Sempre più media, sempre meno giornalismo locale

19 giugno 2015 • Economia dei media, Più recenti • by

Andreas Metz / Flickr CC

Andreas Metz / Flickr CC

Il giornalismo locale non è un argomento molto sexy quando si parla di media, ma è molto importante e meriterebbe più considerazione nelle discussioni sul futuro del giornalismo. La maggior parte della nostra attenzione, infatti, è ancora focalizzata sulle notizie nazionali e internazionali, ma, in realtà, gran parte dei news media sono aziende locali e l’avvento del digitale ha influenzato il giornalismo locale tanto profondamente quanto quello con focus più ampio.

Nelle democrazie a reddito alto è possibile distinguere almeno tre trend: primo, i media locali stanno perdendo la battaglia per l’attenzione degli utenti; secondo, stanno perdendo anche il potere di mercato che avevano nella pubblicità locale; terzo, non è chiaro se i media digitali avranno i mezzi per offrire una quantità significativa di giornalismo locale. Molte persone, infatti, hanno accesso a sempre più media di diverso tipo, ma progressivamente meno al giornalismo locale.

Tutti noi viviamo le nostre vite su un piano locale, o almeno in parte. Partecipiamo alla vita della comunità locale, i nostri figli frequentano scuole locali, votiamo nelle elezioni locali, tifiamo squadre locali e facciamo acquisti in negozi locali. Il business dell’informazione ha per tradizione riflesso questa realtà: ci interessavamo della nostra comunità, cercando notizie sui media locali e le autorità e le imprese che erano interessate a raggiungerci compravano a loro volta gli spazi pubblicitari dei media locali.

I giornali locali avevano un mercato di nicchia redditizio
C’era, inoltre, una certa sovrapposizione tra la vita locale e i mercati mediatici locali. In questo, i giornali trovavano una nicchia redditizia che permetteva loro di creare opportunità di business vantaggiose e di investire nel giornalismo che si interessasse alla vita pubblica delle comunità locali. Questa sovrapposizione tra vita locale e mercati dei media sosteneva le testate giornalistiche locali e regionali che, in molti paesi, rappresentavano anche la maggioranza della forza lavoro giornalistica. Questa sovrapposizione tra il modo in cui viviamo e quello in cui operano i mercati mediatici, ora, sta scomparendo un po’ alla volta e con essa una parte considerevole della base fondamentale per gli investimenti nel giornalismo locale da parte dei media stessi.

Ogni sondaggio fatto in questo ambito suggerisce come la maggior parte di noi ancora si interessi di questioni locali, ma nella pratica, confrontati con una lotta sempre più intensa per la nostra attenzione in un ambiente mediatico sempre più digitale e convergente, i media locali stanno cedendo il posto a questioni che forse ci interessano di più, come le notizie nazionali, internazionali o altre forme di contenuto come l’intrattenimento o i post di amici e conoscenti sui social media.

L’audience per le notizie locali si assottiglia e cambia
Questo processo significa anche che l’audience per le notizie locali si sta consumando progressivamente, deviando sempre di più verso le fasce più anziane della popolazione. Ci sono chiaramente differenze da paese a paese, ma complessivamente si può dire che i media storici perdono pubblico sulle loro piattaforme analogiche, ma ne acquisiscono di nuovi su quelle digitali. I media locali, al contrario, in molti casi, raggiungono meno persone online che offline. In generale, uno studio statunitense suggerisce che media locali contano meno dell’1% di tutte le visite complessive a pagine Internet nel relativo mercato, cosa che rappresenta un problema per tutte quelle testate che si sostengono con la pubblicità, come la radio e la televisione, ma anche per quelle mantenute grazie ad abbonamenti o vendite, come è per i giornali.

Per rendere le cose ancora più difficili, il legame tra contenuto locale e pubblicità si è rotto nei media digitali con la crescente capacità di aziende Google e Facebook, ad esempio, di offrire servizi geolocalizzati. I media locali, in passato, avevano un considerevole potere di monopolio nelle loro trattative con gli inserzionisti locali (come si poteva raggiungere le persone della regione altrimenti?), ma ora non è più così. A questo proposito, un executive della pubblicità ha dichiarato recentemente in un Special Report di The Economist: “il locale non ha più valore. Chiunque può vendere a livello locale”. Anche questo aspetto è diverso rispetto ai media nazionali e internazionali, dato che le loro comunità d’interesse possono ancora essere redditizie se i fattori demografici o i gusti sono rilevanti per gli inserzionisti e possono essere raggiunti in maniera tale da generare introiti significativi anche se il tasso di pubblicità è basso. È molto più difficile generare introiti in scala basandosi su comunità locali.

Questi due sviluppi, la diminuzione della nostra attenzione per i contenuti locali (e quindi della nostra disponibilità a spendere soldi) e la perdita di controllo da parte dei media locali sul quasi-monopolio della pubblicità locale, rappresentano una sfida esistenziale per i media locali come aziende, siano essi di stampa, broadcast o digitali. Le notizie locali sono ancora complessivamente redditizie, ma quasi sempre grazie agli introiti di media storici che si stanno rapidamente logorando. Dato che lettori, spettatori e ascoltatori analogici si stanno letteralmente estinguendo e i “nativi digitali” rappresenteranno la maggioranza, da dove arriveranno i soldi in futuro?

