Come i giornali europei hanno trattato la crisi dei migranti

9 novembre 2015 • Giornalismi, In evidenza, Ricerca sui media • by

CAFOD Photo Library / Flickr CC

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I giornali dell’Europa occidentale sono diventati significativamente più simpatetici nei confronti dei migranti a partire dalla pubblicazione, avvenuta a inizio del settembre scorso, delle foto del corpo del bambino morto su una spiaggia turca, ma in una settimana sono ritornati presto alle loro posizioni editoriali originali: alla fine del mese, infatti, tutti i giornali erano meno positivi nei confronti dei migranti, rispetto all’inizio di settembre.

La maggior parte dei giornali nell’Europa dell’Est e nei Paesi baltici, invece, non ha pubblicato quelle immagini divenute simbolo della crisi dei migranti o hanno appena trattato la notizia. A rivelarlo è una nuova analisi dell’Osservatorio europeo di giornalismo (EJO) dedicata al coverage della crisi dei migranti dei media europei, svolta in otto paesi. Si tratta del primo studio ad ampio respiro dedicato a come i giornali del continente hanno trattato lo spostamento di oltre 750mila persone attraverso il Mediterraneo nel corso di un anno. La nostra ricerca rivela dei trend nazionali ben distinti nel modo in cui la storia è stata trattata e, nel caso di alcuni giornali, anche bias politici transnazionali, che si manifestano oltre i confini dei singoli paesi.

L’analisi condotta dall’Ejo ha riscontrato come nell’Europa occidentale i giornali siano stati generalmente più compassionevoli nei confronti dei migranti rispetto a quei paesi orientali e baltici che, invece, hanno adottato un atteggiamento più negativo, distaccato emotivamente e anti-Eu. La ricerca crossborder, condotta dai team dell’Osservatorio europeo di giornalismo in Repubblica Ceca, Germania, Italia, Lettonia, Polonia, Portogallo, Regno Unito e Ucraina, ha esaminato come tre testate giornalistiche in ogni paese – giornali apertamente di sinistra, di destra, di centro o tabloid – hanno scritto di tre eventi cruciali, tutti avvenuti nel corso di settembre 2015.

I ricercatori hanno valutato gli articoli di tema nazionale o umanitario come “positivi” (per esempio se definibili “compassionevoli” o “umani”), “negativi” (quelli che descrivono i migranti in tono negativo in quanto “illegali”, “clandestini”, “violenti” o come un problema per la società in generale) o “obiettivi” (nei casi di reporting neutrale di fatti). Gli articoli dedicati alle policy dell’Unione europea sono invece stati giudicati come “positivi” quando sottolineavano il lavoro congiunto degli Stati membri per la risoluzione della crisi e “negativi” quando, invece, trattavano del fallimento degli Stati nel collaborare per una risoluzione congiunta.

Gli eventi inclusi nello studio sono tre: la pubblicazione delle foto del corpo di Aylan Kurdi (2 settembre), l’annuncio dei controlli alle frontiere in Germania (13 settembre) e il summit dell’Unione europea il cui obiettivo era un accordo congiunto per un approccio collaborativo alla crisi (23 settembre). Per ogni evento sono stati esaminati cinque diversi spazi temporali – i due giorni precedenti e i due successivi, oltre al giorno stesso. La ricerca si è incentrata sulle versioni cartacee dei giornali.

L’impatto a breve termine delle foto del bambino sulla spiaggia
Dai risultati emerge chiaramente come le testate dell’Europa occidentale (Germania, Italia, Portogallo, Regno Unito) abbiano complessivamente dedicato più spazio alla crisi e l’abbiano trattata in modo più dettagliato. Tutti i giornali di questo gruppo, ad esempio, hanno pubblicato le foto del corpo di Aylan Kurdi ad esclusione della tedesca Frankfurter Allgemeine Zeitung. In Germania, Italia e Portogallo gli articoli di tema umanitario e tono positivo nei confronti dei migranti sono aumentati di tre volte immediatamente dopo la pubblicazione delle foto. Anche nel Regno Unito il numero di articoli di questo tipo è aumentato su tutti i tre giornali analizzati, ma in modo meno evidente che altrove, passando da 6 articoli in due giorni prima del 2 settembre a 13 nei due successivi. Ad ogni modo, in tutti i quattro paesi di questa area geografica, il numero di articoli di taglio umanitario e positivo è poi comunque diminuito fino a tornare ai livelli pre-2 settembre, un decrescita iniziata già dal’11 e dal 12 settembre.

