Tutta la tecnologia che influenzerà le news nel 2016

12 gennaio 2016 • Digitale • by

The People Speak! / Flickr CC

The People Speak! / Flickr CC

Robot-giornalisti, la battaglia tra editori e pubblicitari attorno agli adblocker, smartphone che si piegano e social media pensati ad hoc per il posto di lavoro; il Reuters Insitute for the Study of Screen-Shot-2016-01-12-at-071Journalism (Risj) ha lanciato il suo nuovo Digital News Project con un set di previsioni sulla tecnologia che avrà un impatto sul mercato del giornalismo nell’anno appena iniziato.

Journalism, Media and Technology Predictions 2016 dà un’occhiata alla tecnologia che con ogni probabilità emergerà nelle redazioni quest’anno ed è stato realizzato da Nic Newman, research associate del Risj. Il report è fondato sui risultati di un sondaggio condotto con 130 “digital leader” in 25 paesi, strutturato per identificare e misurare le sfide tecnologiche che si presenteranno all’orizzonte nei prossimi 12 mesi e le conseguenti opportunità.

“Le organizzazioni mediatiche entrano nel 2016 preoccupandosi per i loro ricavi digitali in un settore che è sempre più influenzato dagli adblocker e dalla crescita dei contenuti distribuiti. Allo stesso tempo, le redazioni sanno di dover tenere un occhio aperto sulla crescita del video, sullo storytelling immersivo e la realtà virtuale”, dichiara Newman riassumendo gli argomenti che sono al centro del nuovo report. Eccoli.

Video: verticali, immersivi, mobile e social
Il 78% delle persone intervistate nel report sostiene che investirebbe di più nel video nel 2016. Una crescita esponenziale nel consumo dei video su Internet è infatti destinata a manifestarsi nei prossimi anni, grazie alle connessioni broadband sempre più veloci e al consumo di Internet in mobilità. Secondo Newman, le direttrici di sviluppo del video nel giornalismo saranno le seguenti:

  • I video verticali saranno sempre più presenti
  • Storytelling immersivo, a 360 gradi e copertura video delle breaking news
  • Nuovi esperimenti con la realtà virtuale in occasione delle Olimpiadi e delle elezioni Usa
  • Anche gli editori tradizionali si interesseranno a contenuti video innovativi come quelli realizzati da NowThis e Vocativ

Mobile: contenuti “at a glance”, cellulari che si piegano e assistenti personali
Gli smartphone raggiungeranno circa l’80% della popolazione mondiale entro il 2020. Newman prevede che useremo presto la tecnologia touch 3D su smartphone resistenti all’acqua e “piegabili”, come ve ne sono già diversi sul mercato. Le ricariche wireless, inoltre, saranno sempre più diffuse e la crescente disponibilità di dati da consumare ed energia apriranno altre nuove opportunità, come:

  • L’adozione di massa di assistenti personali, come ha fatto Facebook con il progetto M
  • Pagamenti in mobilità e mobile commerce
  • Crescita delle notifiche push
  • Crescita ulteriore, per quanto lenta, della diffusione della tecnologia indossabile e dei contenuti pensati per essere consumati “in un’occhiata” su questi dispositivi

Pubblicità online – ad-apocalypse?
Circa il 20% degli utenti utilizza già un software di adblocking, ma la diatriba è ancora all’inizio. Secondo Newman, infatti:

  • L’adblocking si estenderà ulteriormente alle piattaforme mobile nel 2016
  • Sarà guerra perché gli editori cercheranno di incoraggiare i lettori a non usare questi software (lo fanno già)
  • I pubblicitari cercheranno protezioni legali
  • Facebook, Google e Apple non verranno intoccati
  • Ci sarà più pubblicità nei video, dove è molto più difficile bloccarla
  • Contenuti pubblicitari di maggiore qualità verranno lanciati per accaparrarsi comunque l’attenzione delle audience

Altri trend da tenere in considerazione

  • Ancora più disruption per la televisione, perché un web sempre più incentrato sul video metterà ulteriore pressioni sui broadcaster
  • Crescita del podcasting. Anche Obama è entrato in questo settore lo scorso anno e i dati economici sono positivi
  • La sempre maggiore rilevanza dei social media, delle app di messaggistica,  dei contenuti “longform” per i social, oltre che dei servizi dentro le app e delle breaking news fornite in questo modo.
  • Più digital security
  • Utilizzo maggiore di applicazioni social pensate per il lavoro, come Slack o Facebook at Work

Implicazioni economiche per gli editori
Le aspettative economiche restano ambivalenti anche per il 2016. Gli editori senza solide basi di introiti digitali e che si sono affidati fin qui alla pubblicità online si dicono generalmente più preoccupati per i loro incassi, rispetto allo scorso anno (22%), ma altri, che hanno invece contenuti a pagamento e business model misti sono complessivamente meno preoccupati (20%) o lo sono allo stesso modo (50%) rispetto allo scorso anno. Ma cosa devono aspettarsi gli editori dal nuovo anno?

Il Digital News Project
Il Digital News Project esamina gli sviluppi cross-nazionali nel giornalismo e nei media, combinando l’annuale Digital News Report con un range di altre pubblicazioni che guardano all’innovazione nel giornalismo e alle strategie mediatiche in tutto il mondo. Rasmus Kleis Nielsen, Director of Research del Risj lo definisce in questo modo: “sappiamo per certo che alcuni trend tecnologici hanno diverse implicazioni in diversi paesi. Il Digital News Project punta a comprendere meglio queste differenze e ad aiutare i giornalisti e i decision maker del settore mediatico a navigare in un ambiente che cambia molto in fretta”.

Articolo tradotto dall’originale inglese

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