In Svizzera si punta ancora sulla stampa scritta

3 settembre 2010 • Digitale, Etica e Qualità • by

L’innovazione del Corriere del Ticino e la rivincita dei giornali locali sul web

Il maggiore quotidiano di lingua italiana della Svizzera si è cambiato d’abito. Il Corriere del Ticino ha buttato in soffitta quello grigio e un pò datato e, dal primo di settembre, ne indossa uno nuovo, raffinato, elegante ma più colorato. Il restyling, a prima vista, sembra riuscito. E se ciò che conta in sostanza è il contenuto, anche la forma è importante e anche l’occhio vuole la sua parte. Tanto quello del lettore, quanto quello dell’inserzionista.

Il merito è senz’altro dei colori che ora vivacizzano il giornale anche nelle pagine interne, grazie a un carattere più deciso e pulito, a un’interlinea di maggiore respiro che ben sottolinea le diverse rubriche e ben distingue commenti e opinioni dalle notizie, a una ripartizione delle pagine più chiara e definita, anche per quanto riguarda i titoli, i sottotitoli e i testi. In particolare, colpisce la prima pagina, il cui centro ora è dettato da una grande foto verticale che dà il colpo d’occhio, sulla quale campeggia il titolo di apertura del giornale, affiancata alla sua sinistra dall’editoriale e circondata dalle notizie del giorno. Rimane il taglio basso a sinistra. Nuovo invece, e a mio parere indovinato, il riquadro rettangolare sulla destra che indicizza i maggiori temi del giorno per le varie sezioni del giornale: cantone, cronaca, sport, cultura e economia. Con uno sfondo color pastello, che mette in risalto i caratteri, è per il lettore un indice prezioso ad una lettura immediata e chiara.

Una piccola rivoluzione grafica insomma, quella che due giorni fa ha accolto il lettorato del quotidiano certamente contento di leggere, ad esempio, l’articolo per il centenario dalla morte di Henri Rousseau, corredato di una magnifica foto a colori de Il sogno, un famoso dipinto ad olio su tela, conservato al Museum of Modern Art di New York.

E un’innovazione riuscita, al passo con i tempi e, soprattutto, segno inequivocabile che la testata, il suo direttore e la Fondazione proprietaria credono nella qualità del proprio giornale, nel suo futuro e hanno fiducia che i lettori non abbandoneranno il quotidiano cartaceo per il web.

Qualcuno, all’estero, in particolare tra gli addetti al settore, potrebbe pensare che sia una scelta discutibile e irresponsabile in un momento in cui non si riesce ad uscire dalla crisi economica, la pubblicità continua a scarseggiare, le nuove tecnologie come l’Ipad imperversano minacciose.

In realtà in Ticino e, in generale in Svizzera, il mercato della stampa semplicemente funziona secondo dinamiche diverse rispetto alle altre realtà editoriali europee. Questo ha permesso agli editori e al settore di meglio attutire il colpo inflitto dalla crisi. Ma anche di rinnovarsi e innovarsi senza per questo rinunciare alla qualità, alla fiducia nel valore della professione e vedendo nell’informazione online e nei nuovi media l’opportunità di ampliare e integrare la propria offerta informativa. Senza però penalizzare il prodotto cartaceo che nella realtà cantonale rimane il prodotto di informazione di riferimento, tanto per le notizie di cronaca e di attualità, quanto per gli approfondimenti sui temi della politica e della cultura.

E la tendenza è confermata anche nella Svizzera tedesca. A dirmelo, qualche giorno fa in occasione di una cena, è stato il direttore del quotidiano locale di Lucerna “Luzerner Zeitung”, Thomas Bornhauser, il quale mi diceva di essere rimasto impressionato quando, due anni fa, un professore di giornalismo, rientrato da un periodo negli Stati Uniti, gli disse che oltreoceano la stampa stava morendo e se non volevano fare la stessa fine dovevano abbandonare la carta e puntare tutto sul web. Oggi, a cuor leggero, è contento di poter dire che è andata diversamente e le vendite del quotidiano vanno benissimo. (Vale la pena ricordare che a differenza ad esempio dell’Italia, in Svizzera il 90% delle vendite avviene per abbonamento.)

In altre parole, in mercati locali, dove non conta tanto la velocità delle notizie, ma l’accesso alle fonti, la carta soffre meno la concorrenza del web. E giornali solidi come il Corriere del Ticino o la Luzerner Zeitung, possono permettersi di investire e tanto sulla carta e sulla sua qualità, anziché puntare solo sul web, come accade altrove.

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