Vivere di giornalismo nell’era della nuova informazione

23 gennaio 2011 • Digitale • by

La crisi della carta stampata e la fragilità dei modelli di business online portano necessariamente con sé l’inevitabile conseguenza di una tendenziale riduzione della remunerazione del giornalista. Un’affermazione sicuramente vera su scala globale. Se analizzassimo il numero complessivo di persone che contribuiscono ad alimentare l’ecosistema delle notizie attraverso i mezzi che internet mette oggi a disposizione ci troveremmo di fronte a un esercito di uomini e donne che vivono ai limiti della sussistenza. Ma questo è l’effetto della globalizzazione dell’industria dell’informazione che ha permesso di individuare nuove opportunità e creare un’offerta di gran lunga superiore a quella espressa nel passato dal giornalismo tradizionale.

Nel mondo della nuova informazione – o pseudo informazione, quanto meno tale rispetto agli standard del passato, – c’è spazio per tutti e per nessuno. Un compenso in grado di garantire l’esistenza quotidiana di un individuo che vuole essere parte di questo universo mediatico è in media insufficiente a garantire una sostenibilità economica del singolo. Per alcuni, molti, è una vita da precari, ma per tanti altri che vivono di riflesso la professione giornalistica è un’opportunità. Stiamo parlando di tutte quelle persone che, per esempio, gravitano attorno a blog che trattano argomenti specializzati e forniscono contributi in termini di opinioni e analisi esercitando al contempo un’altra professione. E’ quanto per esempio si riscontra in giornali online costruiti con una efficace formula di contributi esterni, come per esempio Seeking Alpha, foglio finanziario online di successo che vanta circa 45 milioni di pageviews per mese, che ha istituito per i propri collaboratori una forma di pagamento equivalente a 10 dollari per ogni mille pageviews.

Secondo le stime più accreditate, in conseguenza di questa regola, i contributors di maggior successo, riescono a ottenere circa 50 mila pageviews per mese e un comepnso di 500 dollari a mese. Per tanti la collaborazione a blog professionali non è un impegno full time. E’ il caso di Felix Salomon, finance blogger di Reuters e blogger di Seeking Alpha. Per molti significa avere l’opportunità di apparire e fare leva sulla notorietà acquisita per allargare il proprio business professionale, che nel caso in questione, può spesso essere quello di analista o consulente finanziario. Nella comunicazione online, così come si è andata strutturando in questo ultimo decennio, molto spesso contano sempre più le conoscenze, le skill professionali, meno le capacità giornalistiche. Proprio per questo nella poliedrica produzione di informazione si è affermato oggi una sorta di pseudo giornalismo fondato prevalentemente sulla trasmissione di conoscenza.

Esiste poi un altro fenomeno che non va sottovalutato. A mano a mano che nuove iniziative online iniziano a conseguire i primi profitti e raggiungere una sostenibilità economica si creano le condizioni per trasferire risorse dalla carta stampata all’online. E’ il caso dell’Huffington Post e del Daily Beast che nell’ultimo anno hanno reclutato famosi giornalisti della carta stampata offrendo loro remunerazioni di primo livello con cifre che, secondo indiscrezioni, viaggiano dai 300 mila ai 600 mila dollari l’anno.

Scrive Henry Blodget su Business Insider, “.. si è forse esagerato sulla morte del giornalismo e dei giornalisti. Grazie alle conoscenze e alle abilità richieste dai media online e dalla crescente competizione, stiamo entrando in una nuova età d’oro del giornalismo nella quale i professionisti di maggior talento possono ottenere ancora più successo di quanto avuto in passato sulla carta stampata. L’editoria online – prosegue Blodget – è un’integrazione tra il giornalismo della carta stampata e quello del broadcasting, dove esiste sempre più spazio per editorialisti, commentatori nello stesso stile appartenuto finora alla Tv e alla radio” Certo, è quanto succede negli Stati Uniti, ma è solo questione di tempo perché analoghi effetti si riproducano rapidamente in tutti quei paesi dove l’informazione online diventa progressivamente il luogo dove le abilità richieste riassumono le competenze una volta disperse su più media.

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