Quale spazio per il testo nel futuro dell’informazione?

31 agosto 2010 • Digitale • by

Audio, video, immagini… Come il Web ha metabolizzato la componente multimediale e ridimensionato/trasformato il valore della parola scritta

Nel susseguirsi dell’evoluzione tecnologica a supporto dell’informazione, dalla carta stampata alla radio per arrivare poi alla TV, il denominatore comune che ha contraddistinto il cambiamento è stato la predilezione della comunicazione orale al posto di quella scritta. Non secondario, come elemento di trasformazione, è stato il fattore tempo. Video e audio garantiscono immediatezza di linguaggio e consentono ai fruitori del contenuto di vivere l’informazione in modo passivo, ascolto, vedo ….in contrapposizione alla lettura che implica un coinvolgimento più attivo.

L’avvento del Web sembrerebbe avere contraddetto la specificità di questa trasformazione. La componente testuale ne è stata la dimensione privilegiata, quanto meno sino a questo momento,. Nel cambiamento del paradigma mediatico, la carta stampata ha trovato una sua naturale collocazione e per gran parte dei gruppi editoriali il Web è sembrato poter essere il contenitore su cui traslare la parola scritta, complementare o alternativo al giornale tradizionale.

In questa prima fase di affermazione di Internet è stato il fattore tempo a condizionare la natura dell’informazione online e quest’ultima risulta apprezzata soprattutto perchè in grado di garantire immediatezza e rapidità di informazione. La notizia, breve, sintetica di rapido consumo, è il prodotto che più si è adattato al modello di fruizione che sottintende Internet. Twitter, comunicazione a 160 caratteri, ne è l’estrema testimonianza: capacità di trasferire conoscenze in uno spazio testuale minimo utilizzando una forma di linguaggio del tutto nuovo, la limitazione dello spazio di scrittura presuppone infatti l’invenzione di una modalità di comunicazione contratta e codificata.

Tuttavia, al contrario delle precedenti tecnologie che l’hanno preceduto, il Web rappresenta un’eccezione: è una tecnologia convergente, in grado di far convivere più elementi: non solo testo (carta stampata), non solo audio (radio), non solo video (TV), ma tutti questi elementi insieme. Se fino a questo momento l’elemento prevalente che ha accompagnato la nascita del giornalismo online è stata la parola scritta, tutto ciò è avvenuto perché il prodotto-informazione carta stampata non aveva la capacità di adattarsi pienamente alle opportunità della nuova piattaforma tecnologica.

In questa fase, grazie anche alla continua evoluzione di Internet, in grado di ospitare e trasferire quantità e dimensioni digitali sempre più elevate, la comunicazione audio-video tende ad acquisire una dimensione crescente e mette in discussione il ruolo della parola scritta. Il contenuto trasferito su rete sarà quindi caratterizzato da componenti multimediali e il testo ne costituirà uno dei tanti ingredienti; quest’utlimo sarà inevitabilmente utilizzato in modo diverso dal passato, adattandosi alle modalità di acquisizione e fruizione espresse dai nuovi consumatori digitali. A questo riguardo l’ultima copertina di Wired Magazine, The Web is dead. Long Live the Internet, propone un’interessante riflessione sui cambiamenti in atto ovvero una sempre più forte diversificazione dell’accesso all’informazione e ai contenuti, dove la modalità che presuppone la navigazione via browser tende a lasciare uno spazio crescente a una propagazione delle informazioni attraverso specifiche e personali applicazioni internet e dove la componente video tende ad acquisire un peso via via più significativo.

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