La stampa locale americana sceglie il paywall

13 giugno 2011 • Editoria • by

Chi pensava che il modello a pagamento introdotto dal New York Times fosse destinato a rimanere un caso isolato nella realtà editoriale dovrà ricredersi. Secondo quanto riferisce il Nieman Journalism Lab, in base a una recente indagine promossa dal Reynold Journalism Institute, che ha coinvolto 1.400 giornali di piccole e medie dimensioni, il paywall sta diventando popolare e inizia a interessare un numero sempre più ampio di testate locali. La logica del paywall dunque sembra prendere sempre più piede nella stampa generalista, in particolare dalle piccole testate.  In base alla ricerca, il 46% dei giornali con una diffusione inferiore alle 25 mila copie afferma infatti di avere in essere una qualche forma di accesso a pagamento. Oltre questa soglia di diffusione la percentuale si riduce e si attesta al 24%. Tra tutte le testate che non hanno ancora in essere alcuna forma di balzello di accesso solo il 15% dichiara di non avere alcun piano per promuovere in futuro un paywall.

Tra i piccoli giornali ad avere introdotto il paywall a consumo si distingue il Columbia Daily Tribune che vanta circa 17 mila copie di vendita media giornaliera. Partito a dicembre il sistema permette di leggere gratuitamente fino a 10 notizie al mese. Oltre questo numero vengono presentate varie opzioni di abbonamento: una che prevede il solo accesso all’online per un valore di 8 dollari al mese, l’altra che rende disponibile un abbonamento carta + online per 13,97 dollari al mese, solo un dollaro in più di quanto richiesto a chi si abbona unicamente alla versione cartacea. Una strategia che mira, in particolare, a preservare il valore della carta stampata.

Secondo quanto emerge dallo studio questo tipo di modello di business sembra essere abbastanza coerente con la specificità di mercato delle piccole testate locali degli States. La maggior parte degli editori si dichiara convinta che la restrizione di accesso abbia un limitato impatto negativo sul flusso di traffico online: la riduzione stimata sarebbe di circa un 20% in termini di page per view, sebbene l’indagine riporti anche casi virtuosi dove l’effetto del paywall ha permesso di migliorare le prestazioni dell’online.

L’idea alla base di questo nuovo comportamento, che tende a interessare un numero crescente di testate locali di piccole dimensioni, è di dare al lettore la percezione che l’informazione ha comunque un suo valore. Che sia sulla carta, sull’online, sull’iPad, poco importa.

Di seguito l’esempio di opzioni di abbonamento proposto dal Columbia Daily Tribune

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