Giornali e broadcaster non sono comunque gli unici ad aver faticato a trovare un modello di business sostenibile per le notizie locali in un ambiente mediatico in crescente competizione. Siti di news locali, inclusi quelli sostenuti da alcuni dei media più grandi e di più grande successo e data-driven, hanno faticato a loro volta, come illustrato dai problemi incontrati da Sidewalk.com (un progetto di Microsoft), Everyblock (originariamente finanziato da un Knight Foundation Grant, poi acquisito e chiuso da Nbc News) e Patch (precedentemente di Aol e ora di proprietà di Hale Global).

Se da un lato è chiaro che diversi media che operano solo online hanno senza dubbio dato il loro contribuito all’ambiente mediatico nazionale e internazionale e che i media digitali ci offrono molte opportunità allettanti, è molto meno chiara la possibilità che i media digitali abbiano davvero arricchito le notizie locali e gli ambienti d’informazione.

51r8HinLMWL._SY344_BO1,204,203,200_C’è domanda di media iperlocali e community-based?
Una possibile eccezione a questo sono i media indipendenti for profit, non profit e iperlocali che potrebbero trovare spazi nelle aree in cui altre forme di giornalismo locale stanno svanendo. In effetti, diverse ricerche suggeriscono che proprio questo svanire è un fattore chiave di motivazione per imprenditori civici e aspiranti businessman del settore delle notizie locali digitali interessati a lanciare nuovi siti a orientamento iperlocale.

Mentre ci sono paesi in cui sono stati lanciati pochissimi siti hyperlocal, come nei paesi scandinavi ad esempio, ci sono segni incoraggianti che essi stiano facendo un buon lavoro in altri contesti. Una recente ricerca statunitense suggerisce, ad esempio, che queste comunità tendono a essere più omogenee e facoltose, mentre siti di questo tipo esistono molto meno e sopravvivono molto più a fatica in aree meno privilegiate. Un esauriente studio sul caso del Regno Unito, ad esempio, ha sottolineato il fatto che se pochi siti iperlocali fanno giornalismo critico o investigativo, essi producono comunque informazioni di valore e includono un’ampia gamma di voci diverse.

I siti hyperlocal, spesso, sembrano avere un legame più forte con la comunità locale di forme più vecchie di media dove la copertura delle notizie spesso era razionalizzata e centralizzata, a tal punto da poter sembrare distante dalle vite quotidiane delle persone. Finora, però, i progetti hyperlocal raramente si sono trasformati in imprese robuste o in organizzazioni non profit capaci di autofinanziarsi a lungo termine, dato che molti siti vengono chiusi solo dopo pochi anni. Persino in casi in cui producono contenuto locale rilevante e aiutano a unire le comunità, è importante tenere a mente che sembra comunque poco probabile che essi riescano a costituire davvero un’audience importante o che abbiano la capacità di offrire un ampio e continuo flusso di notizie locali o che la loro tenacia sia tale da sopportare pressioni (incluse minacce legali) da parte di attori potenti nella comunità locale.

Un’altra possibile eccezione, in questo scenario, sono anche i ben più forti media locali di servizio pubblico. I broadcaster pubblici hanno a lungo offerto stazioni radio locali, televisioni regionale e notizie digitali d’orientamento locale e le aree coperte da questo genere di organizzazioni sono generalmente molto più grandi che quelle coperte da giornali locali e dai siti hyperlcoal. Nel Regno Unito, ad esempio, la Bbc opera in 12 regioni offrendo ben 43 piccole stazioni radio in tutta l’Inghilterra.

In paragone, più di 300 siti Internet locali fanno parte del network Openly Local, e più di mille giornali locali fanno parte della Newspaper Society. Nel recente report Bbc “Future of News”, James Harding ha argomentato che il declino dei giornali locali significherà per la Bbc dover fare di più per fornire notizie locali e servire tutte le regioni del Regno Unito.

Molti altri media pubblici hanno ambizioni simili, anche se evidentemente le imprese mediali locali private hanno controbattuto dicendo che questo renderebbe le loro esistenze ancora più difficili e, anche trascurando questa sfida politica, fornire più notizie locali con un servizio pubblico in un periodo in cui le risorse sono spesso messe in discussione e le aspettative riguardo ai prodotti stanno soltanto aumentando non è facile e richiederà dei tagli altrove.

Qualunque sia il futuro, il giornalismo locale rimane importante
Mentre il giornalismo locale su piattaforme digitali ha ancora molte possibilità di sviluppo, dobbiamo parlare anche delle conseguenze che si riscontrano quando forme precedenti di giornalismo locale basate su media tradizionali sono in declino e affrontano sfide esistenziali per il loro sostentamento futuro. Il giornalismo locale avrà raramente avuto l’appeal eroico di quello nazionale e internazionale (e alcune forme di giornalismo locale sono in effetti piuttosto terribili), ma esso è comunque fondamentale.

Palate di studi accademici hanno documentato che le forme esistenti di media locali, nonostante i loro limiti, aiutano le persone ad essere informate riguardo alla vita pubblica, ad aumentare la loro partecipazione civica e politica e a fortificare i legami delle comunità. Se abbiamo dato per scontato che questi media locali continuino a esistere, non possiamo più farlo.

Rasmus Kleis Nielsen è autore di “Local Journalism: the decline of newspapers and the rise of digital media” (I.B. Tauris). Il primo capitolo del libro è disponibile qui.

Articolo tradotto dall’originale inglese da Georgia Ertz

 

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