Questo dato dimostra che il cambiamento di predisposizione avvenuto dopo la pubblicazione delle foto non ha rappresentato una modifica di lungo periodo nell’opinione dei media, ma è stato, al contrario, una reazione emotiva alla storia di Aylan Kurdi. I giornali studiati nei paesi dell’Europa dell’Est e dell’area baltica (Repubblica Ceca, Polonia, Lettonia e Ucraina) hanno invece dedicato significativamente meno spazio alla crisi dei migranti. Gli articoli pubblicati in questi paesi, infatti, si sono genericamente dedicati alle policy, sia nazionali che europee, piuttosto che sulle questioni umanitarie e tendevano anche a essere più negativi, specialmente nei confronti dell’Unione europea. Coerentemente, quindi, non stupisce che solo tre giornali dei 12 studiati in questo gruppo geografico abbiano pubblicato le foto di Aylan, mentre altri hanno criticato la Germania e l’Unione europea per essere troppo emotive nei confronti della crisi. Un’eccezione importante è rappresenta dal giornale polacco di centro-sinistra Gazeta Wyborcza, che ha pubblicato le foto di Aylan, ma solo a pagina 11 e con il titolo La foto che ha scosso lEuropa.

Al contrario, nessun giornale lettone ha dato alle stampe le foto del bambino o ne ha citato la storia, ad esclusione di un commento dedicato a come i bambini possano facilmente essere utilizzati come potenti strumenti di propaganda. Lattitudine complessiva nei confronti dei migranti nei giornali lettoni è stata negativa e ci sono stati tre differenti punti di vista utilizzati nei dibattito pubblico per sostenere questo atteggiamento: gli aspetti economici, le differenze culturali e le possibili barriere dovute al fatto che la maggior parte dei migranti proviene da culture e religioni diverse dalla nostra, oltre alla possibilità di un altro fallimento dellintegrazione, come già è stato per la minoranza russa in Lettonia, ha dichiarato Liga Ozolina, editor del sito lettone dell’Ejo, che ha partecipato allo studio.

In Ucraina, solo un giornale tra quelli analizzati ha pubblicato le foto del bambino sulla spiaggia. Halyna Budivska, del team ucraino dell’Ejo, ha specificato che gli articoli pubblicati sulla crisi dei migranti nel suo paese sono stati per lo più distaccati dal punto di vista emotivo o neutrali. Solo pochi pezzi hanno analizzato la vicenda in profondità e nel dettaglio: le storie di taglio umanitario si sono incentrate per lo più sui viaggi dei migranti e sul trattamento ricevuto dalle autorità. Le condizioni di vita e le loro emozioni sono state presentate molto meno diffusamente, ha spiegato Budivska.

Anche gli articoli di tono positivo dedicati all’impatto nazionale della crisi e alle policy dei singoli paesi sono aumentati a loro volta in Europa occidentale subito dopo la diffusione delle foto del bambino sulla spiaggia. Ciò detto, già come per gli articoli di taglio umanitario, questo aumento ha avuto vita breve, in particolare in Portogallo e Regno Unito. In Gran Bretagna, il numero di articoli “nazionali e positivi” è aumentato da zero nei due giorni prima del 2 settembre a sette nei due giorni successivi, ma è presto ritornato a due soli articoli una settimana dopo e poi a zero due settimane dopo (24 e 25 settembre). In Portogallo, invece, il numero di questi articoli è passato addirittura da zero a otto in seguito alla comparsa delle foto, ma è tornato a 1 nell’arco di una settimana. In Germania, il paese che ha accettato il numero più alto di migranti, gli articoli dedicati alla crisi e con taglio nazionale erano già fortemente positivi prima delle foto e sono rimasti su questi livelli per tutto settembre, anche se, alla fine del mese, il numero di articoli positivi ha iniziato a scendere.

