoriali.

Articolo pubblicato originariamente su Medium e disponibile anche in inglese. Traduzione a cura di Giulia Quarta.

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