L’informazione diventa la nuova industria dell’intrattenimento

29 settembre 2010 • Editoria • by

La rincorsa dei giornali per competere con le internet companies rischia di trasformare i siti web in contenitori di notizie con finalità prevalentemente   commerciali

Che internet abbia drammaticamente modificato lo scenario dell’informazione lo sappiamo. Che abbia profondamente mutato il ruolo dei giornali anche. Se si analizza lo stato dell’informazione americana il fenomeno appare in tutta la sua evidenza (fonte State of the news Media 2010).

I più importanti newspaper vendono oggi tra le 500 mila e i 2 milioni di copie al giorno, un volume di vendita che garantisce ancora alle proprietà un importante flusso di fatturato, primariamente originato dalla pubblicità.

Tuttavia, se si guarda all’informazione online, e alle preferenze e abitudini espresse dai lettori, ci si accorge che le fonti di approvvigionamento delle news sono per lo più concentrate nei portali delle grandi internet companies – da Yahoo a Msnbc, da Aol a Google – e dalle società con un background televisivo, come Cnn e FoxNews. E i giornali? I big dell’informazione cartacea sono riusciti ad adattarsi al cambiamento: il numero di lettori che gravita attorno ai siti più cliccati in assoluto è ragguardevole: 20 milioni i visitatori unici per il Times, 11 milioni sia per Usa Today sia per il Wsj.

In linea teorica l’audience che riescono a esprimere questi giornali, carta + online, dovrebbe garantire un surplus di fatturato rispetto all’era pre-internet. Ma così non è. Come già ampiamente dimostrato il lettore online ha un valore di gran lunga inferiore rispetto al lettore cartaceo e mediamente l’investimento pubblicitario su web non supera il 10% dei ricavi complessivi.

Per tutti, la sfida, da un punto di vista imprenditoriale, è monetizzare i risultati che hanno consentito di aggregare il pacchetto di milioni di visitatori che accedono al web. Le internet companies, da questo punto di vista, hanno un vantaggio rispetto ai giornali: sono società pienamente digitali e non si portano appresso la zavorra dei costi associati alla produzione fisica della carta stampata. E sono anche più spregiudicate nel porre in atto delle modalità di produzione dell’informazione che mirano essenzialmente ad assecondare le preferenze del pubblico. L’obiettivo è puntare sempre e comunque all’aumento del numero degli utenti, una situazione che pone i giornali a confrontarsi e competere con società per le quali l’informazione diventa sempre più entertainment, intrattenimento.

L’evoluzione del mercato dell’informazione porta quindi inevitabilmente a una diversificazione e proliferazione del prodotto-notizia in base alla logica che sottende il modello internet, ovvero il click per view. Ma la rincorsa dei giornali per competere con le internet companies rischia di trasformare i siti web in contenitori di notizie che hanno prevalentemente una finalità commerciale.

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