Il collocamento politico e la polarizzazione influiscono sul coverage
Il collocamento politico è emerso in modo decisivo negli articoli in tema di policy (sia nazionale che europea), più che in quelli di argomento umanitario e questo dato è visibile a livello continentale. I giornali conservatori nei paesi analizzati, ad esempio, sono stati significativamente più negativi nei confronti dei migranti, soprattutto per quanto riguarda il loro impatto sui singoli paesi, ma anche nei confronti della Ue e il modo in cui ha trattato la crisi. In Italia, ad esempio, Il Giornale ha pubblicato una maggioranza netta di articoli di taglio nazionale negativi nel corso di tutto il periodo studiato. Altrove, giornali di orientamento conservatore come il Daily Mail o il Telegraph nel Regno Unito, la Frankfurter Allgemeine Zeitung in Germania, Mlada pronta Dnes in Repubblica Ceca e Rzeczpospolita in Polonia sono stati tutti, a loro volta, più negativi negli articoli dedicati alle “conseguenze” della crisi nei propri paesi. I giornali tendenti a sinistra, invece, come il Guardian, la tedesca Tageszeitung (taz) e La Repubblica in Italia hanno avuto, al contrario, un coverage più positivo e complessivamente pro-migranti.

Per quanto riguarda lItalia, ha dichiarato l’editor del sito italiano dell’Ejo Philip Di Salvo, le scelte dei tre giornali analizzati rispecchiano la forte polarizzazione politica della stampa italiana, un elemento che tende a farsi ancora più forte in occasione di casi maggiori come la crisi dei migranti. Il tabloid tedesco Bild ha però sorpreso gli autori dello studio: la sua linea editoriale, infatti, è stata tradizionalmente vista come combattiva e causa di pregiudizi contro i migranti, i rifugiati e i richiedenti asilo, ma nel corso di settembre il giornale ha sorprendentemente pubblicato un numero importante di articoli umanitari e simpatetici verso i migranti.

Tina Bettels-Schwabbauer, editor del sito tedesco dell’Ejo, ha sottolineato lo scetticismo degli analisti dei media in Germania che si chiedono quanto durerà l’entusiasmo della Bild nei confronti dei migranti: lo scetticismo è giustificato, ha detto Bettels-Schwabbauer, già allinizio di ottobre, infatti, i titoli della Bild sono tornati a riflettere le posizione più tipiche del giornale. Questo potrebbe essere il segnale che il giornale sta per cambiare posizionamento di nuovo.

Il secondo evento studiato, l’introduzione di controlli ai confini tedeschi, annunciata il 13 settembre, ha a sua volta provocato reazioni negative in alcuni paesi, ma ha anche diviso i punti di vista dei giornali. L’analisi degli articoli relativi alla Ue e alla sua policy mostrano chiaramente come nel Regno Unito gli articoli negativi dedicati a come le autorità dell’Unione europea hanno affrontato la crisi e la capacità degli Stati membri di collaborare per risolverla sono aumentati dopo il 13 settembre. Nel periodo dell’11 e del 12 settembre i tre giornali del Regno Unito (Guardian, Telegraph e Daily Mail) avevano pubblicato solo due articoli negativi e due positivi sulla Ue e la risposta alla crisi, ma il 14 e 15 settembre i dati indicano zero articoli positivi, ben 12 negativi e due obiettivi.

Il coverage della stampa britannica è rimasto fortemente negativo nei confronti della Ue fino alla fine del mese analizzato. Il Guardian ha cambiato punto di vista, passando da posizioni generalmente positive ad altre più negative nei confronti della Ue a partire dal 13 settembre. Scrivendo dello scompiglio nell’Unione, un editorialista del Guardian ha riconosciuto come la crisi avrebbe fatto il gioco degli euroscettici. C’è stato anche un aumento significativo degli articoli negativi verso l’Europa in Polonia e Repubblica Ceca dopo il 13 settembre e l’introduzione dei controlli lungo i confini tedeschi. Entrambi i paesi hanno rifiutato l’accordo con la Germania e la sua proposta per una condivisione delle quote di migranti. In Polonia, gli articoli pubblicati dal conservatore Rzeczpospolita, ad esempio, hanno criticato la Germania e la Ue per aver pressato il governo polacco sulle quote. Il giornale ha anche pubblicato alcuni articoli che accusavano l’Unione e la Germania di essere troppo emotive nei confronti della crisi. I giornali in Repubblica Ceca, un paese di transito per i migranti e confinante con la Germania, sono rimasti negativi in modo importante nei confronti della Merkel e le policy dell’Unione europea dal 13 settembre in avanti e fino alla fine del mese.

