Tv satellitare e mondo islamico

26 gennaio 2010 • Editoria • by

Osservatorio di giornalismo europeo

Una ricerca prodotta dal Reuters Institute sulla comunicazione e informazione nel mondo arabo analizza la nascita e proliferazione dei canali satelittari di ispirazione islamica

Negli ultimi ventanni si è assistito a una crescita vertiginosa del numero di TV internazionali nate all’interno del mondo Arabo. L’anno in cui Mohamed El Sayed, autore dello studio prodotto per il Reuters Institute “Religious Islamic Satellite Channels A Screen That Leads You to Heaven”, individua la nascita dei nuovi canali satelittari  è il 1990, alla vigilia della prima guerra Golfo. Il 1990, come anno della svolta, anno in cui imprenditori e governi del mondo arabo iniziano a mostrare un concreto interesse nell’estendere l’influenza dell’informazione creata e diffusa da territori una volta prevalentemente orientati a una informazione su scala locale.

Diventava allora fondamentale dare una immagine internazionale del mondo arabo, parlare in prima persona e dare la possibilità ai milioni di persone arabe, in Europa e in America, di avere un punto di vista non mediato dell’informazione. Emersero canali televisivi espressamente ispirati da una visione religiosa islamica. L’autore afferma che vi siano oggi circa 30 canali religiosi specializzati che trasmettono via satellite con copertura dell’intero mondo arabo così come altre parti del mondo e complessivamente circa 300 canali generalisti.

Da un punto di vista imprenditoriale le potenzialità rappresentate da un audience di circa 300 milioni di persone, che parla una stessa lingua e in qualche modo una stessa religione ha ovviamente rappresentato una grande opportunità commerciale: si è andato così a creare un cocktail finanziario-religioso che ha costituito, e costituisce ancora oggi, una formula di successo.

Il primo canale di ispirazione religiosa, Iqraa, fu lanciato nel 1998, dal miliardario saudita Saleh Kamel, seguito nel 2006 da Al-Resala finanziato dall’imprenditore Walid bin Talal. Quest’ultimo era nato con l’intento di promuovere una versione moderata dell’Islam per contrastare l’influenza di gruppi islamici radicali come Al-Qaeda. Tareq Al-Suwaidan, produttore del canale affermava: “sono così tante le persone che diffondono odio e guerra che sentiamo nostro dovere diffondere pace e amore nello spirito più vero del messaggio dell’Islam. Rappresentiamo il mondo moderato e moderno dell’Islam”.

La ricerca prodotta dal Reuters Institute presenta  un interessante spaccato della società araba, la rivalità tra i diversi gruppi religiosi, e aiuta a conoscere un mondo che, pur avendo la capacità di raggiungere milioni di persone, rimane sconosciuto alla maggioranza delle persone del mondo occidentale.

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