TV-Web, come cambiano le abitudini dei consumatori

15 novembre 2011 • Digitale • by

Fonti di informazione e modalità di consumo delle notizie. La ricerca condotta in UK da Lightspeed Research mette in evidenza come le abitudini del pubblico stiano profondamente cambiando riservando ai canali digitali e online una sempre più accentuata importanza. Nonostante la televisione continui a essere il mezzo di informazione dominante aumenta progressivamente la rilevanza della componente digitale, soprattutto nella fascia di età compresa tra i 18 e i 34 anni. In questo segmento di utenza la TV è fonte di informazione per il 69% dei consumatori, i giornali online per il 52%, la radio per il 43%. I giornali tradizionali cartacei sono invece letti solo da un 27%, una percentuale inferiore rispetto a quanto accreditato a Facebook, che si rivela essere un canale informativo in significativa espansione, utilizzato da un 30% del pubblico più giovane.

La piramide informativa, pur con valori percentuali variabili, risulta pressoché identica tra coloro che presentano un profilo anagrafico più avanzato. In altre parole con l’aumentare dell’età, la gerarchia delle fonti di informazione rimane pressoché identica. Ciò significa che, pur in presenza di una maggiore penetrazione delle tecnologie digitali tra il pubblico più giovane, il fenomeno risulta generalizzato.

Ancora più significativi appaiono i dati relativi a quella che gli utenti considerano la fonte di informazione più importante. Su questo aspetto nulla di nuovo, è sempre la TV ad avere un ruolo da protagonista, ma le percentuali sono molto diluite attraverso le diverse piattaforme. Preoccupante la situazione della carta stampata. Mentre radio e siti di informazione online ottengono un posizionamento di tutto rispetto, si evidenzia una debolezza intrinseca del prodotto tradizionale cartaceo, considerato la fonte informativa più importante da una percentuale che varia dal 5% al 14% a seconda dell’età di riferimento.

Nella fascia compresa tra i 18 e i 34 anni, quella più importante per comprendere possibili sviluppi futuri, la TV tende peraltro a essere un mezzo primario di informazione per una percentuale, 38%, di gran lunga inferiore a quella espressa dalle persone più adulte (53%). Per la popolazione più giovane la dimensione dell’informazione online non presenta un divario incolmabile rispetto alla TV, 29% contro 38%. Una realtà che lascia presupporre che nel corso dei prossimi anni, e con l’avvento di nuove generazioni native digitali, la componente online possa diventare a breve la fonte di informazione priamria e ribaltare il ruolo sinora interpretato dalla televisione.

Particolare altrettanto importante viene fornito dai dati relativi alla complementarietà delle risorse informative online. Più o meno in tutte le fasce di età si evidenzia come le notizie apprese dalla TV siano poi notizie che vengono ricercate online per riuscire a ottenere una più completa informazione. Più del 70% del campione intervistato da Lightspeed dichiara, infatti, di avere utilizzato la piattaforma online per trovare informazioni relative alle notizie trasmesse in TV.

In sintesi si può affermare che quanto emerge dalla ricerca confermi innanzitutto la complementarietà dei diversi messi di informazione: nessuno afferma di avere un consumo verticale che privilegia un unico media. Last but not least: social networking e canali online diventano progressivamente il complemento informativo più utilizzato nel segmento di utenza più giovane.

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