TV e giornali, cose dall’altro mondo

7 dicembre 2010 • Editoria • by

Osservare lo stato di salute del mercato dei media focalizzandosi unicamente o prevalentemente su ciò che accade negli Stati Uniti e in Europa è limitativo e può portare a conclusioni affrettate o quanto meno parziali. Come per altri settori industriali, il mercato dell’informazione è diventato un mercato globalizzato che ha modificato assetti che si pensavano immutabili. In questi ultimi dieci anni l’accesso all’informazione è aumentato a dismisura. Ciò non vuol dire soltanto che l’informazione prodotta in un singolo paese può essere acceduta da un qualsiasi luogo del mondo, ma che molte più persone si sono affacciate per la prima volta in una dimensione che fino a ieri era loro preclusa. A svelare le nuove abitudini che hanno determinato un momento di rottura con il passato e un diverso approccio con il mondo dell’informazione viene in aiuto lo studio pubblicato in questi giorni da Ad Age Insights e intitolato Global Media Habits 2010.

La ricerca investigativa compiuta dalla società di ricerche ha individuato alcune tendenze di fondo. In particolare ciò che emerge è che nei Paesi a più basso grado di alfabetizzazione e con i più alti tassi di povertà la televisione e i giornali si affermano come i mezzi di comunicazione più popolari. Internet si diffonde nelle aree metropolitane e la comunicazione video diventa parte preponderante del traffico che viaggia sulla rete. I dispositivi di comunicazione mobile, in primis il cellulare, sono i dispositivi di accesso alla rete più immediati e popolari, con un grado di diffusione di gran lunga più alto rispetto alla comunicazione fissa.

Ecco alcuni dei dati riportati da Ad Age Insights:

1 – La televisione è il media a più rapida diffusione nei paesi emergenti e nelle aree più povere del globo. Quasi la metà delle famiglie indiane possiedono una televisione; all’inizio del decennio, nel 2001, erano solo un terzo. La trasformazione sociale avvenuta nel corso di questi anni in Paesi emergenti come l’India la si evince soprattutto da un altro dato, quello che rivela come nelle aree urbane-metropolitane la penetrazione della TV sia ormai arrivata al 96%, percentuale allineata a quella dei paesi più industrializzati. Lo studio riporta anche altri esempi del virtuosismo della televisione: quello del Kenya, in Africa, dove negli ultimi cinque anni la penetrazione della televisione è cresciuta di circa il 60% e quello del Brasile dove in aree di estrema povertà, vedi gli slum di San Paolo, i residenti, pur non avendo elettricità o acqua corrente, possiedono in larga maggioranza un apparecchio televisivo.

2 – Nonostante l’affermazione di Internet gli indici di ascolto della televisione continuano ad aumentare. Gli americani guardano la TV per una media di 280 minuti al giorno mentre la media mondiale è di circa 190 minuti.

3 – In Europa e Stati Uniti i giornali continuano a perdere lettori mentre in altre aree del mondo il media tradizionale cartaceo registra un vero e proprio boom. In Asia, Africa e America Latina la crescita del numero dei lettori è a doppia cifra e si moltiplica il numero di nuove testate. Cina e India sono i Paesi dove vengono pubblicati circa la metà dei maggiori quotidiani mondiali a livello internazionale e la diffusione media supera le 100 mila copie al giorno. In India, ultimi cinque anni, il numero di giornali a pagamento è aumentato del 44% con un numero di 2.700 testate censite, circa un quinto dei titoli esistenti a livello planetario.

4 – La base utenti di Facebook ha superato 500 milioni ed il 70% di questi risiede al di fuori degli Stati Uniti

5 – Brazile, Russia, India, Cina e Indonesia sono i più avidi consumatori di video online. Nell’area BRIC, la connessione Internet determina un più largo consumo di video a discapito dell’informazione testuale che risulta invece minoritaria. La tendenza registrata da Ad Age Insights è di una sempre più marcata evoluzione di Internet verso una dimensione video. Secondo quanto affermato da Cisco, il più importante fornitore di infrastruttura di comunicazione, nel 2009 il contenuto video ha rappresentato un terzo del traffico globale transitato su Internet. Per quest’anno la stima è che la componente video incrementi ulteriormente fino a rappresentare il 40% del traffico. Ancor più sorprendenti sono le stime di Cisco previste per il 2014, anno in cui il video si stima possa rappresentare il 91% del traffico globale di Internet.

6 – Nei paesi dell’area BRIC la la percentuale di persone che utilizza telefoni cellulari è nettamente più alta di quella che dispone di una connessione internet. In India è solo il 7% della popolazione, 81 milioni di persone, ad avere un accesso a Internet mentre sono oltre 500 milioni coloro che dispongono di un telefono cellulare. La disparità tra l’utilizzo delle due diverse tecnologia è simile negli altri paesi dell’are Bric: Cina (20% vs. 57%); India (4% vs. 41%); Brasile (32% vs. 86%); Indonesia (5% vs. 66%).

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