Roman Hajek, editor del sito ceco dell’Ejo, ha dichiarato che il coverage dei giornali nel suo paese è stato ampiamente negativo, distaccato emotivamente e anti-Europa: la crisi ha consentito ai media e ai politici di far esplodere le critiche contro la Ue, ha detto Hajek, che ha anche aggiunto come le foto del corpo di Aylan Kurdi non siano state pubblicate dai giornali analizzati e la notizia addirittura appena citata. Il coverage dei giornali tedeschi, infine, è rimasto positivo nei confronti dei migranti anche dopo l’introduzione dei controlli ai confini nazionali, ma i giornali si sono fatti più negativi nei confronti della Ue proprio a partire da quella data. Tutti i giornali tedeschi hanno pubblicato articoli negativi su come i paesi della Ue hanno affrontato la crisi e sulla loro riluttanza a collaborare o ad accogliere più persone.

L’interesse dei media è diminuito nell’ultima settimana di settembre
Tutti i giornali analizzati nello studio hanno pubblicato meno articoli positivi nelle tre aree tematiche analizzate (umanitaria, nazionale e policy) attorno al terzo evento in esame, il summit della Ue del 23 settembre. In questa fascia temporale, tutte le testate hanno infatti pubblicato meno della metà del numero di articoli positivi e umanitari che erano stati dati alle stampe all’inizio del mese, prima delle foto di Aylan. A fare differenza solo i giornali ucraini, che non ha pubblicato alcun articolo positivo di stampo umanitario nel corso di tutto settembre.

Il coverage è anche diminuito complessivamente in tutti i paesi verso la fine del mese. La maggior parte delle testate (38 edizioni sulle 48 pubblicate in due giorni dai 12 giornali) ha pubblicato tra zero e quattro articoli al giorno nell’ultimo periodo studiato (24 e 25 settembre), una diminuzione che oscilla tra il 50 e l’80% per i giornali occidentali rispetto al periodo subito successivo alla pubblicazione delle foto di Aylan. A fare la differenza, solo due giornali tedeschi, taz e Frankfurter Allgemeine Zeitung, la cui attenzione nei confronti dei migranti è rimasta alta fino alla fine del mese. Il terzo giornale tedesco, Bild, ha pubblicato un numero considerevolmente più basso nella parte finale del mese. La diminuzione del coverage dei media potrebbe riflettere il fatto che l’oggetto dell’analisi mediatica della crisi dei migranti si sia spostato dal punto di vista umanitario e aumentato dal punto di vista dei dettagli politici del caso. Inoltre, è bene sottolineare anche come altri macrotemi, come lo scandalo delle emissioni Volkswagen, abbiano iniziato a prendere piede verso la fine di settembre, guadagnando le prime pagine dei giornali.

Questa analisi è il risultato della collaborazione tra otto team dell’Osservatorio europeo di giornalismo di lingua diversa. I ricercatori coinvolti nello studio sono stati Caroline Lees, Regno Unito, autrice del testo; Roman Hajek, Repubblica Ceca;  Tina Bettels-Schwabbauer e Anna Carina Zappe, Germania; Philip Di Salvo, Italia; Liga Ozolina, Lettonia; Adam Szynol e Michal Kuś, Polonia; Ana Pinto Martinho, Portogallo, Halyna Budivska, Ucraina

I giornali inclusi nella ricerca sono:
Lettonia: Latvijas Avīze, Diena, Vesti Segodņa
Regno Unito: Telegraph, Guardian, Daily Mail
Germania: Frankfurter Allgemeine Zeitung (FAZ), Bild, taz
Polonia: Gazeta Wyborcza, Rzeczpospolita, Fakt
Italia: Corriere della Sera, La Repubblica, Il Giornale
Ucraina: Den, Segodnya, Fakty
Repubblica Ceca: Mladá fronta Dnes, Právo, Blesk

Leggi il report in altre lingue
Inglese: “How Europe’s Newspapers Reported The Migration Crisis”
Tedesco: “Wie Zeitungen in Europa über die Flüchtlingskrise berichteten”
Ucraino: “Як європейські газети висвітлювали кризу біженців – дослідження”
Ceco: “Výzkum: Jak evropské noviny psaly o uprchlické krizi”
Lettone: “Pētījums: kā laikraksti Eiropā atspoguļoja bēgļu krīzi”
Polacco: “Jak europejska prasa relacjonowała kryzys migracyjny”
Portoghese: “Como os jornais europeus cobriram a crise migratória”

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