Giornali Usa, continua la fase recessiva

6 dicembre 2010 • Economia dei media • by

Negli Stati Uniti i giornali sono l’unico media che non è ancora uscito dalla fase recessiva. Mentre televisione, radio e internet hanno dato segnali di ripresa, azzerando la decrescita accumulata negli ultimi anni, i quotidiani continuano a perdere: nel terzo trimestre del 2010 il fatturato è stato inferiore del 5,4% rispetto al periodo precedente. Una tendenza al ribasso che continua a persistere da ben 17 trimestri. A fine settembre il valore dei ricavi pubblicitari totalizzato dai quotidiani è stato di 6,1 miliardi dollari di cui 690 generati dalla componente online, l’unica che ha realizzato una crescita positiva, tuttavia non sufficiente a invertire la tendenza di fondo.

Per capire lo stato di crisi basti pensare che nello stesso trimestre del 2005 i valori erano quasi doppi ed equivalenti a 12 miliardi di dollari. In cinque anni i ricavi si sono quindi dimezzati. E ciò che più preoccupa è che la tendenza negativa continua a manifestarsi nel momento in cui i media concorrenti iniziano a presentare segnali di ripresa. I giornali siano essi di carta o su web attraggono una percentuale pubblicitaria sempre più debole rispetto agli altri media.

Nel grafico pubblicato da Alan Mutter, relativo ai primi due trimestri del 2010, grafico che sintetizza le performance pubblicitarie di giornali, internet, radio, televisione e riviste si nota che televisione e internet sono riusciti a incrementare i ricavi in percentuali superiori al 10% e, per quanto inferiori, risultano positivi anche i valori registrati da radio e riviste mentre per i giornali continua a perdurare il momento negativo.

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