Perché aggiungiamo i tweet ai preferiti

2 luglio 2014 • Digitale, Ricerca sui media • by

Twitter è una piattaforma centrale nella diffusione e nello scambio dell’informazione e uno strumento significativo per il giornalismo, ma ancora poca ricerca è stata fatta su una delle sue funzioni più utilizzate e sulle ripercussioni per le news: l’aggiunta ai preferiti dei tweet. I ricercatori Florian Meier, David Elsweiler (entrambi dell’Università di Regensburg) e Max Wilson (Università di Nottingham) hanno studiato le motivazioni degli utenti del social media quando usano questa funzione.

L’opzione è apparsa per la prima volta su Twitter nel novembre del 2006 e da allora gli utenti possono aggiungere ai propri preferiti alcuni specifici tweet cliccando su una piccola icona a forma di stella. Di conseguenza, questi cinguettii selezionati vanno a finire in una timeline separata per essere raggiungibili più facilmente sia dal proprietario del profilo che dai suoi follower. Meier, Elsweiler e Wilson, nella loro ricerca, mostrano come questa funzione sia diventata progressivamente più popolare: nel maggio 2013, la stelletta è stata cliccata complessivamente 1,6 miliardi di volte, quattro volte di più rispetto all’anno precedente.

La ricerca ha analizzato 606 utenti di Twitter per esplorare i fattori che motivano le persone a svolgere questa attività digitale. Il campione rappresenta una popolazione di persone con una formazione forte, il 51,9% dei quali ha ottenuto una laurea triennale. La maggior parte dei partecipanti (il 74,8%), inoltre, sono utenti di Twitter da molto tempo. Circa il 65% dei partecipanti ha dichiarato di essere a conoscenza del bottone per aggiungere i tweet ai preferiti e, tra questi, il 73,5% lo ha usato almeno una volta. Ai partecipanti è stata posta una serie di domande sulla frequenza con la quale hanno usato la funzione e le motivazioni seguite nel r farlo. I risultati hanno mostrato un sorprendente range di motivazioni eterogenee: gli autori ne hanno infatti individuate ben 25 diverse, suddivise in tre macrogruppi distinti:

1) Come risposta/reazione al contenuto o ai metadati di un tweet: questo comporta che un particolare tweet fornisca informazioni che l’utente vuole diffondere o che l’utente vuole costruire o mantenere una relazione con l’autore del tweet in oggetto, il quale può essere un amico, una celebrità o una persona con cui iniziare una conversazione; 2) Per svolgere specifiche attività di bookmarking, comunicazione non-verbale o competizione: in questo gruppo, l’aggiunta ai preferiti è percepita come molto simile alla pratica del retweet; 3) Per motivi accidentali.

L’apprezzamento è una delle motivazioni più popolari alla base dell’aggiunta ai preferiti di un tweet, ed è comparsa in 206 casi del totale: molte persone, infatti, associano il bottone a stella di Twitter con il “Like” di “Facebook”. Solo 58 partecipanti collegano invece questa pratica al riconoscimento di un valore informazionale dei tweet: gli utenti sembrano agire quando il contenuto specifico appare come significativo e rilevante per i loro interessi. L’identità dell’autore del tweet è un altro fattore importante nell’incoraggiare l’aggiunta ai preferiti. 31 partecipanti hanno dichiarato di cliccare sul bottone a stella se il mittente del tweet è una persona conosciuta o una celebrità che stimano o sostengono. Per 49 altri, invece, la pratica viene svolta per ragioni di ego, principalmente perché il tweet in oggetto viene considerato “importante” e “rilevante”. 40 partecipanti hanno invece detto di aver usato questa funzione per motivi emotivi o perché il tweet era stato considerato “inspiring”.

Aggiungere ai preferiti come pratica di bookmarking è un’altra categoria molto ricorrente, segnalata da 75 partecipanti. In questo senso, l’aggiunta ai preferiti avviene per “leggere, mostrare, vedere, cercare o ritrovare dell’informazione”. In 40 casi, invece, la pratica è stata considerata un mezzo di comunicazione non-verbale per esprimere approvazione, accordo, partecipazione, consapevolezza e più genericamente supporto per la causa o la persona in oggetto. Alcuni utenti, invece – 13 nello specifico – hanno segnalato di aggiungere ai preferiti dei tweet per partecipare a competizioni a premi. Infine, in 9 casi, la pratica avverrebbe senza particolari motivazioni o per sbaglio: alcuni utenti hanno anche riferito di aggiungere ai preferiti tutti i tweet che appaiono nella loro timeline, come per segnare le mail in entrata tra quelle già lette.

Molti utenti hanno anche sottolineato come questa funzionalità si differenzi da quella del retweet, in particolare alla luce della privacy. Retweettare un messaggio, infatti, comporta sempre che questo venga ripostato sulla propria timeline e diventi visualizzabile da tutti. Questo impone di conseguenza non solo l’approvazione dell’informazione contenuta, ma anche il riconoscimento di un valore aggiuntivo, che merita di essere comunicato ai propri follower. Secondo i partecipanti allo studio, l’aggiunta ai preferiti è  al contrario una pratica più privata di approvazione, anche perché risalire a un tweet aggiunto in precedenza ai preferiti richiede anche degli sforzi ulteriori. Di conseguenza, si potrebbe anche considerare questa attività come una forma non-verbale di comunicazione interpresonale, mentre il retweet assume più i toni di una forma di comunicazione verso molti.

Florian Meier, David Elsweiler, and Max L. Wilson (2014) More than liking and bookmarking? Towards understanding Twitter favouriting behavior. The study is published by Association for the Advancement of Artificial Intelligence.

Articolo tradotto dall’originale inglese

Photo credit: Garrett Heath / Flickr Cc

 

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