Google, possibile limitare l’accesso alle notizie. Ma a chi giova?

2 dicembre 2009 • Digitale, Economia dei media • by

Osservatorio europeo di giornalismo, 02.12.2009

Google permetterà agli editori di imporre un limite al numero di articoli cui i lettori possono accedere tramite il motore di ricerca Google  e l’aggregatore di notizie Google News. Se gli editori lo vorranno potranno limitare la lettura gratuita a un massimo di 5 articoli al giorno per singolo utente.

E’ un primo segnale di apertura nei confronti di coloro,  Murdoch innanzitutto, che criticano aspramente il motore di ricerca per trarre vantaggio dall’operazione di intermediazione dell’informazione, senza prevedere nessuna formula di compensazione economica agli autori che creano le notizie. Il presidente di News Corp., lo ha ribadito nel corso della due giorni sullo stato del giornalismo organizzato dalla Federal Trade Commission: “Le società che producono notizie devono farsi pagare perché il buon giornalismo è una materia prima costosa”.

La limitazione di accesso alla lettura degli articoli che potrà essere attivata dagli editori è in grado di modificare realmente qualcosa? Non più di tanto, per il semplice fatto  che per gli editori è indispensabile potere contare sul traffico generato da motori di ricerca e aggregatori; la limitazione non modifica alcunché,  a meno che non sia accompagnata da una strategia di una formula di accesso a pagamento.  Può essere funzionale a News Corp. che si è detta intenzionata ad esportare il sistema WSJ ad altre testate del Gruppo.

Ma l’obiettivo vero di Murdoch, e di coloro che criticano il modello attuale, è avere un riconoscimento economico dal traffico generato dagli intermediari dell’accesso all’informazione su internet. Imporre un limite può avere significato soltanto se l’editore è deciso a imporre un pagamento per l’accesso alle proprie fonti di informazione: ti lascio la libertà di accedere fino a un massimo di 5 articoli al giorno, dopo di che se vuoi leggere altro devi pagare.

Per quanto possa apparire strano, la disponibilità di Google nel rendere possibile un limite al numero di articoli accessibili via internet, mette gli editori con le spalle al muro: se volete potete limitare il traffico, ma per trarre beneficio da questa possbilità dovete avere il coraggio di decidere se volete o meno metter in atto un sistema di pagamento.

Quanto sono in questo momento le aziende favorevoli a una soluzione di questo tipo? Murdoch ha dichiarato di volere estendere il modello WSJ ad altri giornali del Gruppo nel corso del 2010, chi altro? E’ di questi giorni la notizia della  Jonhnston Press, proprietaria di giornali a diffusione locale in Gran Bretagna, la quale ha deciso di sperimentare una formula a pagamento pari a 5 sterline a trimestre per accedere gratuitamente ai contenuti online. Tra i giornali che sperimenteranno questa soluzione Worksop Guardian, Ripley & Hanor News, Whitby Gazette, Northumberland Gazette.

Nel panorama dell’informazione italiana nessuno vuole imporre un muro di sbarramento e probailmente nessuno approfietterà della nuova dpossibilità di limitazione di accesso prevista da Google, sarebbe controproducente e inefficiente.

 

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