Times e Sunday Times a pagamento da giugno

30 marzo 2010 • Digitale • by

Storica decisione per i giornali online britannici di News Corporation. Il Times sperimenta la concreta  fattibilità dell’introduzione di un modello a pagamento per un giornale a contenuto generalista

Rupert Murdoch, presidente di News Corp., ha dichiarato ufficialmente che da giugno entrerà in funzione il sistema di pagamento per l’accesso alle notizie online del quotidiano britannico The Times. L’accesso sarà di una sterlina al giorno o due sterline a settimana e garantirà anche l’accesso al Sunday Times, la versione domenicale del giornale che ha un proprio sito separato. Agli abbonati al giornale cartaceo sarà invece garantito libero accesso.

Le considerazioni che hanno portato alla storica decisione, per quanto semplici, la pubblicità da sola  non può garantire la sostenibilità economica del giornale, dovranno ora misurarsi con la concreta  fattibilità del modello a pagamento per un giornale a contenuto generalista. Da un punto di vista esclusivamente imprenditoriale il rischio è diminuire il numero di lettori e conseguentemente capacità di attrazione nei confronti degli investitori pubblicitari; da un punto di vista giornalistico, come sostiene Alan Rusbridger, editor del Guardian,  la negazione di un accesso libero è in contraddizione con l’idea stessa di giornalismo. La costruzione di un futuro digitale – secondo Rusbridger – è intrinsecamente dipendente dalle dinamiche che possono attuarsi in un contesto libero da ogni vincolo o restrizioni.

Marco Pratellesi, responsabile di Corriere.it, considera che la decisione di Murdoch possa esporre il Times a un indebolimento rispetto alla concorrennza di altri giornali britannici: “l’esperimento si colloca in un contesto nazionale particolarmente difficile, dice Pratellesi. In Gran Bretagna ci sono due siti di informazione molo forti, quello della Bbc e quello del Guardian. Entrambi hanno più volte ribadito di non avere alcuna intenzione di far pagare i propri lettori. La Bbc perché in quanto rete pubblica è già sostenuta dal canone pagato dai telespettatori, il Guardian per una precisa scelta editoriale sostenuta dal suo direttore Alain Rusbridger”. Il rischio, è quindi quello di perdere lettori a favore della concorrenza.

James Harding editor del Times non nasconde che esista una seria possibilità di perdere un certo numero di lettori. “Verranno persi quelli che non sono i lettori regolari, ma la nostra volontà è riuscire a stabilire ed estendere un rapporto privilegiato con i lettori più fedeli”. Il Times e il Sunday Times hanno complessivamente circa 20 milioni di visitatori al mese mentre le versione cartacee, secondo quanto affermato da Times Online, hanno rispettivamente 1,7 milioni e 3,2 milioni di lettori. Per James Harding l’introduzione del paywall ha un significato molto preciso: affermare che il giornalismo ha un valore cui deve necessariamente corrispondere un riconoscimento da parte del pubblico ed è l’unico modo per garantire un modello economico sostenibile di giornalismo di qualità.

L’esperimento che verrà a  breve avviato dal Times costituirà un banco di prova decisivo sulla validità e fattibilità dell’accesso a pagamento. Sicuramente utile per mettere a confronto due diverse visioni del giornalismo online. Pone inoltre una questione della massima importanza su cui tutti devono riflettere: in questo momento il problema dei giornali che hanno consolidato la propria presenza su internet non è incrementare il numero di accessi, ma migliorare il tempo di lettura medio dei visitatori così come il numero di pagine accedute. Il fatto di avere accessi che si risolvono in una manciata di minuti al mese di permanenza sul sito ha poco o nulla valore in termini pubblicitari. Con gli attuali numeri raggiunti dai siti dei giornali online – come afferma Ken Doctor del Poynter Institute – un moderato aumento o decremento del traffico non causerebbe alcuna conseguenza a livello di investimenti pubblicitari.

In altre parole significa mettere in discussione l’idea che un altissimo numero di visitatori online possa essere comunque e sempre il dato su cui valutare il valore del giornale. La decisione di Murdoch afferma implicitamente che buona parte dei lettori dei webpaper non hanno alcun valore, sono lettori fantasma che intercettano le notizie prevalentemente attraverso motori di ricerca e generano tempi di permanenza e lettura sul sito di pochissimi minuti al mese. Inutile e controproducente immaginare di rincorrere all’infinito un numero di lettori sempre più ampio, occorre valorizzare e consolidare il rapporto con il pubblico realmente interessato a quanto propone il giornale nella sua versione online, dove l’elemento di differenziazione rispetto alla concorrenza diventa il fattore decisivo.

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