Il paywall flessibile del New York Times

26 gennaio 2011 • Editoria • by

L’introduzione della formula a pagamento per l’accesso ai contenuti del New York Times, previsto nel corso del prossimo mese di febbraio, costituirà un precedente che probabilmente sovvertirà radicalmente la politica del tutto gratis finora globalmente accettata dai giornali a contenuto generalista. In base alle informazioni rivelate dal WSJ, i criteri attraverso i quali verrà declinata la nuova strategia editoriale prevedono un abbonamento pacchettizzato che, per 20 $ mese, consentirà accesso illimitato al web e, contestualmente, l’utilizzo dell’iPad edition; rimarrà invece gratuito l’accesso per tutti gli abbonati alla versione cartacea. Importante è la politica prevista nei confronti degli utenti che contribuiscono a determinare il numero complessivo di visitatori al mese senza però essere dei forti consumatori. Non sarà infatti richiesto l’esborso di alcuna somma di denaro se la lettura si limiterà a soli alcuni articoli per mese. Tuttavia quanti possano essere gli articoli free per mese non è ancora dato sapere. E questo è senz’altro uno degli aspetti più delicati su cui dovrà decidere il NYT.

Appare senz’altro ragionata e condivisibile l’idea di prevedere un abbonamento bundled per l’accesso web e l’utilizzo della versione digitale per lettori elettronici quali iPad, Kindle o succedanei. Crediamo, infatti, che l’edizione proposta su lettore elettronico, debba essere vista come complementare al web e non come alternativa: perchè pagare per l’edizione digitale se esiste la possibilità di accedere al sito dove si possono trovare sostanzialmente le stesse informazioni? Ecco, quindi, che l’idea di avere un abbonamento che garantisce accesso web e, allo stesso tempo, fruizione dell’edizione digitale per un costo complessivo di 20 dollari al mese può rappresentare l’occasione per incrementare il consumo elettronico della rivista e, al contempo, valorizzare il web (attualmente 20 dollari mese è la cifra che si paga per leggere il Times su Kindle). In pratica viene esteso il concetto che per coloro che attualmente pagano un abbonamento alla versione cartacea o alla versione digitale viene garantito il libero accesso al web.

Come e quanto queste decisioni potranno modificare il traffico web attuale del NYT? Al momento, in base ai dati forniti da comScore, il sito del giornale americano vanta 30 milioni di visitatori al mese. Di questi, una buona percentuale rientra nella categoria di visitatori che potranno comunque continuare ad accedere al sito in modalità free in quanto consumatori di un numero limitato di articoli e, secondo le ipotesi di accesso garantite dal nuovo modello, costituisce una tipologia di visitatori che non verrà compromessa o persa. Secondo quanto affermato dal Times, così come riportato dal WSJ, soltanto il 15% degli attuali visitatori sono heavy users, consumatori abituali e assidui al sito. Non verrà compromesso nemmeno l’afflusso di visitatori rappresentato dagli abbonati alla carta stampata, né il pubblico che ha in questi mesi attivato l’abbonamento per la versione digitale e-reader. Rimane invece da capire, e questa è la vera grande scommessa, quanti saranno i lettori assidui del sito ad accettare di versare 20 dollari mese.

Vista in questa prospettiva l’introduzione del paywall sembrerebbe dovere avere un impatto abbastanza limitato in termini di perdita di visitatori. Insomma, il modello cui si appresta a introdurre il NYT, appare molto aperto e dovrebbe garantire limitate perdite di pubblico favorendo al contempo una maggiore difesa e valorizzazione dei clienti che sono disponibili a pagare per sostenere l’edizione cartacea o digitale.

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