Media lettoni sempre più trasparenti

19 aprile 2012 • Etica e Qualità • by

I media lettoni sono diventati più accessibili al pubblico, che può gettare uno sguardo dietro le quinte della redazione.

Il principio della redazione aperta vuole dimostrare ai lettori che sono i benvenuti, che la loro opinione è importante e che ora i media non sono più un’identità astratta bensì sono accessibili a tutti.

L’esperta lettone di media Anda Rozukalne asserisce: “Abbattere la barriera tra le redazioni e la società è un segnale chiaro. Per tutti i media è importante avere un pubblico che si senta parte del prodotto che consuma. Questa collaborazione può assumere molte forme. La trasparenza aumenta se gli utenti partecipano attivamente alla redazione e alla routine quotidiana. Diventa più facile costruire rapporti personali profondi.”

Rozukane è convinta che l’apertura sia un trend positivo che offre al lettore l’impressione di essere un interlocutore trattato alla pari all’interno di un reciproco dialogo. Il favore accordato alle redazioni aperte viene incentivato dalle nuove tecnologie, grazie alle quali la comunicazione diventa più veloce, simpatica e facile. Rozukalne ammette: “Naturalmente si tratta anche di marketing. Questo tipo di rapporto incrementa le vendite. Le emozioni, che risvegliano il sentimento di appartenenza, fanno parte di ogni relazione e tutto ciò è positivo. Grazie alla minore distanza si accresce la possibilità di controllo, affinché non sussistano segreti sul modo di lavorare dei giornalisti e della direzione della redazione. La trasparenza è la nuova definizione di obiettività. Quando sappiamo come viene esercitata un’attività e su che metodi si basa, possiamo meglio giudicare se il processo è condotto in maniera corretta e responsabile.”

Nell’ambito degli spettacoli come concerti e conferenze, i media per esempio offrono un prodotto superiore rispetto all’usuale copertura quotidiana. Il successo della rivista settimanale Ieva è proprio da attribuire alla cooperazione col suo pubblico, insiste l’esperta di media. Grazie ai campi estivi organizzati dalla stessa rivista, nei quali avviene lo scambio con i lettori, Ieva ha potuto acquisire informazioni sulle motivazioni del suo pubblico.

È interessante constatare che il principio delle redazioni aperte è da tempo parte integrante della stampa regionale. Rozulkane afferma che secondo i suoi studi “La gente in campagna si incontra ogni giorno, tutti si conoscono l’un l’altro. Al contrario i media sovraregionali e internazionali conoscono a malapena il loro pubblico. Azzardano solo delle ipotesi su cosa la società si aspetti da loro e quali siano le aspettative dei loro inserzionisti pubblicitari. Tutto ciò è poco aderente alla realtà.”

Lo stretto rapporto con il proprio pubblico accresce l’assunzione di responsabilità dei media. Quando si conosce una persona, quando si sa cosa pensa e quali sono i suoi sentimenti, si presta maggiore attenzione alla qualità dell’informazione e ai suoi contenuti.

La radio a portata di mano

Sotto l’aspetto dell’apertura redazionale, Radio 101 ha superato tutte le altre radio lettoni. Gli spazi dell’emittente sono completamente costruiti in vetro e affacciati sulla pubblica via, così i passanti possono osservare dall’esterno cosa succede in studio. Inoltre le trasmissioni si possono seguire in diretta su internet.

