Qualcuno salvi il giornalismo inglese

15 novembre 2012 • Etica e Qualità • by

Corriere del Ticino, 15.11.2012

Da giorni i media europei sono concentrati sulle di­missioni in rosa di David Petraeus, direttore della CIA. Ma ora pian piano guadagna spazio un’altra notizia, che per la ve­rità circola già da qualche settimana, ma solo adesso, alla luce di nuovi fatti e avvenimenti, sta montando e conquistandosi l’attenzione di tutti i media internazionali.

Si tratta dello scandalo di pedofilia che ha attaccato alle radici una del­le istituzioni cardine del giornali­smo anglosassone: la BBC. Dopo lo scandalo del News of the World e delle intercettazioni telefoniche che avevano interessato in particolare la carta stampata scandalistica, un nuovo caso torna a minare la credi­bilità e l’autorevolezza del giornali­smo britannico che dell’accuratezza ha sempre fatto uno dei suoi cavalli di battaglia. Le prime teste sono già cadute: quella del direttore generale e direttore responsabile George Entwistle che dopo 56 giorni di mandato ha lasciato con una buona uscita di 450 mila sterline, quella di Helen Boaden, responsabile BBC news e del suo vice Stephen Mitchell. E c’è che dice che presto ne seguiran­no altre.

 La prima notizia è di un mese fa: Jimmy Saville, volto storico della BBC, noto disc jockey, conduttore Tv e radio di programmi musicali famosi, morto l’anno scorso all’età di 84 anni, era un pedofilo. Secondo i primi ri­scontri delle indagini avviate da Scotland Yard, in 40 anni di carriera Saville avrebbe abusato sessualmente di circa 300 minori. E, fatto ancora più grave per la reputazione della BBC, diversi di questi abusi avrebbero avuto luogo presso i suoi locali. Non solo, nel 2011, un servizio di inchiesta su Saville prodotto da Newsnight, no­ta trasmissione di informazione e ap­profondimento della BBC, non è stato mandato in onda.

La seconda è del 2 novembre: sempre lo stesso programma Newsnight ha accusato un esponente del partito conservatore, ex ministro nel Governo della Thatcher, di pedofilia. I respon­sabili del programma non avrebbero però controllato a dovere le fonti, affi­dandosi alla testimonianza di una vittima di abusi sessuali che ha poi ritrattato. Lord McAlpine, il politico in questione, ingiustamente accusato, ha fatto causa alla BBC.

E se di fronte al caso Saville i media europei, fatta eccezione per quelli di casa britannici, erano rimasti inizial­mente piuttosti freddi, ora di fronte al dilagare degli scandali, non possono non occuparsene.

La situazione è cosi seria che in favore dell’emittente pubblica è sceso in campo il primo ministro britannico «La BBC non sta vivendo una crisi esistenziale. Ha attraversato altre crisi e le ha superate».

Nel frattempo oltreoceano, l’ex diret­tore generale della BBC Mark Thomp­son, colui che era alla guida della BBC quando il servizio su Saville fu insabbiato, si è insediato alla New York Times Company nel suo nuovo ruolo di CEO.

Joe Nocera, noto editorialista del NYT, in un articolo diceva di temere per la credibilità e l’onorabilità della sua testa­ta se Mark Thompson fosse effettiva­mente entrato in carica. Ma Arthur Sulzberger ha accolto Thompson con un messaggio di benvenuto inviato a tutto lo staff in cui non si fa cenno allo scan­dalo. Uno scandalo che cresce di ora in ora e scrive una delle pagine più tristi del giornalismo britannico, un giornali­smo di servizio pubblico, che anzichè denunciare, sembra essersi fatto compli­ce di crimini contro minori permettendo che avvenissero in casa propria.

Potrà l’oceano salvare Mark Thomp­son? Intanto speriamo che qualcuno salvi il giornalismo inglese!

*Titolo originale apparso sul quotidiano: Un nuovo caso mina la credibilità del giornalismo inglese

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