Rolling Stone e come reagire a un fallimento

20 aprile 2015 • Brevi, Etica e Qualità • by

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Nel novembre del 2014 Rolling Stone ha pubblicato un articolo su un caso di stupro di gruppo avvenuto al campus della Virginia University che si è dimostrato essere sbagliato. La reazione del giornale al suo fallimento professionale è stata notevole perché, invece di giustificare il proprio lavoro, il magazine americano ha chiesto a dei ricercatori della Columbia University di analizzare il caso dalla loro prospettiva: cosa è andato storto? E per quali motivi? Come evitare questo genere di errore in futuro? E cosa c’è da imparare da questo caso per il modo in cui si tratteranno i casi di stupro in futuro?

Il 4 aprile i ricercatori hanno pubblicato il loro report, per la realizzazione del quale avevano ottenuto da Rolling Stone accesso completo alla redazione e al materiale utilizzato per l’articolo. Il report ha confermato che l’autrice dell’articolo incriminato, Sabrina Rubin Erdely, ha lavorato correttamente e senza aver inventato i fatti, ma i ricercatori hanno anche riscontrato errori severi ed evitabili che necessitano di critica dal punto di vista etico.

L’autrice, infatti, era troppo convinta della storia raccontata dalla vittima, nota come “Jacky” e non ha messo in discussione il caso o la versione della sua fonte e non ha contattato altri testimoni fondamentali. I fact-checker del giornale, inoltre, credevano nella ricerca dell’autrice e non sono intervenuti su alcuni punti critici. E la redazione? Ha semplicemente ritenuto che la storia fosse plausibile, perché rientrava perfettamente nel frame che vede le grandi e prestigiose università di prestigio Usa in declino.

Non c’è alcun dubbio: l’articolo di Rolling Stone è stato un fallimento del giornalismo. Detto questo, il tutto non si traduce nel fatto che non sia successo nulla e che le molestie sessuali nelle università non siano un caso importante da investigare e su cui fare ricerca. Inoltre, altre testate giornalistiche potranno beneficiare dei risultati di ricerca della Columbia University e, anche se Rolling Stone aveva ben poche alternative al prendere il toro per le corna, la sua reazione al caso e il modo in cui l’ha gestita pubblicamente è una best practice da tenere in considerazione per il futuro.

Il report completo “Rolling Stone’s investigation: A failure that was avoidable” è disponibile qui, sulla Columbia Journalism Review.

Articolo tradotto dall’originale tedesco da Judith Pies

 

 

 

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