La manipolazione di Wikipedia

11 marzo 2014 • Etica e Qualità, Ricerca sui media • by

Wikipedia è stata lanciata nel 2001 e mentre è diventata uno dei siti maggiormente visitati della rete, il dibattito sulla sua attendibilità ne ha caratterizzato la storia fin qui. Anche se alcuni studi hanno confermato la generale affidabilità di Wikipedia, è altrettanto vero che l’enciclopedia partecipativa può diventare un’arma di propaganda e manipolazione. Il giornalista e ricercatore tedesco Marvin Oppong ha condotto un nuovo studio per conto della Otto Brenner Foundation sull’affidabilità delle informazioni custodite dall’enciclopedia online concentrandosi soprattutto sul ruolo che le public relations (Pr) possono avere nel manipolarne i contenuti.

Oppong ha analizzato con quest’ottica le pagine della Wikipedia in tedesco e ha messo in luce i metodi di cui si servono le imprese e altri gruppi di interesse, come partiti politici o organizzazioni pubbliche, per modificare a loro vantaggio i contenuti dell’enciclopedia online e per fornire informazioni influenzate.

Wikipedia è un progetto collaborativo che conta circa 30 milioni di articoli pubblicati nel mondo intero e quasi 1,7 milioni di contributi nelle sole pagine in lingua tedesca, cui spesso si rivolgono anche importanti testate mainstream come Tageszeitung e Süddeutsche Zeitung che, a volte, linkano agli articoli di Wikipedia nei loro articoli online. Non è dunque sorprendente che le imprese siano interessate a sfruttare questo potenziale allo scopo di ottenere visibilità presso milioni di utenti e un buon posizionamento su Google.

Secondo Raphael Rahn della società di Pr Lewis, uno degli esperti intervistati in occasione del rapporto, “per le imprese è molto attrattivo essere presente con un articolo su Wikipedia”. Daniel Rehn dell’agenzia Achtung! fa invece notare come oggigiorno le imprese vogliano assicurarsi che il loro brand sia associato a particolari valori, emozioni e narrazioni. I social media, da questo punto di vista, sono sicuramente il mezzo migliore per raggiungere questo obiettivo, ma per un utente medio, Wikipedia rimane una delle fonti principali di riferimento per ottenere un’informazione puntuale su un fatto in particolare o su un oggetto specifico.

Se la natura collaborativa di Wikipedia, da un lato, è una forza, dall’altro è anche una delle principali debolezza, poiché chiunque può diventare un editor, aprendo la piattaforma a possibili falsificazioni, che persino la sempre vigilante ‘intelligenza collettiva’ non riesce sempre a prevenire e arginare. Oppong, nello studio, parla di una vera e propria ‘attrezzatura’ che permette di veicolare contenuti Pr sulla piattaforma. I metodi vanno dalla rimozione di parti di articoli, alla riscrittura completa, all’occultamento, per giungere persono all’esplicito inserimento di informazioni false e alla partecipazione ai forum di discussione tra gli editor.

Editor retribuiti, ad esempio, possono introdursi nella comunità degli autori scrivendo contenuti di una certa rilevanza e non promozionali. Grazie a questa attività, è possibile scalare la classifica all’interno della comunità e sfruttare questo avanzamento per introdurre i contenuti di Pr. Ci sono particolari eventi, come tavole rotonde o workshop di scrittura, organizzati per gli editor, ai quali può partecipare chiunque desideri introdursi nel gruppo e guadagnarsi la fiducia degli altri membri. Le agenzie di Pr possono creare addirittura cosiddette ‘utenze monoscopo’ e utilizzano contemporaneamente più indirizzi Ip, come avvenuto di recente con il caso dell’agenzia texana Wiki-PR.

In altre parole, chi ha un interesse può persino giungere a rimuovere completamente informazioni. Non è facile cancellare da Wikipedia passaggi sgraditi, ma come afferma Oppong, con “la necessaria sfacciataggine e un po’ di fortuna” ci si può riuscire. A questo riguardo, nello studio, vengono citati numerosi casi di contenuti che erano stati modificati di proposito e che sono rimasti incompleti per mesi. Un esempio è la voce dedicata alla casa farmaceutica Boehringer Ingelheim. Avvalendosi di un computer registrato con l’indirizzo Ip dell’azienda, qualcuno aveva rimosso un capitolo poco lusinghiero, che rivelava come la ditta producesse un erbicida letale, l’Agent Orange, usato anche in guerra come arma chimica. Secondo lo studio, l’industria chimica sarebbe particolarmente attiva nel monitoraggio di Wikipedia, come molte altre. Le imprese cercano infatti di migliorare la propria immagine rimuovendo i paragrafi critici dagli articoli che parlano di loro.

La presenza di attività di Pr politica è un altro soggetto delicato in seno alla comunità di Wikipedia, poiché è evidente che gli attori politici e le cerchie a loro vicine cercano di utilizzare l’enciclopedia online per segnare punti a loro favore. Lo studio cita il caso di un utente particolarmente entusiasta che ha contribuito con quasi 15000 editing su una vasta gamma di temi. Tra i vari articoli, questo autore di Wikipedia ha corretto la pagina della Fdp, il partito liberale tedesco, circa una quindicina di volte e ha cancellato sia le affermazioni critiche che i link che rimandavano a contenuti giornalistici poco favorevoli.

Il rapporto conclude con vari suggerimenti per prevenire la manipolazione di informazioni su Wikipedia. Gli account di Wikipedia che sono gestiti direttamente o indirettamente dalle aziende o altri gruppi di interesse devono dichiarare chiaramente la loro natura. Se le regole di Wikipedia vengono infrante, devono essere applicate delle sanzioni effettive. In ultima analisi, il miglioramento della conoscenza generale dei media deve rimanere una priorità e un compito per le istituzioni preposte all’istruzione. Nel complesso, è prioritario perseguire una migliore alfabetizzazione mediatica e questo va portato avanti dalle istituzioni educative.

Per approfondire:
“Wikipedia, a Place for Political Dialogue”, di Philip Di Salvo

Articolo tradotto dall’originale inglese “The Manipulation of Wikipedia” da Alessandra Filippi

Photo credit: Cary Bass / Flickr Cc

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