Perché alcuni giornali sono migliori degli altri

11 luglio 2017 • Etica e Qualità, Più recenti, Ricerca sui media • by

Abstrkt.ch / Flickr CC

Denaro e risorse umane sono elementi chiave per la produzione di notizie di qualità, ma avere la qualità come missione giornalistica ha la stessa importanza. Questo è uno dei risultati di un nuovo studio comparativo svolto su diversi giornali in Svezia e Svizzera. La ricerca ha rivelato, ad esempio, che i giornali che aspirano apertamente a fare del giornalismo eccellente ed eticamente corretto sono giudicati come di qualità più alta rispetto ai concorrenti che, invece, mettono al primo posto i guadagni o l’espansione delle proprie audience.

Lo studio ha analizzato i contenuti di otto giornali (quattro per ogni Paese), includendo testate di diversa estrazione: quelle “premium” in abbonamento, giornali regionali in abbonamento, free press distribuite sui mezzi di trasporto e i tabloid. Ogni tipo di testata è stato categorizzato in base a caratteristiche strutturali come le fonti di reddito, il target di lettori e altri indicatori simili. Inoltre, è importante puntualizzare che i sistemi mediatici in Svezia e in Svizzera sono simili e pertanto le differenze nella copertura mediatica analizzata si sono riscontrate principalmente a causa delle diverse tipologie di testata e non su un piano nazionale.

In termini di qualità, il contesto fa la differenza
Dallo studio è emerso come in entrambi i Paesi, i giornali “premium” abbiano fatto riscontrare la qualità giornalistica più alta, seguiti dai giornali regionali. I gratuiti e i tabloid, invece, hanno fatto registrare risultati complessivamente più bassi. Si può quindi concludere che la tipologia di testata è direttamente rilevante per la qualità effettiva delle notizie pubblicate. Si sono riscontrate comunque differenze di qualità anche tra le testate prese singolarmente e all’interno delle medesime tipologie, un dato che risulta significativo in quanto dimostra anche l’impatto del contesto in cui si trovano a operare i singoli media.

Anche le risorse umane contano
Paragonando i giornali regionali svedesi e svizzeri, il campione scandinavo è stato giudicato come di qualità complessivamente minore. Questo perché il giornale svedese ha licenziato più dipendenti che il suo omologo elvetico, unica differenza strutturale tra le due testate analizzate. Questo indica chiaramente come la diminuzione delle risorse umane influenzi direttamente la qualità, ma non spiega le differenze complessive riscontrate tra i giornali regionali nei due Paesi.

Avere la qualità come missione: un fattore cruciale
I giornali gratuiti distribuiti sui mezzi pubblici esaminati dallo studio erano Metro per la Svezia e 20 Minuten (20 Minuti) per la Svizzera. Al giornale svedese è stata attribuita una qualità maggiore e questo nonostante il fatto che i contenuti di Metro siano prodotti prevalentemente da agenzie (per un certo periodo nel 2014, ad esempio, la produzione di contenuti era stata completamente esternalizzata) e molto più di frequente rispetto all’omologo svizzero. Nonostante il giornale svedese non offra molta analisi, rispetto alla variante svizzera, si è visto che contiene più hard news, meno articoli personalizzati e meno pezzi emotivi, mostrando complessivamente un livello di qualità più alto. Al contrario, 20 Minuten investe le sue risorse giornalistiche per rendere i suoi contenuti più attraenti, ad esempio creando titoli provocatori, un elemento che non migliora necessariamente la qualità della testata.

Condividere i valori di qualità all’interno dell’organizzazione
Un’organizzazione mediatica dovrebbe avere come missione la qualità e perseguirla sia al livello delle sue singole testate che come gruppo mediatico nel complesso. Lo studio ha paragonato a questo proposito due giornali di fascia alta: la svizzera Neue Zürcher Zeitung (NZZ) e lo svedese Dagens Nyheter. Secondo i criteri stabiliti dallo studio, NZZ è stata giudicata di qualità più alta che la sua controparte svedese. Questo potrebbe essere spiegato dal fatto che la strategia dell’organizzazione NZZ Mediengruppe, che pubblica la testata, è esplicitamente votata a fare giornalismo di alta qualità, grazie a offerte a pagamento (abbonamento) e a proteggere finanziariamente la testata principale, nonostante tutte le difficoltà.

L’editore svedese Bonnier, cui fa capo Dagens Nyheter, mostra relativamente più elementi di una strategia volta al profitto/al massimo di reach. Oltre a voler che Dagens Nyheter sia il giornale a pagamento più letto in Svezia, obiettivo che la testata svizzera NZZ non esplicita, Bonnier offre anche un affermato tabloid (Expressen) e possiede grosse azioni presso TV4, il canale televisivo commerciale più importante del Paese. Fino al 2011, inoltre, l’editore deteneva anche un giornale gratuito distribuito a Stoccolma. In conclusione, l’analisi mostra che tipi di testate simili hanno anche caratteristiche equiparabili e che si riflettono in gradi di qualità paragonabili. Tuttavia, ogni organizzazione mediatica ha una concezione diversa degli sforzi che può e vuole fare per promuovere le notizie di qualità.

Metodologia e campione
L’analisi ha incluso tutti gli articoli sulle prime pagine dei giornali selezionati, con un campionamento casuale per l’anno 2014. Sono quindi stati analizzati un totale di 1600 articoli per i giornali svedesi e 1916 per quelli svizzeri. La qualità delle notizie è stata determinata attraverso un’analisi di contenuto, seguendo quattro indicatori di qualità: la quantità di hard news (vs. soft news), una concentrazione più rilevante di contenuti a livello macro invece che su singoli individui (ad esempio nessuna personalizzazione), contestualizzazione (inquadratura tematica invece che episodica) e un tono di scrittura fattuale/normativo piuttosto che moralistico/emotivo. Lo studio è disponibile qui in tedesco.

Articolo tradotto dall’originale inglese da Georgia Ertz

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