Zane Penez, capo dei programmi delle trasmissioni del mattino racconta: “Sin dalla nascita della radio eravamo in chiaro che la redazione avrebbe dovuto trovarsi in centro città, dove tutti avrebbero potuto osservarci. Il modello di Radio 101 viene da New York. La stazione però non si sente l’iniziatrice di questa tendenza, in passato in Lettonia c’erano infatti già stati dei tentativi di creare delle radio con uno spazio redazionale aperto. La stazione Rietumu radio è stata la prima, seguita dal leggendario Club Casablanca. Non va poi dimenticata l’interessante trasmissione di TV3 Hakizaka, che trasmetteva bollettini live quattro volte al giorno da uno studio improvvisato nel Club Kalku varti. La loro attività giornalistica si spingeva fin  sulla strada, via Kalku, dove i passanti potevano partecipare alla trasmissione. Nonostante questi esperimenti, Radio 101  è “la” stazione dove tutto ciò che succede in redazione è perfettamente comprensibile. Ovviamente l’ubicazione stessa della radio è anche all’origine di situazioni comiche, ma tutto ciò è percepito come routine quotidiana, uno spaccato di ciò che succede veramente ogni giorno in città.”

Alcuni giovani si sono messi a danzare davanti alle vetrine della radio, alcuni passanti sono entrati in redazione convinti che fosse un negozio. Altrettanta capacità di improvvisazione è stata dimostrata dai giornalisti. Durante una trasmissione hanno visto passare sul marciapiede Olegs Znaroks, l’allenatore della squadra nazionale di hockey. Senza indugio lo hanno invitato ad entrare e hanno improvvisato un’intervista in diretta. La stessa situazione si è riproposta con i fans della squadra di hockey Dinamo dopo una partita. Eduards ricorda: “Abbiamo invitato i ragazzi ad entrare, abbiamo parlato con loro e scattato qualche foto.” Zane Peneze è convinta che per raggiungere questo risultato siano necessari sia l’intuizione che l’esperienza: “Abbiamo avuto molto successo quando durante una notte di elezioni abbiamo invitato la gente ad entrare e ad esprimere la loro opinione in diretta.”

Il quotidiano Diena (Il Giorno) è tra i pochi, che comunica direttamente con il proprio pubblico, quello di maggior successo. Quello che in origine era solo un giornale stampato si è arricchito fino a diventare quasi un’agenzia di stampa che usa  internet come medium con dispacci urgenti, video e trasmissioni live. Diena ha cominciato a  far seriamente concorrenza alla televisione.

È stato invece interrotto un progetto molto promettente, Dienas viesistaba (Il salotto di Diena). Si trattava di un punto di incontro per i cittadini al quinto piano del grande magazzino Galleria Riga. Qui si potevano leggere i giornali e le riviste dell’editore Dienas mediji, si poteva bere il caffè, parlare con i giornalisti e i redattori e prendere parte a interviste in diretta e discussioni. Il capo redattore Guntis Bojars è però fiducioso che il progetto in futuro verrà ripreso. “Questo esperimento ci ha dimostrato che si può lavorare in questo modo. Nel mondo intero i giornali stanno cercando nuove strade per avvicinarsi ai loro lettori. È anche una questione di soldi e di come legare a sé i propri lettori nonostante la forte concorrenza. I media devono essere speciali e diversificarsi l’uno dall’altro. Questo è uno dei problemi più delicati e durevoli, con il quale tutte le redazioni dei giornali devono confrontarsi.”

Sandra Veinberga, giornalista e ricercatrice nell’ambito delle Public Relations e dei media lettoni, è dell’avviso che nei paesi occidentali le redazioni aperte abbiano fatto il loro tempo.“Il loro apice è stato negli anni ’90, quando furono creati le prime tribune pubbliche, dove i lettori potevano esprimersi. Grazie a questi i media speravano di rendersi più popolari e di acquisire un pubblico più vasto. Dopo qualche tempo però gli stessi media hanno interrotto l’esperimento, accorgendosi che non sortiva il risultato desiderato.”

Al giorno d’oggi i media preferiscono distribuire omaggi al loro pubblico. Veinberga afferma: “Organizzano concerti dei gruppi più in voga, offrono libri e biglietti del cinema e mettono in palio viaggi e biglietti per svariate attività. Fanno tutto ciò spinti dal timore di perdere il loro pubblico.”

Traduzione a cura di Alessandra Filippi, qui l’articolo originale sul sito lettone di EJO

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