Giornalisti in parlamento, media e politica in Europa

20 novembre 2013 • Etica e Qualità • by

In Italia, Germania e Regno Unito la classe politica influenza i media, ma in misura decisamente differente da un paese all’altro. L’Italia si dimostra ancora una volta un’anomalia. A trattarne, uno studio, pubblicato recentemente sull’European Journal of Communication da Antonio Ciaglia (The University of the Witwatersrand). Il ricercatore si è concentrato sulle reti pubbliche dei tre paesi, Zdf, Rai e Bbc, e ha confrontato il numero di politici che siedono rispettivamente nei Consigli di vigilanza e in quelli di amministrazione delle tre aziende, indagando anche quanto questi interferiscano nel management dell’emittente pubblica del loro paese. Nella seconda parte, invece, lo studio si interroga su quanto i media riescano a infiltrarsi nel sistema politico dei tre diversi paesi e mostra quanti membri del parlamento siano stati o sono tuttora attivi come giornalisti in Germania, Italia e Regno Unito.

Servizi pubblici, vigilanza e CdA, l’anomalia italiana:
In Gran Bretagna, nel Bbc Trust, siedono undici membri definiti trustee, nominati dalla regina su raccomandazione del governo in carica. Gli aspiranti trustee devono precedentemente aver inoltrato la loro candidatura ed essersi sottoposti ad un processo di selezione. Solo dopo un colloquio personale, la commissione, composta da un rappresentante del Ministero della cultura e dei media, dal presidente del Bbc Trust e da un esperto indipendente, raccomanda al governo i candidati ritenuti adatti alla carica. Antonio Ciaglia nel suo studio afferma che “con l’eccezione del presidente del Bbc Trust, che ricopre posizioni di prestigio nelle istituzioni culturali pubbliche, nessun trustee può far parte di qualsivoglia schieramento politico”. In Italia, come è noto, la situazione è completamente diversa. Nel Consiglio d’Amministrazione (CdA) della Rai tutti e nove i membri fanno riferimento ad un partito politico. Secondo Ciaglia, dall’introduzione della Legge Gasparri “la radio e televisione pubblica sono state ulteriormente politicizzate, perché da allora la composizione del CdA rispecchia il numero di seggi assegnati a ciascun partito in parlamento”.

In Germania, al contrario, nelle emittenti pubbliche Ard e Zdf non siedono esclusivamente politici, ma il potere viene spartito tra numerosi soggetti socialmente illustri. Il Consiglio della Zdf è composto da 77 membri, rappresentanti di varie istituzioni tra cui il governo federale, i 16 Länder, le municipalità locali, i sindacati, le diverse chiese, le associazioni dei giornalisti e i gruppi ambientalisti. I governatori dei 16 Länder nominano i membri del consiglio della Zdf seguendo le raccomandazioni delle varie associazioni e delle organizzazioni. Il contratto tra la televisione pubblica e lo Stato sancisce quali associazioni e organizzazioni debbano essere rappresentate all’interno del consiglio dell’emittente pubblica.

Circa la metà dei membri hanno chiari legami con la politica e a onor del vero siedono nel consiglio della Zdf un numero maggiore di politici di quello che sembrerebbe a prima vista, visto che molti rappresentati di associazioni e organizzazioni sono vicini ad un particolare partito o addirittura ne fanno parte. Ciaglia, però, sottolinea che, a differenza della Rai, nella Zdf il potere decisionale non è esclusivamente nella mani dei partiti politici. Per questo l’autore pone l’emittente pubblico tedesco nella categoria delle cosiddette reti “a misura di cittadino”, mentre la Rai viene definita “a modello di governo”.

Giornalisti in Parlamento: 4% in Germania, 6,5% nel Regno Unito, il doppio in Italia:
Per poter rispondere alla domanda se la politica di una nazione venga influenzata dai media, Ciaglia ha analizzato in dettaglio la composizione dei parlamenti nelle tre diverse nazioni oggetto dello studio: Regno Unito, Germania ed Italia. Nella britannica House of Commons oltre un quarto dei parlamentari sono politici ‘professionisti’, personalità che perseguono esclusivamente la loro carriera politica. Il 22% dei parlamentari è manager, il 12% avvocati, il 6,5% giornalisti. Nel parlamento tedesco solo il 9,5% è composto da politici di professione: la maggioranza dei membri del parlamento di Berlino è infatti composta da avvocati (21%) e dirigenti (19%). I giornalisti sono rappresentati con uno scarso 4%.

La struttura del Parlamento italiano si discosta in maniera evidente da quella degli altri due paesi. Giornalisti e avvocati, ciascun gruppo con il 12,4%, sono le professioni maggiormente rappresentate in Parlamento: di conseguenza, 118 parlamentari sono allo stesso tempo anche membri dell’Ordine dei giornalisti. Alcuni deputati, inoltre, continuano a lavorare in parallelo presso una testata. Solo l’11% dei parlamentari sono imprenditori, mentre i manager si avvicinano al 10%. Per Ciaglia l’Italia ha un organo radiotelevisivo pubblico molto politicizzato, al contempo il sistema politico di questo paese è fortemente influenzato dai media. Il legame tra i media e la politica rimane ancorato con forza nella società italiana e, anche senza il magnate dei media Silvio Berlusconi, sarà difficile allentarlo.

Ciaglia, Antonio (2013): Politics in the media and the media in politics: A comparative study of the relationship between the media and political systems in three European countries. In: European Journal of Communication, 28. Jg. , H.5, S. 541-555.

Photo credits: Palazzo Chigi / Flickr CC

 

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