A proposito di un nuovo plurale: Giornalismi

13 dicembre 2004 • Giornalismi • by

Message, Nr. 3, dicembre 2004

La rivoluzione tecnologica ha portato la società attuale a un mutamento profondo e reale. Il giornalismo «non può chiudersi nella difesa dell’identità perduta, può solo moltiplicare e differenziare le proprie identità professionali.» Di qui il titolo del saggio: Giornalismi, appunto.

Questa constatazione fa da sfondo ai diversi temi trattati da Angelo Agostini – giornalista e studioso dei media, nonché professore universitario a Milano e Bologna – nel suo nuovo libro nel quale racconta i media italiani, i personaggi che lo hanno caratterizzato e gli avvenimenti che ne hanno fatto un caso unico in Europa. Il valore aggiunto di questo saggio risiede senza dubbio nella ricostruzione storica e nell’analisi della situazione e delle anomalie del panorama mediatico italiano.Il quasi monopolio delle TV da parte di Berlusconi è sufficiente per controllare l’opinione pubblica in Italia? Senza sottovalutare la gravità della situazione, la risposta di Agostini tende al no. Questo perché il cittadino, anche in Italia, è sottoposto a una dieta mediatica composita. L’influenza della TV è senza dubbio forte, ma in un regime informativo multimediale non è totalizzante.

L’autore mette l’accento sul ruolo ancora determinante del quotidiano per l’informazione politica degli italiani, che descrive come «un mezzo per leggere la mutevole sostanza della realtà quotidiana alla luce di valori costanti.» Questi valori sono trasmessi per lo più dagli opinionisti, che tramite i loro commenti costruiscono l’identità dei diversi giornali. In Italia la politica resta infatti al cuore dell’identità di ogni testata e del rapporto con i propri lettori.

Agostini illustra inoltre interessanti esperienze editoriali italiane, con particolare attenzione al caso di Repubblica – quotidiano di sinistra che ha imposto negli anni modelli e stili giornalistici inediti.

I temi trattati dall’autore – il ruolo del giornalista, del marketing editoriale, del mercato pubblicitario, del giornalismo online – sono analizzati in ottica evolutiva, alla luce cioè del mutamento, innescato circa trent’anni fa quando i giornali sono diventati attività economiche sostanzialmente indipendenti, che ha scosso «alle fondamenta tradizioni sedimentate, abitudini e culture» giornalistiche.

Chiave di lettura interessante per capire l’Italia e i suoi media, se ne consiglia la lettura a chi ha un’ottima padronanza della lingua e della cultura italiane.

* Angelo Agostini: Giornalismi – Media e giornalisti in Italia. Il Mulino, Bologna, 2004.

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