Il servizio pubblico oggi ha ancora senso?

17 ottobre 2012 • Etica e Qualità, Giornalismo sui Media • by

“Servizio pubblico” è una parola cosi usurata che oggi molto spesso nell’uso corrente ci si dimentica del suo significato e della sua definizione originari e allo stesso tempo si fatica a delinearne identità e ruolo attuali. E dunque, pensandoci, che cosa è il servizio pubblico oggi? Ha ancora un senso? Il suo compito originario si è esaurito? Con queste domande, lanciate dal giornalista e critico televisivo Aldo Grasso, si è aperto il dibattito pubblico organizzato settimana scorsa a Lugano dalla CORSI, Società cooperativa di servizio pubblico della Radiotelevisione Svizzera di lingua italiana, in collaborazione con l’Osservatorio europeo di giornalismo.

Oltre ad Aldo Grasso,  moderatore della serata,  sono intervenuti il Presidente della CORSI Luigi Pedrazzini, il Direttore della RSI Dino Balestra, il Direttore del gruppo editoriale Timedia e cofondatore dell’EJO Marcello Foa, e Matteo Caratti, Direttore de La Regione.

In apertura Grasso, docente di media all’Università Cattolica di Milano, ha voluto ripercorrere le origini del concetto di servizio pubblico ricordando la sua nascita negli anni 30’ come risposta democratica ai regimi totalitari che facevano un uso propagandistico del mezzo televisivo. In Inghilterra la tv e la radio diventarono un bene pubblico equiparato alla distribuzione di luce e gas. Da qui in avanti la TV pubblica concentrò la sua programmazione su tre concetti chiave: educare, informare, intrattenere. Obiettivi e compiti che nel corso del tempo sono mutati tanto che oggi appunto, come sostiene Grasso, il compito e l’identità del servizio pubblico non sono più cosi chiari. Anzi, dice, oggi si va avanti piuttosto per negazione, affermando ad esempio “questo non è un programma di servizio pubblico”.

E se questo quadro può vale per il contesto italiano, cosa dire della Svizzera e in particolare del Canton Ticino?

Secondo Luigi Pedrazzini, Presidente della CORSI, non ci si può immaginare una Svizzera senza il servizio pubblico, senza una azienda radiotelevisiva importante e di qualità come la SRG SSR che si fa interprete, portavoce e promotrice della cultura e dell’identità della Confederazione.

Dello stesso avviso Dino Balestra che sottolinea l’impegno del servizio pubblico nel trovare un equilibrio tra quattro fondamentali elementi: il globale e il locale, il territorio e il tempo, la memoria. È l’incontro tra questi elementi che permette al servizio pubblico di dialogare e confrontarsi con la società civile che oggi sempre di più è un insieme di realtà e culture diverse che hanno deciso di stare insieme.

Una realtà e una volontà che Matteo Caratti ha definito espressione della “Willensnation” di cui giustamente i mass media devono dare conto. È importante fare conoscere il Ticino al resto della Svizzera e viceversa portare il resto della Svizzera in Ticino.

Proprio per questo questo, ha puntualizzato Balestra, la RSI si avvale di 28 corrispondenti in Svizzera.

Dunque il servizio pubblico in Svizzera ha ancora un suo ruolo e un suo compito ben precisi all’interno della nazione e della società.

Ma il servizio pubblico è solo chi lo è o anche chi lo fa? Senz’altro anche chi lo fa, ha detto Foa, in Ticino non solo la RSI ma anche noi facciamo servizio pubblico (Timedia è la holding che fa capo al Corriere del Ticino, a TeleTicino, e a Radio3iii). Il problema oggi piuttosto per i mass media in generale è quello di comprendere, capire il mondo nel quale stiamo vivendo sapendone leggere e cogliere le insidie e le opportunità. Solo cosi è possibile fare una informazione il più possibile oggettiva e competente che non si lascia insidiare dalle non notizie o dalle informazioni create ad hoc. Certo però, ha sottolineato sempre Foa, viste le più ampie risorse disponibili, chi fa servizio pubblico dovrebbe avere una marcia in più, osare maggiormente anzichè conformarsi ai format televisivi delle reti private e commerciali. Anche dal punto di vista tecnologico è importante sapersi adeguare alle richieste e alle esigenze del pubblico di oggi.

Un pubblico che sempre di più interagisce e interviene nel discorso e nel dibattito pubblico diventando un importante interlocutore per i media. Da questo punto di vista è importante il ruolo e il lavoro della CORSI all’interno del servizio pubblico nel creare occasioni di incontro e di confronto come questa serata.

 

 

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